TheDamnedEverybodyElse
NUOVE USCITERECENSIONI

The Damned – Not Like Everybody Else

Come si può contrastare al lavoro l’abbiocco post pranzo che ti assale prepotentemente, costringendoti a lottare contro te stesso per riuscire a tenere gli occhi aperti? Si vaga come zombie in uffici troppo pieni di persone, cercando un rifugio, dove finalmente potersi abbandonare ad un pisolino di 5 minuti. Purtroppo, nessun luogo assicura la pace necessaria allo scopo e con la rassegnazione nel cuore si abbandona l’idea del riposino, in favore di un caffè doppio con un curioso retrogusto di bruciore di stomaco, leggendo l’elenco dei 10 metodi più efficaci per rimanere svegli secondo uno studio condotto dall’Università di Harvard.

Ma siamo davvero sicuri che non ci sia un modo migliore? Senza stare a scomodare chatGPT, io ve ne propongo uno: “Not Like Everybody Else“, il nuovo album dei Damned

Infilatevi le cuffiette nelle orecchie e lasciatevi trascinare in un fiume colorato di sonorità del passato, svegliate le sinapsi addormentate tuffandovi nei brani d’un tempo lontano e lasciate libere le spalle di muoversi in modo malizioso sulle note del rock ‘n roll.  

Questo è un disco che risulta atipico e del tutto singolare per la band, poichè comprende esclusivamente cover: dieci brani suonati rimanendo, insolitamente, fedeli alle versioni originali. Per quanto possa apparire, a primo impatto, una scelta assai stramba, tutto diventa più chiaro se facciamo un passo indietro e ascoltiamo.

Dal 1979 i Damned si sono prodigati nella creazione di musica che sarà destinata a colpire il cuore di molti. Primi al mondo a pubblicare un singolo per un’etichetta indipendente, la Stiff Records, e pur essendo conosciuti per lo più come band punk, non si sono limitati a sfogare la propria ribellione in un unico genere, ma hanno fatto di più: testi prevalentemente rock si alternano ad un sound psichedelico e gotico, lasciando intravedere tutte le ispirazioni musicali che hanno contribuito a plasmare l’unicità musicale degli inglesi.

Questa nuova uscita nasce come omaggio a Brian James, storico chitarrista e fondatore del gruppo, scomparso il 6 marzo 2025. Le dieci cover di cui si compone, oltre a rappresentare un saluto speciale per un compagno perduto, raccontano le principali influenze che hanno segnato la strada da seguire. E così possiamo godere dell’energia delle registrazioni grezze e divertenti di brani anni ’60 di gruppi come Yardbirds, Kinks, Animals, Pink Floyd con un’eccezione del 1973 degli Stooges, con un’enfasi sul basso da brivido. Ciascuna traccia è eseguita con estremo rispetto, manifestando un approccio conservativo nei confronti del passato, onorato con la grinta e l’esuberante energia del rock ‘n roll. Ma si respira quasi devozione per il significato che loro stessi attribuiscono a tutti e 30 i minuti del disco. 

Sapendo tutto questo sembra quasi ironica la scelta di aprire con “There’s a Ghost in My House” di R. Dean Taylor e appare appropriata, invece, quella di chiudere con “Last Time” dei Rolling Stones, l’ultima registrazione dei Damned con James alla chitarra.

E se l’esuberanza dell’album non è ancora abbastanza per voi, ricordate che si esibiranno per il loro 50° anniversario con uno spettacolo a Wembley l’11 aprile 2026.

È passato l’abbiocco adesso?

Tracklist

01. Ghost In My House
02. Summer In The City
03. Making Time
04. Gimme Danger
05. See Emily Play
06. I’m Not Like Everybody Else
07. Heart Full Of Soul
08. You Must Be A Witch
09. When I Was Young
10. The Last Time