Ce ne hanno messo di tempo i Wednesday per la loro prima volta in Italia, ma – per quanto sia un cliché dirlo – l’attesa è stata ben ripagata. È effettivamente strano che una band del livello degli statunitensi abbia fatto così tanta fatica a farsi notare in Europa, anche considerata la mole di lavori ormai non indifferente pubblicata da Karly Hartzman e soci, in giro da quasi 10 anni e con una prolificità artistica invidiabile. La svolta è arrivata 3 anni fa, con la pubblicazione di “Rat Saw God”, album che ha ricevuto un’acclamazione unanime in tutto il mondo, al pari del successivo “Bleeds”, uscito pochi mesi fa e capace di attestarsi ad un simile livello qualitativo e di successo del predecessore.
È quindi finalmente arrivato il momento del Wednesday?
È questa la domanda che ci frulla in testa mentre entriamo nel Circolo Arci Bellezza di Milano e un’anticipazione della risposta è la scritta in bella vista, sulla locandina dell’evento: “sold out”. Quello dedicato alla promozione di “Bleeds” è solo il secondo tour europeo da headliner per il quintetto e quasi tutte le date stanno registrando il tutto esaurito. L’attesa è comprensibilmente palpabile e viene ben smorzata dall’ottima esibizione dei Bleary Eyed, quartetto da un certo punto di vista ricorda i compagni di tour, senza però essere così tanto riconoscibili ed estrosi. Poco male, perché il set di nemmeno mezz’ora con cui Nathaniel Salfi e soci presentano prevalentemente l’ultimo album “Easy” risulta molto piacevole per staccare la spina e viene ben accolto dal pubblico (già presente in gran numero).
Il cambio palco è molto breve e dopo una ventina di minuti i Wednesday (con Jake Pugh a sostituire molto bene l’insostituibile MJ Lendermann alla chitarra) salgono sul palco e senza molti convenevoli iniziano a fare quello che sanno fare meglio: pestare come dei matti. Il segreto della band di Karly Hartzman è tutto qui e bastano pochissimi minuti per capirlo: i Wednesday ci piacciono perché ci fanno tremare, fisicamente quanto emotivamente. Le distorsioni lancinanti, i ritmi folli che rimbalzano per tutta la sala e le staffilate con cui Hartzman si scartavetra le corde vocali ci martellano le orecchie; la melodia di cui, contemporaneamente, riescono ad essere pregni i brani e la viscerale emotività che emerge con forza dai testi ci trafiggono il cuore.

C’è un motivo se tra le “nuove” band provenienti dal sud degli States sono proprio i Wednesday i più acclamati e questo motivo è la capacità magnetica di impregnarci, musicalmente ed emotivamente, della tradizione statunitense quanto delle caotiche esperienze vita di una ragazza quasi trentenne, che ci vengono sputate in faccia come liquido abrasivo. Pensate a questi concetti messi in musica attraverso un’incredibile intreccio di indie, southern e noise rock, impreziosito da qualche pennellata shoegaze – anche se più che di pennelli, parliamo di tempere spremute e schiacciate con le dita su una tela già bucata e sfilacciata.
Il quintetto dedica quasi tutto il set a “Rat Saw God” e “Bleeds” (nei cui testi, scritti proprio mentre la cantante e Lendermann si stavano lasciando, colpisce ancora più a fondo l’assenza del chitarrista) e lo fa con senso di condivisione che ci fa quasi commuovere. Rimane difficile spiegare i livelli di intimità che si riescono a raggiungere nonostante siano distorsioni così abrasive ad essere protagoniste della serata, ma la semplicità e l’autenticità espresse dai cinque si fanno ben notare in momenti come quello in cui Hartzman si dimentica il testo dell’ultima parte di “Phish Pespi” e scoppia letteralmente a ridere mentre i quattro compagni continuano a suonare con il sorriso sul volto.
Sì, è arrivato il momento dei Wednesday. Nel loro primo frenetico ballo in Italia, Karly Hartzman e soci ci conquistano e ci lasciano storditi, sia che ci siamo scatenati in mezzo al pogo, sia che siamo stati in un angolino a muovere la testa con il sorriso stampato sul volto e il cuore in fiamme. Concetti, questi, espressi molto bene dalla stessa cantante prima di suonare uno dei brani più viscerali, intensi e irrazionali che potrete mai ascoltare, ovvero“Bull Believer”: “È un periodo in cui stare al mondo è molto difficile e tante volte abbiamo solo bisogno di urlare. Nel finale della prossima canzone urlerò molto, quindi se ne sentite il bisogno fatelo insieme me.”
Setlist Wednesday Milano
Reality TV Argument Bleeds
Got Shocked
Fate Is…
Wound Up Here (By Holdin On)
Candy Breath
Hot Rotten Grass Smell
Formula One
Phish Pepsi
Gary’s II
Pick Up That Knife
Toothache
Quarry
Elderberry Wine
Bitter Everyday
Townies
Bull Believer
Wasp





