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Ci sono concerti che si vivono in maniera fisica, saltando, pogando, cantando. E poi ci sono concerti di una tipologia diversa, forse ormai poco diffusi nell’era dei live concepiti come eventi da postare, da raccontare; sono quei live che si vivono come un’esperienza emotiva, eterea, quasi religiosa. Momenti in cui la musica ti trascina e ti eleva a un livello superiore di percezione del qui e ora, che hanno qualcosa di davvero speciale ed unico e che potevano essere portati solo da artisti del calibro di Mr Maynard James Keenan. Il live dei suoi A Perfect Circle apre la stagione 2026 della rassegna Ferrara Summer Festival ed è sicuramente un inizio di quelli da ricordare per un contenitore di concerti che si conferma tra i più efficaci delle estati degli ultimi anni.

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Jenny Beth

Nella cornice atipica della piazza Ariostea e con temperature degne della migliore pianura padana alle porte dell’estate, lo show parte puntuale con i due opening act che stanno seguendo gli A Perfect Circle nel loro tour europeo, ovvero A.A Williams, eclettica poli strumentista britannica col suo post rock minimale, poetico ma allo stesso tempo granitico, e Jenny Beth, che offre con la sua band una performance energica e coinvolgente. L’atmosfera è ben predisposta e quando finalmente la band di Maynard James Keenan e Billy Howerdel arriva sul palco, interrompendo un’attesa durata ben 8 anni, la risposta del pubblico ė elettrizzante. Gli A Perfect Circle offrono uno show basato più che sulla presenza scenica dei musicisti sulla musica nel senso più puro e viscerale; coaudivati da sapienti giochi di luci, sia il cantante che la band sono ombre dalle quali scaturisce l’unica e sola protagonista dello show, la canzone che stanno eseguendo in quel momento. Keenan in questo è maestro: come ben sanno i fan dei Tool, non è un frontman che si impadronisce della scena, che incita il pubblico, ma un performer che si fa semplice tramite della propria musica, senza fronzoli.

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A Perfect Circle

La scaletta spazia tra tutta la discografia della band, in particolare dal loro capolavoro “Thirteen Steps”, senza tralasciare l’iconico esordio “Mer De Noms” e proponendo anche l’ultimo singolo “Starless”. Ogni brano, a partire dall’apertura con “The Package”, fino a chicche come “Blue” o “Rose”, è proposto con un’esecuzione perfetta fino al minimo dettaglio tecnico, ogni canzone è un’esperienza che la band dona al proprio pubblico senza bisogno di altro, creando un’atmosfera di unione e condivisione che raramente raggiunge una carica emotiva così alta senza bisogno di altro che la musica. È in questo che risiede la potenza della performance degli A Perfect Circle, insieme all’estrema bravura e tecnicità dei musicisti, personalità del calibro di Billy Howerdel o Josh Freese che sono ormai delle vere e proprie istituzioni nel genere. Non ci sono saluti al pubblico, non ci sono interazioni dirette: può piacere o no, ma forse davvero non se ne sente il bisogno.

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A Perfect Circle

Quando gli A Perfect Circle salgono in cattedra per tenere il loro show, non si sente la mancanza di nulla, è un susseguirsi di brani e di emozioni che solo la musica allo stato puro sa suscitare. È un trionfo del qui e ora: si può solo chiudere gli occhi, lasciarsi trasportare dalle luci e dai suoni, magari alzare lo sguardo al cielo stellato di Ferrara e non pensare più a niente, se non all’ondata sonora che come una marea si abbatte instancabilmente nelle nostre orecchie e tocca le corde più profonde dell’anima.

Setlist A Perfect Circle

The Package
Disillusioned
The Contrarian
The Doomed
Weak and Powerless
Rose
Gravity
Kindred
Blue
TalkTalk
3 Libras
The Outsider
Counting Bodies Like Sheep to the Rhythm of the War Drums
Starless
The Noose
Judith

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