ARCADE FIRE PINK ELEPHANT
NUOVE USCITERECENSIONI

Arcade Fire – Pink Elephant

È possibile separare l’uomo dall’artista? Si può essere oggettivi nel giudizio di un’opera senza lasciarsi influenzare dalla moralità, dalle azioni, dal vissuto di chi quell’opera l’ha plasmata? Genio e sregolatezza sono un binomio costante nella storia dell’arte universalmente considerata: che si tratti di omicidi, violenza, droga, sessismo, nazismo, fin dagli albori la comunità si è sempre trovata davanti all’annosa questione se sia giusto o meno dare seguito alla creazione di colui che “non se lo merita”.  Eppure, già Seneca, il filosofo romano, invitava la platea a prendere esempio dalle sue parole e non dalle sue azioni, ben conscio di non essere l’irreprensibile uomo di cui predicava.

Un’elucubrazione inevitabile questa, mentre la musica di “Pink Elephant” si fa largo nella stanza vuota, coprendo ogni altro suono che non sia quello imposto dai canadesi. Il nuovo album degli Arcade Fire arriva tre anni dopo un periodo complesso per il frontman, che ha dovuto rispondere dell’attenzione negativa dei media, sia per le accuse di molestie sessuali a lui rivolte, sia per un disco, “WE”, che non è stato accolto particolarmente bene dalla critica.

In questi dieci nuovi brani si percepisce la presenza del co-produttore Daniel Lanois, che porta alcuni dei suoi caratteristici paesaggi sonori e che creano un’atmosfera suggestiva. Tutto suona fluido con melodie ambient, qualche richiamo agli anni ’80 e uno spiraglio di luce verso i tempi d’oro di “Funeral”. Se ci limitassimo ad ascoltare esclusivamente la parte strumentale, tenendo da parte per un momento i testi, “Pink Elephant” sarebbe un’ottima colonna sonora per la meditazione, uno strumento per riuscire a staccare dallo stress quotidiano per prendersi una pausa da tutto ed entrare in una dimensione alternativa, dove tu non sei più tu, ma solo una foglia che fluttua nella fresca brezza primaverile. Canzoni atmosferiche, a volte dolci e seducenti, ma prive di quella magia esplosiva di cui il gruppo si era fatto portavoce negli anni passati. 

E poi ci sono i testi che raccontano di cambiamento, di fiducia, dai quali emerge autocommiserazione, malessere e angoscia. Parole che cercano comprensione, ma che non riescono a trasmettere la giusta carica emotiva, mancando la sincerità necessaria per creare una connessione profonda con chi ascolta. A tratti la voce del leader si presenta lamentosa come quella dei bambini che dopo una malefatta, piangendo, chiedono perdono alla mamma. Tutto pare ovattato e la staticità quasi cantilenante viene interrotta solo quando Régine Chassagne prende posto davanti al microfono.

Il legame tra le canzoni è fragile e discontinuo.  “Alien Nation”, si scaglia principalmente contro la modernità, “Circle of Trust” dà l’impressione di assistere alla discussione di una coppia che sta cercando di risolvere i propri problemi, la title track è un’evidente allusione all’ingombrante presenza di un gigantesco problema a cui non si vuol pensare, cercando di scacciarlo, ma senza elaborarlo correttamente. “Ride or Die” è una bella ballata ariosa, intima e romantica, “I Love Her Shadow” ritrova quella grinta dei tempi andati. In “Year of the Snake” viene ostentato l’elogio al cambiamento con una ferma intenzione di buttarcisi a capofitto, ma quanto detto non sembra venire concretamente accolto dai musicisti. I 42 minuti complessivi di ascolto portano a pensare che il lavoro sia ancora in bozza, in attesa di perfezionamento e revisione.

Prescindendo da quel fastidioso disagio provocato dal conoscere il contesto, accentuato da un presente in cui si fa sempre più forte il bisogno di tutelare ogni forma di rispetto per la donna e l’essere umano in generale, “Pink Elephant” è un disco che avrebbe potuto dare molto di più. Avrebbe potuto spiegare, raccontare, portare ad una rinascita e ad un vero cambiamento. E invece emerge solo un senso di smarrimento del protagonista, evidentemente ancora nel pieno della gestione degli eventi.

Tracklist

01. Open Your Heart or Die Trying 
02. Pink Elephant 
03. Year of the Snake 
04. Circle of Trust
05. Alien Nation 
06. Beyond Salvation
07. Ride or Die 
08. I Love Her Shadow 
09. She Cries Diamond Rain
10. Stuck in my Head