E se il continuo parlare della guerra finisse per intrappolarci in un circolo vizioso di lamentele, frustrazione e scoraggiamento, spegnendo poco a poco la nostra motivazione ad agire per migliorare la società? Il rischio di annullarsi, continuando a inseguire notizie sull’attuale situazione socio-politica e a tormentarsi nel tentativo di comprendere le logiche profonde delle azioni dei “cattivi”, mentre si è pienamente consapevoli di vivere in un’ingiustizia diffusa, è sempre più concreto. Eppure, lasciarsi travolgere e affondare nei tempi difficili che stiamo attraversando non è mai la risposta.
Così la pensano i Gogol Bordello, tornati a fare casino, sì, ma con una direzione precisa. Non si tratta più soltanto di pogare e bere birra fino a svenire, bensì di sviluppare una consapevolezza più profonda rispetto a ciò che accade nel mondo. Il nuovo lavoro “We Mean It, Man!” raccoglie una forte carica di rabbia e frustrazione, senza però scivolare nel nichilismo. Al contrario, il messaggio resta sorprendentemente positivo e la musica diventa il mezzo principale per dare forma a una protesta viva, intensa e consapevole.
Nei 48 minuti di cui si compone l’album si intrecciano diverse tematiche, solo in apparenza distanti, ma profondamente connesse tra loro: l’urgenza di reagire al caos contemporaneo — tra guerre, tensioni sociali e crisi —, il valore della resistenza e della solidarietà, la convinzione che la speranza non venga mai meno e, infine, l’idea che sopravvivere e “vivere bene” possano diventare, di per sé, una forma di ribellione.
La band non è nuova alla rabbia espressa con sonorità grezze e dirette, né a un approccio profondamente legato alla musica di protesta. Per loro, fare musica non è mai un esercizio fine a se stesso: è piuttosto un mezzo per comunicare, diffondere messaggi ed esprimere opinioni che spesso rispecchiano tensioni, bisogni e desideri presenti nella società. Come in questo caso.
Eugene Hütz, nato in Ucraina, ha lampanti motivi per non essere esattamente entusiasta della situazione mondiale e brani dai titoli espliciti come “No Time for Idiots” riassumono bene il suo stato d’animo. Collaborando con i produttori Nick Launay e Adam “Atom” Greenspan, la band suona più carica che mai, aprendo con una title track rumorosa e incisiva che ruota attorno alla frase “We exist in a mystical realm, and no one knows how it works”, quasi a ribadire un principio di uguaglianza universale: in fondo, siamo tutti sulla stessa barca.
C’è spazio anche per un pop dal tono drammatico, che trova la sua espressione più riuscita nella techno contagiosa di “Life Is Possible Again” portatrice di messaggi ottimistici e carichi di speranza. L’accoppiata energica e super ballabile di “Mystics” inno all’incontro tra culture e persone e “We Did Good With The Good We Did” dove il violino e la fisarmonica contribuiscono a creare un’atmosfera folcloristica. L’electro pop di “Ignition” appare più una sonata disco anni ’80, mentre si materializzano nella mente figure di ballerini in rollerblade vestiti di lustrini e fasce colorate in spugna. “No Time For Idiots”, più orientata al rock, è varia e graffiante, anche se forse si dilunga oltre il necessario. Più colorato, invece, “Crayons” brano dal carattere teatrale e giocoso.
La chiusura è affidata a “Solidarity”, un finale deciso e significativo: una versione apertamente pro-Ucraina della cover realizzata nel 2023 del classico degli Angelic Upstarts, qui arricchita dalla partecipazione di Bernard Sumner, noto per il suo ruolo nei New Order e nei Joy Division.
Fin dal successo di Gypsy Punks: Underdog World Strike del 2005, il frontman e la sua band hanno sempre cercato di sperimentare e proporre qualcosa di originale. Anche questa volta hanno realizzato un album che esplora sonorità provenienti dalla techno, dalla house e dall’elettronica. Il risultato è un vero e proprio inno alla libertà: un invito a non arrendersi mai e a celebrare, con gioia, le bellezze che ci circondano.
Tracklist
01. We Mean It Man
02. Life Is Possible Again
03. No Time For Idiots
04. Hater Liquidator
05. Boiling Point
06. Ignition
07. From Boyarka to Boyaca
08. Mystics
09. We Did Good With The Good We Did
10. Crayons
11. State Of Shock
12. Solidarity (Nick Launay Mix)
















