Non ci poteva essere sodalizio migliore di quello nato tra l’artista bretone Cécile Corbel ed il celebre studio d’animazione nipponico Ghibli per musicare l’ultima opera partorita da Hiromasa Yonebayashi su un vecchio soggetto scartato di Hayao Miyazaki.
Già, perché se è pur vero che “Arrietty” è una delle opere qualitativamente più discutibili mai prodotte da uno degli studi d’animazione più importanti e significativi del mondo, è anche vero che la musica d’accompagnamento composta dalla Corbel è più che perfetta per costruire l’atmosfera di sognante fiaba, leggera e piccina, che le gesta dei “rubacchiotti” fisiologicamente necessitano.
Cécile Corbel, difatti, è una giovane arpista, dotata di una voce assai soffice, zuccherosa, giocosa e lieve, caratteristiche che calzano perfettamente anche sulla musica prodotta dalla Nostra, una rivisitazione di carattere maggiormente pop del folklore tipicamente celtico, in un’operazione che ricorda da vicino la potente Musa Loreena McKennitt negli intenti, anche se i risultati sanno essere decisamente diversi nella resa.
“Arrietty” è un puro manifesto dell’anima musicale della Corbel più che una colonna sonora cinematografica, e proprio per questo si presenta come un disco ambiguo, in cui convivono – più o meno felicemente – due anime ben distinte: le canzoni ed i temi strumentali.
Le prime sono il piatto forte della proposta: sospese tra ballate pop per chitarra acustica in cui esplode il tin whistle (“The Neglected Garden”), il ruvido sapore del country suonato, però, non nel deserto del Nevada ma tra i verdi prati d’Irlanda (“Our House Below”) ed il delicato mistero di una risoluta protagonista in una perfetta canzone a tema (“Arrietty’s Song”), la frazione d’opera in cui sentiamo la sognante voce della Corbel è una perla splendente di folklore celtico che merita un roboante plauso e sincera commozione da parte di noi ascoltatori (sentite anche la pura malinconia che sa distillare la conclusiva “Goodbye My Friend” per sola arpa e voce).
Purtroppo, dove la colonna sonora di “Arrietty” mostra il fianco è sui brani strumentali. Tra le riproposizioni senza voce delle canzoni sopra menzionate, si affiancano sì composizioni di sicuro fascino come “The Doll House” e “Sho's Lament” – brani in cui sembra di sentire una versione bombastica delle tipiche composizioni new age di Enya, o i giochi medievali di “Spiller” e la contemplazione di “Tears In My Eyes”, ma anche brani dalle atmosfere troppo similari tra loro, che rendono il corpo centrale del disco una massa indistinta di umori e note, appesantendo di molto il valore di un’opera che – è bene ribadirlo – rimane comunque di assoluto valore.
Prodotta divinamente da uno Studio Ghibli che non lesina in budget, consentendo alla Corbel di implementare un set di strumentazione invidiabile ed una resa sonora di una purezza devastante, “Arrietty” è, quindi, un disco che non deve mancare in nessuna collezione di ogni amante della buona musica, più che in quella degli amanti dell’animazione nipponica prodotta dalla casa di Totoro. Perché inciso che sa espandere universalmente le emozioni del folklore celtico, risultando fruibile e godibile anche per coloro che non mostrano interesse alcuno per il lungometraggio, e che riesce a condensare in note un’atmosfera che, a conti fatti, è molto migliore delle immagini mostrate, poi, effettivamente sul film, un’opera cinematografica che, senza quelle preziose note, non avrebbe davvero senso di esistere.
Non si potrebbe fare complimento più grande a Cécile Corbel, non trovate?
Tracklist
01. The Neglected Garden
02. Our House Below
03. Our House Below (Instrumental)
04. The Doll House
05. Sho s Lament (Instrumental 1)
06. Arrietty s Song (Instrumental)
07. The Neglected Garden (Instrumental)
08. Sho's Waltz
09. Spiller
10. Rain
11. The Wild Waltz
12. Sho's Lament (Instrumental 2)
13. An Uneasy Feeling
14. With You
15. The House Is In Silence
16. Sho's Song (Instrumental)
17. Precious Memories
18. Goodbye My Friend (Instrumental)
19. I Will Never Forget You
20. Arrietty's Song (Original Theme Song)
21. Tears In My Eyes
22. Goodbye My Friend
















