C’è uno spicchio di Irlanda anche in Toscana. E’ questo quello che mi viene in mente ogni qualvolta ascolto un disco dei Will O’ The Wisp (ora più semplicemente Willos’), formazione senese dedita a sonorità folk celtiche. Il bello di questi ragazzi è che non si limitano a riproporre i classici stilemi della musica etnica irlandese che tutti conosciamo: le loro opere sono sempre contaminate da più profumi, da più influenze che abbracciano un bacino geografico che va ben oltre la verde isola.
In “Dirt Tracks” questo processo è ancora più amplificato. Le nove tracce qui presenti uniscono con gran maestria le danze e le storie irlandesi alle tradizioni e alle influenze del folklore greco, piuttosto che scandinavo, o quello dei balcani e della Maremma toscana. Come riportato anche nel booklet, “la musica dipinge la danza e invita tutti, musicisti, ballerini e ascoltatori, a creare un legame tra popoli e culture diverse”. Questa opera può inizialmente sembrare complessa e inattuabile (viste le notevoli differenze culturali che separano i popoli sopra menzionati), eppure ascoltando il disco tutto fluisce con disinvoltura, filtrato attraverso gli strumenti della tradizione folk irlandese (e non solo) impiegati dai Willos’.
Alice (voce), Luca (chitarra), Lorenzo (flauto), Giulio (darbouka, bodhràn, djembé e altri tipi di percussioni) e Stephanie (violino) si avvalgono della collaborazione anche di ospiti illustri come Liz Carroll, John Doyle, Ettore Bonafè e Silvia Bolognesi, appoggiandosi poi alla produzione di Athena Tergis: tutti quanti donano un loro personale contributo a quello che è, a tutti gli effetti, un folk contemporaneo senza radici stabili, ispirato e aperto a tutte le culture.
Avventurandosi tra le tracce di “Dirt Tracks” si rimane piacevolmente colpiti in più occasioni. Già l’iniziale “Ballysillan” (nome di un sobborgo di Belfast, il quale ha ispirato una poesia del bisnonno di Stephanie qui musicata) affascina sin da subito per la dolcissima e malinconica magia che sprigiona, esaltata dal violino e dall’elegante e cristallina voce di Alice: ascoltandola con attenzione non si può poi non apprezzare l’operato svolto dagli altri strumenti nel realizzare un tappeto melodico pregno di fascino.
Proseguendo nell’ascolto ci si imbatte in tre pezzi interamente strumentali: “Black Pat’s, Donegal Tinker, The Laurel Tree, Glen Road to Carrick Reels” raccoglie quattro danze irlandesi; “Gigo Vitouno, The Lemon Tree, Ringlander Efter Nille Henningsgård, Moll and Tiara” è un arazzo che abbraccia più culture del mediterraneo; infine, “Ochieti Bonito”, un brano di vaga ispirazione slava. Queste composizioni sono la prova evidente del gran lavoro filologico che sta alla base del disco, uno studio di tante sonorità che sono state accostate tra loro, rielaborate attraverso un filtro diverso e riunite tutte assieme. Passando poi per “Geordie”, “Tis Night”, “Willy Taylor” e “Starbrow”, tutti pezzi nati o da favole e storie tradizionali, o da poesie scritte da qualcuno e date inizialmente per disperse salvo, quindi, essere ritrovate, si giunge alla fine di questo viaggio raggiungendo la Maremma toscana, ben rappresentata da “Alla Finestra Affacciati” (unico pezzo in italiano), una serenata tipica della zona.
Ideato in maniera eccellente e suonato in modo impeccabile, “Dirt Tracks” non lascia trasparire particolari debolezze. In alcuni momenti può forse apparire un po’ fragile (come per esempio nella traccia conclusiva, che appare quasi distaccata dal resto, penalizzata probabilmente dalla lingua utilizzata: forse una diversa posizione in scaletta le avrebbe giovato maggiormente?), ma non per questo va penalizzato. Il lavoro dei Willos’s è, anzi, da premiare. Tralasciando infatti il fatto che non sono molti in Italia a suonare questo tipo di musica con la bravura dei Nostri, va sottolineata ancora una volta la loro opera di recupero filologico e il loro sforzo nel far confluire in una stessa forma musicale etnie tra loro diversissime.
E’ questo in fondo il loro asso nella manica: mostrare luoghi diversi, condividere culture separate geograficamente, saper far viaggiare con la mente, il tutto in modo facile e naturale, senza farti muovere un passo da casa.
Tracklist
01. Ballysillan
02. Pat’s, Donegal Tinker, The Laurel Tree, Glen Road to Carrick Reels
03. Geordie
04. Gigo Vitouno, The Lemon Tree, Ringlander Efter Nille Henningsgård, Moll and Tiara
05. Tis Night
06. Ochieti Bonito
07. Willy Taylor
08. Starbrow
09. Alla Finestra Affacciati



















