“Eifur” è il secondo LP degli svedesi Fejd: prima di questo demo, EP e un album, “Storm”, erano serviti a far capire al pubblico le potenzialità di questo quintetto di bardi, autori di un folk dalle tinte medievaleggianti e che attinge a piene mani dalla mitologia nordica (da qui la classificazione, fatta dalla propria etichetta, di “Nordic Medieval Folk Band”).
La musica dei Nostri non è folk metal, ma ha comunque in sé una forte componente rock retta soprattutto dalla sezione ritmica, che in più di un’occasione accompagna da sola la voce (rigorosamente pulita) di Patrik Rimmerfors. Il resto degli strumenti sono invece classici del genere: fisarmoniche, violini, flauti, arpe, cornamuse, corni ecc, ai quali vengono associati anche basso tastiere e chitarra. Una strumentazione quindi non totalmente da gruppo folk, anche se poi il risultato finale rientra tranquillamente nei canoni del genere. Le dodici composizioni realizzate dai Nostri sono tutte mediamente soddisfacenti in termini di qualità: sono infatti almeno otto i pezzi da segnalare in tutto il disco, tre o quattro dei quali superiori agli altri, non tanto da un punto di vista tecnico (i Fejd sono degli ottimi strumentisti), quanto da quello prettamente emotivo, legato al coinvolgimento dell’ascoltatore. La lingua utilizzata non permette, a meno che non la si conosca (o non si cerchino le traduzioni delle liriche) di comprendere i testi, ma è una scelta giustificata dal fatto che i Nostri hanno puntato a un’esperienza folk “totale”, cioè una completa immersione dell’ascoltatore nelle leggende e nei miti da loro narrati. Vero è infatti che l’atmosfera che si respira in canzoni come “Ledung” o “Aring” è estremamente affascinante e ammaliante: sa di canti e balli intorno a un fuoco, di neve e foreste gelate abitate da lupi, folletti e entità fiabesche. Questi ragazzi sanno quindi il fatto loro, sanno come rendere la loro proposta accattivante ed accessibile anche per chi non ha molto da condividere con la loro cultura.
Dove “Eifur” stalla è forse in una leggera, strisciante ma comunque percepibile sensazione di già sentito: non che la proposta dei Fejd somigli in modo esagerato a quella di qualche altro gruppo, sono proprio le stesse melodie proposte dai Nostri a somigliarsi, talvolta, tra di loro. Si prenda il caso di “Aring” e di “Yggdrasil”, due pezzi dalla struttura pressoché identica: entrambi molto ritmati e veloci, presentano pause scandite principalmente dalla sezione ritmica nelle quali viene cantata la strofa, al termine della quale il brano riprende la sua linea melodica. Questo accade in entrambe le canzoni, ma solo in un caso l’esperimento va a buon fine: “Yggdrasil” suona così troppo simile al brano che l’ha preceduta, perdendo immancabilmente molto del fascino e dell’appeal che caratterizza invece “Aring”. Al di là di questo non vi sono molti altri aspetti negativi da segnalare in questo “Eifur”. Non siamo di fronte a un capolavoro, né a un album che farà la storia della musica folk, ma di sicuro abbiamo tra le mani un ottimo disco, fatto di brani ben suonati e soprattutto sentiti con il cuore.
Per quel che mi riguarda non posso che consigliare i Fejd agli amanti non solo della musica folk in senso stretto (che in questo disco troveranno momenti di loro sicuro gradimento), ma anche, per esempio, agli ascoltatori abituali di folk metal. Sono certo infatti che questi rintracceranno in “Eifur” atmosfere a loro vicine, riprese da gruppi familiari: io stesso in più di un’occasione ho rintracciato melodie care a band come Elvenking, Finntroll e Korpiklaani. In tutti i casi, si tratta di un album al quale è giusto tributare almeno un ascolto.
Tracklist
01. Drangen Och Krakan
02. Farsot
03. Jungfru I Hindhamn
04. Alvas Halling
05. Arv
06. Eifur
07. Ledung
08. Gryning
09. Varstav
10. Aring
11. Yggdrasil
12. Trollfard

















