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Che i Fontaines DC siano la band rock del momento è ormai acclarato e, a pochi giorni dall’uscita del loro quinto album “Dopamine Chamber”, il loro tour europeo, anch’esso appena cominciato, è già una trafila di sold out.
Per il suo ritorno in Italia a poco più di un anno dall’ultima volta, la band irlandese ha scelto di nuovo Bologna, questa volta nel palcoscenico più importante della città ovvero l’Unipol Arena, una venue che non ha certamente bisogno di presentazioni e che è ormai un luogo storico, fondamentale per la carriera di qualsiasi gruppo che vuole considerarsi in ascesa. Lo dimostra anche il fatto che i fan degli irlandesi sono in fila già ore prima dell’apertura delle porte e provengono da tutta Italia ma anche da varie capitali europee, pronti a uno dei concerti più attesi della stagione autunnale del 2026.
I Fontaines DC hanno scelto i quasi compatrioti Chalk, provenienti da Belfast in Irlanda del Nord, come opening act: si tratta di una band praticamente al loro debutto, con il loro primo disco “Crystalpunk” uscito proprio pochi mesi fa e loro post-punk fortemente contaminato dall’elettronica fa da buon apripista per la serata.
Ma il momento più atteso arriva poco dopo le 21, quando i Fontaines DC fanno il loro ingresso sul palco bolognese accompagnati da “Se Telefonando” di Mina, una scelta quantomai peculiare frutto della dichiarata passione del cantante Grian Chatten per l’iconica voce italiana. Si parte subito con “Tongue”, uno dei singoli dell’album “Dopamine Chamber”, seguita da “Here’s The Thing” e “Nabokov”: una triade forse un po’ soft ma che riesce comunque a scaldare il pubblico italiano nel modo giusto e prepara all’arrivo di qualcosa di più energico come “Boys In The Better Land”. La scaletta è ovviamente più orientata sui brani dell’ultimo disco ma non mancano mai i classici, come anche “Jackie Down The Line” o “Roman Holiday”, ma praticamente qualunque sia la canzone l’accoglienza dell’Unipol Arena è entusiastica, unita da un solo grande amore per la band irlandese. Deve essere una grande emozione per questi ragazzi, poco più che trentenni, trovarsi in così breve tempo da palchi più contenuti a un’arena con una presenza riportata di quasi 15 mila persone, un traguardo sicuramente meritato ma che, c’è da dirlo, forse li intimidisce un po’.
I Fontaines DC hanno l’attitudine live potente e spensierata della band in ascesa ma non la tenuta del palco di gruppi più navigati ed abituati ai grandi palazzetti e questo si vede. L’interazione col pubblico è ridotta all’osso, non ci sono grandi proclami né fronzoli ma in fondo va bene così, il legame che si crea tra la band e i loro fan diventa qualcosa che trascende il classico rock show a cui tutti siamo più o meno abituati. Forse è proprio questa la forza sia dei Fontaines DC che in generale delle nuove generazioni di gruppi che proviamo ad incasellare nella parola “rock” ma che ormai non sono più etichettabili nelle categorie musicali classiche. Lo dimostra benissimo il seguito italiano della band che accoglie con lo stesso entusiasmo i nuovi singoli come “Marianne” e brani più granitici come “Death Kink”, rendendo il live della band irlandese quasi un rito liberatorio, di puro apprezzamento della musica. Passato e presente della band funzionano perfettamente, anzi si compensano per creare quel sodalizio che rende speciale un concerto che di sicuro resterà negli annali dei Fontaines DC come una vera e propria consacrazione. “Starbuster”, uno dei brani più amati, chiude la parte principale del set ma dopo pochissimo i Fontaines tornano sul palco per un encore che è la perfetta conclusione della serata che comprende in rapida successione il nuovo singolo “Japan”, “Six Shot Morning”, “I Love You”, che viene dedicata al regista Paolo Sorrentino, altro grande idolo del cantante, e infine “Where Is Gone?” che conclude il concerto in maniera quasi solenne.
In sostanza, checché ne dicano rockstar più stagionate ma forse meno mentalmente aperte, i Fontaines DC sono un valido esempio che non solo il rock non è morto ma ha ancora tanto da dire e tante forme da assumere con un solo, universale obiettivo: infiammare di passione l’ascoltatore, fargli provare quella sensazione perfetta di essere al posto giusto nel momento giusto, anche circondati da sconosciuti, con il cuore pieno di emozione unica.
Fontaines DC – Unipol Arena Bologna – Setlist
Tongue
Here’s the Thing
Nabokov
Boys in the Better Land
Marianne
Jackie Down the Line
You Miss Me
Roman Holiday
A Hero’s Death
In the Modern World
Happy for You
Big Shot
Death Kink
Mimesis
Bug
Favourite
Starburster
Japan
Six Shot Morning
I Love You
Where Is Gone?





