PylonBea
NUOVE USCITERECENSIONI

Beabadoobee – Pylon

Non tutto il pop viene per nuocere. Non per forza dobbiamo pensarlo esclusivamente fatto di melodie innocue, ritornelli perfettamente confezionati per scalare le classifiche e coreografie studiate al millimetro per accompagnare ogni nota. A volte si parte proprio da qui: il pop può diventare una porta d’accesso a mondi inaspettati, un terreno fertile per la sperimentazione e il punto di partenza per scoprire qualcosa che non sapevamo nemmeno di cercare.

È il caso del quarto album di Beabadoobee, che, grazie alle diverse influenze che lo toccano, si rivela forse il lavoro più complesso, spigoloso e potente realizzato dalla cantautrice dall’inizio della sua carriera. “Pylon”, un riferimento ai tralicci elettrici che costeggiano le strade e attraversano i paesaggi: strutture solide e slanciate che, per Beatrice Laus, diventano il simbolo del legame con gli amici e la famiglia rimasti a casa, mentre negli ultimi anni affrontava lunghi periodi di isolamento e disconnessione durante i tour.

Il pop rock melodico, dolce e nostalgico degli esordi lascia spazio a sonorità più ruvide, quasi grunge. A dominare i quattordici brani è una particolare commistione tra la voce leggera, pulita e delicatamente malinconica della cantante e le chitarre distorte e taglienti, oltre a sonorità grezze. Un contrasto che diventa il tratto distintivo dell’album e che accompagna il suo nucleo tematico: le inquietudini legate alla crescita, all’ignoto, all’incertezza, raccontate attraverso parole semplici e immagini essenziali, con una sincerità disarmante. L’impressione è quella di sfogliare le pagine di un diario, trovandosi di fronte a pensieri che non cercano di nascondere le proprie contraddizioni. Ci si trova faccia a faccia con quell’angoscia che, per quanto si cresca, sembra non volerci abbandonare: cosa succede quando le sensazioni negative continuano a riaffiorare, anche dopo aver creduto di essersi lasciati tutto alle spalle?

La title track si muove inizialmente su coordinate delicate e introspettive, per poi aprirsi in un crescendo di chitarre elettriche distorte. “Sun Has Set” si impone con ritornelli corali e riff graffianti, quasi a voler soffocare ogni residuo d’insicurezza. “Switchblade”, più tagliente e viscerale, richiama le atmosfere del rock anni Novanta e si muove sul confine tra l’istinto di combattere e quello di fuggire. “It’s Alright”, invece, intreccia bitpop e rock, restituendo l’immagine di un viaggio on the road verso una destinazione ancora sconosciuta. Una luce più solare attraversa “Memories” ed “Estranged”, brani nei quali emerge una Bea apparentemente più fiduciosa, come se, almeno per un momento, l’incertezza lasciasse spazio alla possibilità di guardare avanti.

Anche le collaborazioni contribuiscono ad arricchire l’identità del progetto. Hayley Williams compare in “Nothing To Prove”, un anthem indie rock che affronta il tema della riconquista del proprio potere personale di fronte a chi cerca di approfittare del successo altrui. “Powerlines” ospita invece una strofa di Brendan Yates, frontman dei Turnstile. A questi contributi si aggiungono quelli di Evan Stephens Hall dei Pinegrove, Chino Moreno dei Deftones e Shane Moran dei Title Fight. In “Write Me A Letter” ritroviamo, infine, Matty Healy e George Daniel dei The 1975, collaboratori storici e amici della cantautrice, coinvolti nella produzione del brano.

Il risultato è un disco che riesce a coniugare l’intimità della quotidianità con un’energia esplosiva, senza sacrificare quella spontaneità che lo rende immediatamente accessibile. “Pylon” non cerca di offrire risposte, ma fa spazio alle domande, accettando che alcune ansie possano tornare anche quando pensavamo di averle superate. Forse non esiste un modo per lasciarsi tutto alle spalle, si può soltanto accogliere l’imprevedibilità del cambiamento senza pretendere di conoscerne già la destinazione.

Tracklist

01. Pylon
02. Sun Has Set
03. Estranged
04. Switchblade
05. Write Me A Letter
06. It’s Alright
07. In Motion
08. Memories
09. Nothing To Prove
10. Radio
11. Powerlines
12. Spark
13. Despite That
14. Satellite