I King Mob sono una nuova “All Star” band britannica composta da membri ormai non più giovanotti quali Chris Spedding alla chitarra (Roxy Music, Elton John, John Cale, Paul McCartney), Glen Matlock al basso (Sex Pistols, Iggy Pop, Faces), Martin Chambers alla batteria (Pretenders), Stephen W. Parsons aka Snips alla voce (Sharks, Snips) e il più piccolo Sixteen alle sei corde. Vogliosi di riproporre un rock anni ’70 seminale e fortemente psichedelico, i Nostri si sono rimboccati le maniche ed hanno iniziato la produzione del qui presente “Force 9”.
Il debut album è, come dicevamo, fortemente influenzato dalla musica rock anni ’70 di cui Snips ne è principale portavoce, le influenze che Duke Ellington e Jimmy Page hanno avuto sui componenti del gruppo si sentono e sono ravvisabili in più punti del disco. La band ha la ferma intenzione di portare a nuovo splendore le sonorità di quegli ormai celeberrimi anni, trasponendo il materiale nell’epoca moderna mantenendo però invariato quel caleidoscopio di colori e di acidità che contraddistingueva le formazioni di quel tempo. L’album, registrato in quattro giorni, è a tutti gli effetti riuscito a traslare le sensazioni e i sentimenti dal passato ad oggi, ci basta ascoltare brani come “Lover Of High Renown”, l’opener track che con i suoi riff rock-boogie ci inserisce decisamente nell’ambiente, passando per l’acidissima “Va Va Voom” e la più soft “Chapel Of Love”. Oserei quasi dire che “Force 9” è la perfetta colonna sonora di quei film anni ’80 dove droga, alcool e immagini rotanti e fosforescenti la facevano da padrone. Gli strumenti sono egregiamente suonati (e ci mancherebbe) e gli attempati musicisti si mettono in mostra più di una volta per piacevoli passaggi e finezze tecniche. Snips, invece, credo tenda ad usare un po’ troppo l’effettistica moderna come riverbero ed eco che, se da un lato aumenta il coinvolgimento e la sensazioni di essere catapultati negli ormai troppo citati anni ’70, dall’altro tende a risultare quasi bruttino e fastidioso.
A parte questi difetti, che possono essere soggettivi, il disco si lascia ascoltare in maniera molto semplice e tranquilla. L’intenzione è buona, ma in tutta onestà non so chi al giorno d’oggi sia ancora interessato a queste soluzioni musicali nostalgiche; dubito che i giovanotti di oggi si mettano ad ascoltare dischi di questo tipo. In attesa di essere smentito, consiglio l’ascolto del platter a chi gli anni ’70 li ha vissuti, a chi vorrebbe provare a viverli e a chi non ha per nulla dimenticato questa musica e l’ha sempre supportata (ma in questo caso non penso sia necessario dirlo).
Tracklist
01.Lover Of High Renown
02.Who's Chasing Who
03.Va Vah Voom
04.Secret Song
05.American Slaves
06.Chapel Of Love
07.I Was There
08.Make That Call
09.China Waters
10.Selene Selene
11.King Mob

















