daneielgottardo frenzyofecstasy 2011 00
RECENSIONI

Daniele Gottardo – Frenzy Of Ecstasy

Interessante l’esordio solista del giovane (classe 1983) guitar hero di Rovigo Daniele Gottardo. Al di là degli innumerevoli quanto scontati premi e riconoscimenti per la tecnica di questo chitarrista (il “tapping” in particolare, per cui il Nostro ha istituito una sua personale scuola), quello che affascina per davvero scorgendo la biografia dell’artista, è la condivisione di palco per lungo tempo con numerosi artisti pop, Alexia in particolare.

Ed è chiaro come il buon Daniele abbia saputo trarre il meglio da questa esperienza per confezionare il suo “Frenzy Of Ecstasy”, disco il cui pregio maggiore consiste nel presentare una tecnica di esecuzione alla chitarra elettrica non fine a se stessa, ma, piuttosto, al servizio di una melodia precisa, di brani che possano sembrare sì progressivi, ma non impossibili da familiarizzare. Il disco, in particolare, si può accorpare in tre movimenti ben distinguibili: la parte più romantica, dove il pianoforte conferisce sempre una certa atmosfera drammatica tanto cara ad alcune band di progressive j-rock (la title-track, “Ziprexalake” e “Cardiology”), i momenti più puramente progressive che, stranamente, sono anche i brani più schizzati e brevi del lavoro (“Piccions” e “Scarecrow’s Dance”) ed, infine, la parte più puramente blues e solenne (“Apocalypse Ape”, “Caffeine”, “Dick Plays The Blues”).

Un disco, come si può ben capire, che non disdegna una certa varietà di situazioni (c’è anche un breve excursus in atmosfere leggermente più folkeggianti nell’incipit di “Marrakech Market”), e che si lascia ascoltare piacevolmente dall’inizio alla fine.

Certo, il più grande limite dell’opera è proprio il suo presupposto, ovvero l’essere un album completamente strumentale fatto per mettere in mostra le abilità del guitar hero, così come il Maestro Steve Vai insegna. Tuttavia, il risultato finale, se certamente non vi farà cambiare idea se non siete inclini a quanto scritto poco sopra, certamente saprà sorprendere chi questa musica la mastica abitualmente. Ripeto: non grazie ad effetti speciali conferiti dalla tecnica, quanto dall’abilità compositiva offerta dal cuore.

Tracklist

01. Marrakech Market
02. Piccions
03. Frenzy Of Ecstasy
04. Ziprexalake
05. Apocalypse Ape
06. Scarecrow’s Dance
07. Guitar Sbrego
08. Cardiology
09. Caffeine
10. Dick Plays The Blues