I King Gizzard & the Lizard Wizard, nella giornata del 25 luglio, tramite i loro social, hanno comunicato di aver rimosso buona parte del loro catalogo da Spotify, gesto che, recentemente, ha visto protagoniste le band Deerhoof e Xiu Xiu. Il gruppo australiano, in un post su Instagram, rimarca proprio come la loro ultima raccolta di demo esca “ovunque tranne che su Spotify (fuck Spotify)”, motivando questa presa di posizione tramite una storia dove spiegano come il CEO dell’azienda, Daniel Ek, investa milioni di dollari sullo sviluppo IA di droni militari.


A differenza di Xiu Xiu e Deerhoof, i King Gizzard, avendo rilasciato musica attraverso le proprie etichette indipendenti, hanno potuto completare questa pratica con velocità. Infatti, sempre su Instagram, gli Xiu Xiu hanno lamentato le difficoltà logistiche riscontrate per portare a termine tale operazione. Aderendo a questo boicottaggio, la band ha ottenuto consenso e supporto da parte di una numerosa schiera di persone, riscontro che, adesso, stanno ricevendo anche i King Gizzard

Ora c’è da chiedersi se questa iniziativa riuscirà a produrre ulteriore seguito, se altri artisti decideranno di prendere tale posizione promuovendo l’utilizzo di altre piattaforme di streaming musicale come SoundCloud o Bandcamp. Che sia l’inizio della fine di un monopolio?

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