Noi giornalisti attraversiamo in pullman, e nel buio più completo, quella che è la pista di decollo e di atterraggio di Campovolo. Ci viene chiesto educatamente dall’organizzazione di non fare foto, né video, se non al momento più opportuno. Tutto questo mistero, tutto questo buio e attesa paiono incomprensibili, ma c’è un perché, una ragione precisa in tutto questo. E viene scoperta poco dopo.
Appena scesi dai pullman, veniamo accolti da Claudio Maioli, storico manager di Ligabue, che ci fa attendere ancora qualche istante al buio. Poi, la pista di Campovolo si illumina, perché tanti schermi si accendono, e appaiono le copertine degli album in studio e live del rocker di Correggio. Inizia così la nostra passeggiata verso il luogo della conferenza stampa, nel ricordo delle origini, dei primi album di Ligabue, fino ad arrivare all’ultima fatica, “Giro del Mondo”, un triplo album live con quattro inediti.
Alla fine di questa fila di schermi, ci si può finalmente accomodare, davanti a un piccolo palco, sul quale sale l’artista, che canta e suona tre brani selezionati tra la sua nutrita discografia: “Sogni di Rock ’n’ Roll”, l’indimenticabile “Certe Notti” e la nuova “C’è Sempre Una Canzone”.
Dopo questo breve showcase, la conferenza stampa ha inizio, ed è veramente gremita di giornalisti. Il primo a prendere la parola è Claudio Maioli, che presenta quello che sarà il terzo concerto a Campovolo, che si svolgerà il 19 Settembre 2015, ma i festeggiamenti inizieranno sin dal 18 Settembre. L’intenzione è di festeggiare i 25 anni di carriera del rocker, proponendo l’esecuzione integrale di “Ligabue”, il disco d’esordio, e di “Buon Compleanno Elvis”, che compie 20 anni. Entrambi gli album verranno suonati con le formazioni originali, e per “Buon Compleanno Elvis” sarà presente Fabrizio Barbacci, il produttore dell’album che curerà i suoni anche in sede live, per fare in modo che venga suonato nella maniera “più filologica possibile” come sottolineato dall’artista.
Questo terzo Campovolo vorrà essere anche un festeggiamento del primo storico concerto, svoltosi oramai dieci anni fa. L’intenzione è di migliorare anche i difetti che possono esserci stati nelle prime edizioni: “non ci sarà il numero di partecipanti del primo Campovolo, che mi sembra detenga ancora il record italiano, se non quello europeo, di partecipanti” ha sottolineato Maioli, che ha anche precisato che, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, verrà migliorato il trasporto verso il luogo del concerto, tramite l’utilizzo di navette e bus, per evitare di bloccare l’intera città. Secondo Maioli e Ligabue questo grande concerto, salvo cambiamenti, “non avrà ospitate speciali, perché crediamo che sia un evento che si faccia praticamente da sé”. E sarà sicuramente il concerto di Ligabue più lungo di sempre, anche se non è detto che ne verrà fatto un DVD, poiché le uscite dell’artista, tra studio e live, sono molto abbondanti.
La presentazione di questo grande evento è stata anche l’occasione per fare una sorta di bilancio nella carriera dell’artista di Correggio: più volte gli è stata posta la domanda se questi 25 anni siano un’occasione per chiudere un capitolo e iniziarne uno nuovo e diverso da prima. In primis, Ligabue ha affermato di non sentirsi un “signore della musica”, come quella sera hanno cercato di definirlo. L’unica cosa certa è che il rocker vorrebbe continuare ad avere quell’urgenza che lo ha sempre spinto a scrivere – ed è stata quell’urgenza a cambiare il suo modo di scrivere brani, rispetto agli inizi: “Io negli anni ’70, mi sono formato con il progressive rock – quindi volevo scrivere brani lunghi e complicatissimi, dai testi pretenziosissimi. Poi una sera è arrivata ‘Sogni di Rock ’n’ Roll’, che reputo la canzone più ‘urgente’ che ho scritto, come tante mie canzoni che ho scritto, e prima quel modo di scrivere mi sembrava un mondo limitato. Ho sempre scritto di getto, per poi prendermi il tempo di pensarci su”. “Io scrivo molto, ma riesco a distinguere quello che ho scritto per divertimento, per riempire il pomeriggio, e quello che rimane” ha aggiunto. Ligabue ha anche osservato che “necessariamente le cose un giorno andranno meno bene, ma pazienza. Intanto, non ho necessità di cercare ciò che mi sveglierà [dal suo sogno di rock ’n’ roll – ndR]”. Certo è che soprattutto il Ligabue uomo, in questi 25 anni, si sente “molto grato ai fan e grato alla crew” e che il Ligabue artista continuerà, per quanto gli sarà possibile, di far arrivare la sua musica a più gente possibile.
Nel frattempo, è stato escluso un ritorno al cinema: “Sono due anni di lavoro, almeno” ha spiegato Ligabue “e sarebbero due anni tolti alla musica. Ora come ora, sento che musicalmente non ho molti anni davanti. Io sono in forma, sto bene, spero di tirare avanti ancora un po’, ma lavorare su un film significa togliere due anni al mio piacere di fare musica. E comunque, reputo che il primo film sia bello e sia andato molto bene, il secondo meno”.
In quest’atmosfera rilassata e distesa, è stato chiesto all’artista di giudicare il Ligabue di 25 anni fa, soprattutto in una fantasiosa ottica da talent show. Pur non amando i giudizi, il rocker ha affermato, con ironia, di “provare tenerezza quando mi rivedo, per come mi vestivo e per come mi muovevo. Per fortuna allora i talent non c’erano, li ho scampati!”.
L’appuntamento rimane quindi per il 18 e il 19 Settembre a Campovolo (RE), per celebrare questi 25 anni “avventurosi, inaspettati, appaganti” di Ligabue in maniera grandiosa e molto speciale.
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