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Giunto alla sua ottava edizione, il Luppolo in Rock si conferma uno degli appuntamenti più attesi per gli appassionati di rock e metal. Nato dalla passione di un gruppo di fan e cresciuto senza perdere la propria identità, il festival ha saputo migliorare anno dopo anno la propria proposta, portando sul palco del Parco delle Colonie Padane di Cremona importanti realtà della scena internazionale.
L’edizione 2026 si sviluppa, come da tradizione, su tre giornate: l’apertura è dedicata alle sonorità gothic e oscure con i Death SS come headliner, mentre le successive giornate vedranno protagonisti nomi come Stratovarius, Dirkschneider, Crimson Glory, Marduk e Venom.
Complice qualche rallentamento lungo il tragitto, arrivo nell’area del festival quando i Jolly Rox, incaricati di aprire la manifestazione, sono ormai alle battute finali. Il giudizio è quindi parziale, ma quanto ascoltato restituisce l’immagine di una band affiatata, con un hard rock diretto e influenzato dalle sonorità scandinave. Il richiamo a Michael Monroe, complice anche il look del frontman Joe Zalla, viene spontaneo. Al termine dell’esibizione arriva la notizia, ancora non confermata ufficialmente, che quello di Cremona potrebbe essere stato l’ultimo concerto della formazione toscana: un peccato, considerando la buona impressione lasciata sul palco.
Il caldo inizia a farsi sentire e molti spettatori cercano riparo all’ombra, ma i My Darkest Red non si lasciano intimorire. La band bresciana propone un’interessante miscela di hard rock classico e gothic metal dalle sfumature wave, creando atmosfere malinconiche nonostante il sole del pomeriggio. Il timbro vocale di Fabio Perini valorizza i brani tratti principalmente da Midnight Supremacy (2024), delineando una realtà sicuramente da approfondire.
Seguono i Dosgamos, formazione parmense vicina al groove metal, che parte subito forte con Slay the Mother of All Ignorance. Il sound dalle influenze svedesi e la prova del frontman Michele Altavilla, sicuro sia vocalmente sia sul palco, rendono il set energico e convincente. La band si congeda con I’ve Rehab, confermando di avere le carte in regola per crescere ulteriormente.
Un’altra differenza rispetto alle passate edizioni riguarda la gestione dei tempi tra un concerto e l’altro. I cambi palco sono apparsi più serrati, dando la sensazione di una corsa contro il tempo che ha coinvolto soprattutto le prime band, costrette a velocizzare le operazioni di smontaggio. Un aspetto che non ha compromesso gli show, ma ha reso la giornata più frenetica rispetto al passato.
Gli Evilizers portano sul palco una nuova veste dopo il cambio di lineup che ha visto l’arrivo alla voce di Andrea Marchisio al posto dello storico Fabio Attacco. La scaletta pesca da Center of the Grave (2018) e Solar Quake (2021), sorprendendo per la risposta del pubblico, che accompagna diversi brani con cori e partecipazione. Una prova solida per una band tutt’altro che alle prime armi.

Il cuore della giornata arriva con i Sick N Beautiful, alla loro prima esibizione a Cremona. La formazione romana porta sul palco tutta la propria componente teatrale, guidata dalla frontwoman Herma Sick e da un immaginario visivo che richiama atmosfere alla Alien e Predator. Il divieto di utilizzare fiamme ed effetti pirotecnici limita alcuni momenti dello show, ma la band riesce comunque a mantenere intatto il proprio spirito spettacolare.
Proseguono i Deathless Legacy, una delle realtà più riconoscibili del metal italiano. Il loro horror metal, unito a una forte componente teatrale, conferma sul palco un’identità costruita negli anni. Al centro dello spettacolo c’è Steva (Eleonora Vaiana), autentica padrona della scena grazie a una presenza magnetica e a una grande capacità interpretativa.
L’attesa cresce con l’arrivo dei finlandesi The 69 Eyes. La band guidata da Jyrki 69, forte di 36 anni di carriera e di una lineup invariata da oltre tre decenni, sembra non risentire del tempo: i “Vampiri di Helsinki” mantengono intatto il proprio fascino. La scaletta pesca dai lavori più amati, tra cui “Paris Kills”, “Devils” e “Blessed Be”, con il momento più intenso affidato a “Brandon Lee”. Una performance convincente e uno dei momenti più riusciti della giornata.

A chiudere la prima serata arrivano i Death SS, headliner e simbolo dell’horror metal italiano. La band di Steve Sylvester si presenta con due novità: il ritorno di Aldo Lonobile alla chitarra e l’ingresso di Andy Panigada (Bull Brigade), salito sul palco nei panni della Morte. Pionieri di un genere che unisce heavy metal, atmosfere occulte, cinema horror, fumetto e teatralità, i Death SS trasformano ancora una volta il concerto in uno spettacolo totale. Tra scenografie, fumo e performance teatrali, Steve Sylvester guida il pubblico in un rituale dove musica e immagine diventano inseparabili. La scaletta attraversa diverse fasi della carriera della band, confermando il fascino di una realtà unica nel panorama italiano e internazionale.
Questa prima giornata di Luppolo in Rock si chiude quindi con un bilancio positivo. Il pubblico, pur senza numeri da tutto esaurito, risponde bene considerando un venerdì sera e l’entusiasmo sotto il palco non viene mai meno. Ancora una volta il festival conferma la propria identità, unendo qualità artistica e passione per una scena musicale che a Cremona trova un importante punto di riferimento. Ora non resta che ricaricare le energie in attesa delle prossime due giornate.





