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Left To Die – Initium Mortis

Alcuni dischi nascono per guardare avanti, altri scelgono deliberatamente di voltarsi indietro. “Initium Mortis” appartiene senza esitazioni alla seconda categoria, tuttavia apparirebbe riduttivo definirlo un banale esercizio nostalgico. In verità, si tratta di un’entusiasta iniziativa filologica che cerca di risuscitare le primissime canzoni dei Death, brani scritti quando la band stava ancora gettando le basi di un genere destinato a mietere consensi dentro e oltre l’underground. Il gruppo artefice dell’album risponde al nome dei Left To Die, quartetto che da qualche tempo, insieme a Death To All e Living Monstrosity, sta portando a livello live gli LP più vecchi e ruspanti della creatura di Chuck Schuldiner, nello specifico “Scream Bloody Gore” (1987) e “Leprosy” (1988), al fine di tenerne viva la memoria e onorarla al meglio.

L’idea alla base del platter risulta semplice e intrigante: recuperare demo e brani incisi tra il 1984 e il 1985 – anche con il moniker Mantas – e presentarli attraverso una produzione moderna, potente, professionale, però priva di esasperazioni, così da conservare integro lo spirito grezzo degli originali. Il proposito principale resta dunque quello di rivelare come avrebbero suonato le tracce grazie alle possibilità tecniche odierne, il che consente un tuffo profondo in un’atmosfera viscerale e madida di autenticità, spesso e volentieri vicina allo stile di formazioni allora coeve (Possessed, Slayer, Venom). E con l’artwork di Dan Goldsworthy perfetto nell’omaggiare il genio artistico del compianto Ed Repka.

Le chitarre di Rick Rozz e del frontman Matt Harvey, protagonista di una prova vocale credibile e rispettosa, esibiscono un timbro bello sporco e tagliente, mentre spetta alla sezione ritmica, composta dal bassista Terry Butler e dal drummer Gus Ríos, beneficiare in misura maggiore di tale lucidatura archeologica, risultando molto corposa e udibile.  Le varie “Legion of Doom”, “Archangel” e “Power Of Darkness” mostrano un metallo della morte ancora in fase embrionale: riff diretti, strutture lineari, assoli brevi e letali e una cacofonica energia punk, mentre la strumentale “Zombie”, “Rise Of Satan” e “Death By Metal”, pur pervase da una chiara matrice thrash, suggeriscono quanto fossero già riconoscibili parecchie delle intuizioni che verranno sviluppate negli anni successivi da Evil Chuck e dai Massacre del suo ex sodale Kam Lee, il vero grande assente dell’operazione.

La forza di “Initium Mortis” e dei Left To Die risiede nella capacità di restituire all’attualità un frammento fondamentale della storia del metal estremo, rammentando che, antecedentemente ai capolavori immortali dei Death, esistevano tentativi acerbi, ingenui, feroci, intrisi di rabbia adolescenziale, ma nei quali si percepiva la genesi di una rivoluzione. In alto il goblet of gore!

Tracklist

01. Legion Of Doom
02. Archangel
03. Power Of Darkness
04. Zombie
05. Witch Of Hell
06. Rise Of Satan
07. Summoned To Die
08. Mantas
09. Slaughterhouse
10. Death By Metal