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RECENSIONI

No Age – An Object

Sotto un involucro ovattato dall’effettistica e dallo specifico intento di ricreare un’atmosfera sonora carica di riferimenti suburbani del passato più retorico e di impulsi futuri soffocati da distorsioni pesanti e ripetitive, affiora leggiadro l’oggetto misterioso pregevolmente plasmato dai No Age.

 

Raffinato e spregiudicato, “An Object” accoglie suoni classici riarrangiati innovativamente: lo sfondo è la base solida costituita dalle corde e dalle rare percussioni di Dean Spunt, voce e fantasia, e Randy Randall, estro e versatilità. La condensa emotiva prodotta dalla mole di volumi, tasti e circuiti, è squarciata delicatamente con le frasi provocanti e i giochi di parole che costituiscono i testi delle canzoni.

 

La sperimentazione è a un livello massimale, pertanto il duo californiano concentra maggiormente le proprie energie sulla catalogazione della propria res sonante. Il loro quarto album è estremamente vario e versatile: risulta pertanto difficile inserire un sound così variabile in un contesto musicale ben specifico. “An Object”, con accordi monotoni e rivangati all’esasperazione, versi e registrazioni della natura più incontaminata e tanti tocchi d’artista sintetizzati in lunghi momenti di alterazione uditiva, confonde le idee con sottile autorità. L’inserimento di strumenti diversi ed effetti preziosi genera incontri del terzo tipo tra archi e chitarre, che illuminano la penombra generale risvegliando dal torpore, in un tuffo nel baratro senza età che non finisce mai.

Tracklist

01. No Ground
02. I won't Be Your Generator
03. C'mon Stimmung
04. Defector/ed
05. An Impression
06. Lock Box
07. Running From A-Go-Go
08. My Hands, Birch and Steel
09. Circling With Dizzy
10. A Ceiling Dreams of a Floor
11. Commerce, Comment, Commence