Bellini Recreation
RECENSIONI

Gabriele Bellini – Recreation: The Day Of Mind

La tèchne incontra l’arte: ovvero “Recreation: The Day Of Mind”. Quando mi sono imbattuta nell’ascolto dell’album del musicista toscano Gabriele Bellini, ho pensato fosse subito un’opera difficile da comprendere, soprattutto per chi fosse abituato ad ascoltare la chitarra suonata in maniera un po’ più ortodossa, ripercorrendo mentalmente la carriera artistica dei grandi chitarristi classici del passato. Infatti, la prima cosa che colpisce è sicuramente la varietà di generi contaminati fra di loro e di cui si caratterizza appunto l’intero album: elettronica, acustica, metal… Bellini ripercorre la via della sperimentazione, avendola già imboccata imboccata con i precedenti album ovvero la trilogia “Primo Acustico Shock Elettrico”, “De Revolutionibus Orbium Celestium” e “Evolution”, sinonimo di una forte maturità artistica. “The Day Of Mind”, che è anche il titolo della quindicesima traccia, è sicuramente un album interessante sperimentale, con alla base un’idea futuristica musicale e con influenze cyberpunk, come se l’artista volesse ripercorrere l’idea “formativa dell’arte” ricreando quindi musicalmente i processi mentali che stanno alla base dell’atto creativo.

Nonostante la lunghezza del disco, che è composto di ben venti tracce (quando uscì all’inizio del 2012, la prima edizione del disco era in formato digitale ed era composta da undici tracce), l’album non è per nulla noioso né banale. Certo in alcune tracce può risultareun po’ ripetitivo con l’uso di elementi elettronici, se pur variati nelle loro forme. Non è quindi un disco metal né tantomeno di musica rock, se è quello che pensate che esso sia, semmai un rock sperimentale ed elettronico. Il disco si avvale anche di una collaborazione con il bassista Mirko “Bassbreaker” Serra, che ha suonato negli Onyricon e negli Exence e che aveva già collaborato precedentemente ai lavori di Bellini. Le tracce che colpiscono di più sono sicuramente il brano di apertura “Plastic Head”, più cupa e potente allo stesso tempo, la quarta traccia “Air”, molto intima, in cui Bellini lascia spazio anche a suoni più acustici nonché la dodicesima “Next Breath”: entrambe spezzano un po' l'andamento del full-length.

Questo disco forse non piacerà a molti ad un primo ascolto ma di sicuro potrebbe colpire per l’originalità e la sperimentazione di cui si compone questo lavoro. Non rischia di essere ricondotto a catalogazione di generi e sottogeneri musicali e non possiede barriere musicali, ma risente di un concetto assai caro ai suoi predecessori degli anni ’70, cioè la sperimentazione, e in cui il rock visse un periodo d’oro grazie alla personalità artistica e non dei musicisti che hanno vissuto in quel periodo.

Tracklist

01. Plastic Head: Kaos Planet
02. Ahead: X Time (feat. Mirko “Bassbreaker” Serra)
03. Jump Off: The Infinite
04. Air
05. Beat Bop And Space
06. Out Now The Miracle
07. Regene
08. Flying Strings
09. Mystic Universe (feat. Mirko “Bassbreaker” Serra)
10. De Revolutionibus
11. Metallizzed: Polyphemus Resume
12. Next Breath
13. Spiraldance
14. Luminous
15. The Day Of Mind
16. Velociraptor Android
17. Primate: Nativity
18. Stop The Geiger
19. The Seejer
20. Purity