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Streaming vs download: come la musica impatta sull’ambiente

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Secondo un articolo pubblicato su Rolling Stone, lo streaming musicale sarebbe più dannoso per l’ambiente rispetto al download.

Un ritorno al passato

La notizia arriva dopo alcuni anni di forte crescita per le vendite degli album fisici, in particolar modo per la vendita dei vinili che negli Stati Uniti ha raggiunto una cifra record nel dicembre 2021, quando in una settimana sono stati venduti più di 2 milioni di vinili, cifre che non venivano raggiunte dal 1991. Questa è sicuramente una buona notizia per il mondo della musica ma  chi non ringrazierà sarà l’ambiente, dato che molti materiali relativi alla realizzazione degli album fisici comportano l’utilizzo di materiali non riciclabili.

E allora il digital?

Nell’articolo di Rolling Stone viene dichiarato che per il download e per lo streaming di una canzone serve la stessa quantità di energia. Ovviamente le cose cambiano quando un brano viene riprodotto più volte: in questo caso per l’elemento scaricato ci vorrà meno energia, ma per quello in streaming sarà necessaria la stessa quantità di energia usata per la prima riproduzione. Ciò è dovuto al fatto che i gas serra sono prodotti sia dall’ascoltatore che dal Digital Service Provider (DSP) durante lo streaming, e i dispositivi utilizzano il doppio della durata della batteria per riprodurre una canzone in streaming rispetto ad un’una che è stata scaricata.

L’articolo prende come esempio “Bang” degli AJR, canzone con circa 265 milioni di riproduzioni solo su Spotify. Se tutti gli stream fossero stati trasmessi in streaming dal cloud, “Bang!” avrebbe generato più di 3 tonnellate di gas serra, l’equivalente di guidare un’auto da New York a Los Angeles per tre volte. Se invece la canzone fosse stata scaricata,questa avrebbe generato meno di ⅔ di una tonnellata.

Spotify ha dichiarato in uno dei suoi report annuali che per lo streaming delle canzoni sono state prodotte 70.000 tonnellate di gas serra in un anno, cifra che raddoppia se consideriamo gli streaming degli ascoltatori. Infatti è stato calcolato che sarebbe meno dannoso per l’ambiente comprare una copia fisica di un album piuttosto che ascoltarlo 27 volte in streaming.

Inoltre, secondo un articolo di Headphonesty, gli artisti non guadagnano quasi nulla dallo streaming, a meno che i numeri di questo non siano altissimi. Ad esempio, sempre secondo Headphonesty, Spotify paga  gli artisti 0,0033 dollari per stream, il che significa che ci vorrebbero 303.030 stream per fare 1.000 dollari.

Considerando che negli ultimi anni l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente è sempre maggiore, è possibile che questo trend positivo per le vendite di album fisici possa continuare anche per questi motivi?

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