“Il problema coi poeti è che non si sa se son morti” (Mrs Lovett)
Non si incontrano quasi mai, soprattutto di questi tempi, ma sanno di appartenere l’una all’altra. No, non stiamo parlando di due fidanzatini, ma di due delle arti più rappresentative e evocative dell’animo umano: la musica e la poesia. Sono gemelle, sono anime che si incontrano ogni qual volta la purezza cerca una via di espressione. Certo, l’incontro non avviene che in circostanze estremamente favorevoli, ma in questo caso possiamo stare tranquilli. Siamo al cospetto di un progetto chiamato Àlia (dietro al quale si cela la sola figura del musicista bergamasco Alessandro Curcio) e delle cinque tracce contenute in questo “Ària”, il cui elegante e non comune intento è far parlare la poesia attraverso una musica mistica, pura, pronta a svelare all’ascoltatore più attento il proprio animo crepuscolare.
Ad aprire questo EP troviamo “Lana”, con una chitarra in rilievo ed una atmosfera new wave che ben legano le parole che lentamente iniziano a scorrere (“a cosa serve avere un centro su cui ruotare se non ti puoi osservare…”). Abbiamo poi “Calathea”, che racconta senza troppi giri di parole la storia di un amore che non riesce ad andar avanti, di un sentimento che è come una pianta rimasta priva di acqua per troppo tempo. E se “Erri” è la vera poesia di questo EP – un chiaro riferimento al poeta Erri De Luca – “Eleonora” rappresenta in 4 minuti il romanticismo (“io che rubavo il fuoco con le mani, te lo donavo”), la poesia e la musica di una canzone che si addentra nel jazz (memorabile l’inserimento della tromba di Roberto Villani sul finale). Segue a ruota, rimanendo sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda i rimandi al jazz, la finale “Heym”, che non abbandona l’eleganza stilistica dell’inciso e lascia trapelare tramite il testo (nel quale affiorano frasi in tedesco) come il nostro Alessandro – stavolta in collaborazione con Giuliano Dottori, anche produttore artistico del disco – abbia collegato tra loro le tragiche vicende del poeta Georg Heym e dello sfortunato transatlantico Titanic (“la tua poesia – il relitto e quel blu somiglia al mare”).
Un lirismo, quello di Alessandro, ben curato, rilegato e trasportato nella realtà con intelligenza e passione. “Ària” ci mostra la musica e la poesia come possano convivere nel modo più naturale possibile e sembra proprio che, con questi intenti, l’EP scongiuri senza troppi problemi il pericolo di una fruizione relativamente breve, nonostante il minutaggio contenuto. Speriamo che dal “digital album” si possa passare presto ad una forma più tangibile.
Tracklist
01. Lana
02. Calathea
03. Erri
04. Eleonora
05. Heym

















