Tra tutte le emozioni che caratterizzano l’essere umano, la nostalgia è forse quella più “pericolosa”. Ci proietta in tempi passati, spesso remoti, spingendoci ad idealizzarli e, in un qualche modo, a ritenere il presente non all’altezza di quegli anni ruggenti, in cui tutto era (o sembrava) più bello e luminoso. Non è un caso, quindi, che moltissimi brand (musicali e non) stiano optando per un ritorno alle origini, tentando di investire su quel sentimento che gli antichi greci definivano il “dolore del ritorno”.
È con queste premesse che ci avviciniamo a “The Revenge of Alice Cooper“, il 30esimo album in studio del padrino dello shock rock che, per l’occasione, ha riunito Michael Bruce, Dennis Dunaway e Neal Smith, ovvero coloro, che dal ’69 al ’74, insieme al compianto Glen Buxton, hanno calcato le assi dei palchi di tutto il mondo insieme a Alice Cooper, dando il loro preziosissimo contributo alla scrittura di album capolavoro come “Billion Dollar Babies” e “School’s Out”.
Va da sé che, con queste premesse, era lecito attendersi un disco con coordinate artistiche ben precise, provenienti dalle sonorità di quegli anni in cui Cooper non era ancora un solista nel senso stretto del termine, ma il frontman carismatico di una band formata da “cavalli di razza”. L’unico dubbio riguardava, appunto, quanto l’artista di Detroit volesse spingere sulla già menzionata nostalgia.
Ascoltando le 14 tracce (più 2 bonus) di “The Revenge of Alice Cooper”, l’impressione che ne ricaviamo è quella di trovarci davanti ad un lavoro a metà strada tra vintage e moderno, con quelle sonorità capaci di spaziare dall’hard rock al blues a cui Vincent Furnier ci ha abituati, ma con le tecniche di registrazione ed il “contesto storico” del 2025.
Sulla base di quanto ora scritto, il disco offre degli ottimi episodi: il rock energico di “Wild Ones” ed “Up All Night”, lo swing di “What A Syd”, la vena blues di “Inter Galactic Vagabond Blues” e le atmosfere preasleyiane di “What Happened To You” sono lì a ricordarci quanto Alice Cooper sia un vero e proprio camaleonte della musica. Accanto a questi brani, però, se ne collocano altri che, invece, ci lasciano piuttosto tiepidi, come “Kill the Flies”, “One Night Stand”, la ballad oscura “Blood On The Sun”, “Money Screams”, che sembra uscita dalle b-side di “School’s Out”, culminando con “See You On The Other Side”, un sentito omaggio della band alla memoria di Buxton ma che, in quanto a realizzazione, lascia un po’ a desiderare.
Probabilmente in molti, Alice Cooper su tutti, desideravano nuova musica proveniente da una formazione mai dimenticata, ma l’idea è quella star ascoltando un lavoro composto da idee partorite 20 o 30 anni fa ed assemblate nel 2025. In buona sostanza, “The Revenge of Alice Cooper” è un vino pregiato lasciato in botte per troppo tempo; una bottiglia di valore, con un’etichetta nuova e fiammante, ma con degli aromi che risentono dei tanti anni passati in cantina a prendere polvere.
Nel complesso, questa trentesima fatica in studio è un piacevole ascolto, che scorre via senza particolari intoppi, ma è ben lontana non solo dai fasti a cui si ispira, ma anche da quegli album in cui Alice Cooper punta lo sguardo al futuro. Ci auguriamo che il frontman di Detroit possa seguire la strada tracciata dai suoi ultimi album, in cui faceva ciò che solo i grandi artisti possono fare: prendere le tendenze musicali presenti e passate, plasmandole a sua immagine e somiglianza.
Tracklist
01. Black Mamba
02. Wild Ones
03. Up All Night
04. Kill The Flies
05. One Night Stand
06. Blood On The Sun
07. Crap That Gets In The Way Of Your Dreams
08. Famous Face
09. Money Screams
10. What A Syd
11. Inter Galactic Vagabond Blues
12. What Happened To You
13. I Ain’t Done Wrong
14. See You On The Other Side
15. Return of the Spiders 2025 (bonus track)
16. Titanic Overunderture (bonus track)










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