Grande serata quella di martedì scorso al Circolo Magnolia per gli amanti del post-rock: da un lato una band storica che ha contribuito negli anni a definire il genere, dall’altro chi invece ha preso determinati insegnamenti e li ha portati verso nuove frontiere. L’accoppiata tra Caspian e And So I Watch You From Afar è di quelle particolarmente azzeccate, non solo per l’amicizia e il profondo rispetto reciproco tra le due band, ma anche e soprattutto per comprendere due urgenze espressive quasi opposte all’interno di uno stesso genere, che conservano però un approccio e una genuinità comuni e riscontrabili sul palco.

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Lane Shi (otay:onii)

Mentre ancora molte persone stanno raggiungendo il locale, ad aprire la serata è otay:onii, progetto solista dell’artista cinese Lane Shi, che negli ultimi mesi è salita alle cronache per essere stata scelta come nuova cantante dei The Ocean – al fianco di Enrico Tiberi. Sebbene il suo curriculum veda, oltre a questa nuova avventura, diverse collaborazioni con progetti rivolti al metal estremo, da solista Shi presenta un tipo di musica – e uno show – estremamente sperimentale. I brani proposti prevengono principalmente dal nuovo album “Love Is In The Shit”, ma vengono presentati senza soluzione di continuità e fanno parte di una performance ben più ampia, durante la quale la musicista canta su melodie quasi orecchiabili, strilla su pesanti suoni industrial, scende dal palco e si esibisce per lunghi tratti in mezzo al pubblico, ballando e rendendo la sua presenza fisica parte integrante della performance. Il set viene terminato da un lungo applauso, segno che il pubblico, sicuramente meno abituato a show di questo tipo, ha ben apprezzato una performance a suo modo ipnotica.

CaspianBand
Caspian

Quando a salire sul palco sono i Caspian, la sala è praticamente piena e carica di tensione, segno che sono molte le persone venute apposta per il quintetto statunitense. In effetti, la band mancava dall’Italia da ben 11 anni, durante i quali, oltre ad un paio di cambiamenti in line up, ha pubblicato “On Circles” nel 2020 e il più recente self-titled, uscito solo poche settimane fa. Ed è proprio la roboante linea di basso di “A Great Fire” – uno dei singoli di “Caspian” – a introdurci allo show e a mostrarci immediatamente gli stilemi e le caratteristiche del sound iconico del quintetto. A questo proposito, non ci sono grandi sorprese e i Caspian si dimostrano semplicemente per quello che sono, ovvero una delle più grandi band post-rock d’Oltreoceano. I cinque equilibrano alla perfezione i momenti più quieti e malinconici con le classiche esplosioni ai limiti del noise – ben sottolineate dalle tre chitarre e da volumi giustamente intensi – e vedendoli suonare rimane lampante come all’interno del filone post-rock statunitense, le band capaci di raggiungere livelli di simile intensità possano contarsi sulle dita di una mano. La setlist è incentrata sul lavoro più recente, ma presenta almeno un brano da tutti gli album pubblicato dalla band (con la sola eccezione dell’esordio) e, dopo circa un’ora, viene conclusa dalla magnifica “Castles High, Marble Bright”.

AndSoIWatchYouFromAfar
And So I Watch From Afar

Abbiamo pochissimo tempo per assimilare quanto appena sentito, prima che quella sensazione effimera di essere in pace con tutto quello che ci circonda venga fatta a pezzi dal furore e dalla dissonanza più puri. Se i Caspian sono tra i massimi espositori dei marchi di fabbrica del post-rock anni 2000, gli And So I Watch From Afar – da Belfast – riflettono in modo chiaro ed inequivocabile le declinazioni sonore della propria terra di origine e, partendo comunque da un sound basato su riverberi, intensità e melodia, ci integrano fortissime influenze mathcore molto tipiche del sound UK degli ultimi anni. Il risultato è quindi uno show che, anche in questo caso punta su un’intensità elevata, ma se prima si trattava di pura intensità emotiva, ora ci spostiamo più sul lato fisico – certo, senza dimenticare le emozioni. Le evoluzioni chitarristiche di Niall Kennedy e Rory Friers si basano su un’impostazione ritmica impeccabile ed evidenziano la capacità del quartetto di proporre musica estremamente intricata dal punto di vista tecnico, ma sulla quale riusciamo in qualche modo a svuotare comunque la testa e a muoverci in modo quasi compulsivo. Allo stesso modo dei colleghi, anche i nordirlandesi celebrano principalmente il l’ultimo arrivato “Megafauna”, equilibrando comunque la setlist attraverso tutta la propria carriera. Abbiamo quindi la possibilità di ammirare le due “Mother Belfast”, ballare e saltare su “Gang” e soccombere sotto i ritmi infernali di “Set Guitars To Kill” – sempre accompagnati da volumi altrettanto infernali, che ci permettono di sentire fisicamente le vibrazioni e l’esuberanza del quartetto.

Lo show viene concluso da “Big Thinks Do Remarkable”, sulla quale gli And So I Watch From Afar invitano sul palco i Caspian e Lane Shi per cantare i cori abbracciati. Difficile pensare ad un finale che possa riassumere al meglio la serata: tre anime sonore diverse, ma capaci di comporre un mosaico a suo modo coerente e perfetto.

Setlist Caspian

A Great Fire
Darkfield
Flowers of Light
Malacoda
Gone in Bloom and Bough
Remain
Far Country
Castles High, Marble Bright

Setlist And So I Watch You From Afar

Search:Party:Animal
Gang (Starting Never Stopping)
North Coast Megafauna
Mother Belfast (Part 1)
Mother Belfast (Part 2)
Mullally
A Slow Unfolding of Wings
Set Guitars to Kill
Animal Ghosts
Big Thinks Do Remarkable

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