Ardours LastPlaceonEarth cover2019
RECENSIONI

Ardours – Last Place On Earth

Nati ben quattro anni fa dalla collaborazione tra la cantante dei norvegesi TristaniaMariangela Demurtas, e il polistrumentista e produttore Kris Laurent, pseudonimo di Cristian Scarponi (Cadaveria), gli Ardours giungono finalmente, con "Last Place On Earth", all'album d'esordio, grazie all'interessamento della nostrana Frontiers. La presenza nella line-up del batterista Tarald Lie, unico autore dei testi del lotto, conferisce al lavoro una fisionomia, se non originale, quantomeno abbastanza organica, impresa non da poco considerando i diversi background dei musicisti coinvolti. Gothic metal, alternative rock e scampoli di new wave giocano a prevalere l'uno sull'altro, generano sani dosi di confusione, producono sferzate di vigorosa prestanza e miraggi di maliziosa malinconia: il tutto levigato a favore di brani gradevoli, orecchiabili e dagli arrangiamenti nitidi come vetro di Murano.

Il riffing, avvolto da un muro sinfonico di sintetizzatori e avvitato su una sezione ritmica mai troppo offensiva, poggia su un fraseggio piuttosto lineare, teso a evidenziare la notevole gamma vocale della singer sarda, sempre ricca di emotività e atmosfera. Un assolo di chitarra occasionale emerge qua e là, all'interno di canzoni quali "Truths" e "Last Place on Earth", mentre spesso a farla da padrone sono i beat e il groove di "Catabolic" e "Design". Eppure, tocca a quel pathos da rosa sanguinante che sembra unire in un solo abbraccio, e senza troppi languori, Lacrimas Profundere e Depeche Mode, vestire i panni dell'imperatore, specialmente quando risuonano le note ottantiane dell'opener strumentale "What Else Is There" o si aggirano gli spettri brumosi e infelici di "The Mist". Le percussioni in primo piano di "Therefore I Am" rappresentano, in questo contesto, una cortese eccezione.

 

Il debutto degli Ardours, dunque, si rivela un interessante crossover di generi che, però, oltre a perdere talvolta l'equilibrio, formicola di soluzioni già note in abbondanza. In ogni caso, i palati dediti al crepuscolarismo brioso non resteranno delusi.

Tracklist

01. What Else Is There
02. Catabolic
03. Last Place On Earth
04. Design
05. Last Moment
06. The Mist
07. Therefore I Am
08. Truths
09. No One Is Listening
10. Totally