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Sopra lo Sziget: un festival con le ali

L'Ungheria possiede un DNA selvaggio tale per cui a diciassette anni si pilotano già aerei biposto e si posseggono isole intere per dar vita a settimane di libertà e musica. Prima che la Pepsi ci vedesse giusto, ventisei anni fa iniziò tutto con l'unione degli studenti della città. Musica emergente per Budapest, gratis, nella più naturale occupazione che il Danubio potesse desiderare: incivile e sorridente, lì dove la civiltà aveva fallito.

 

La Disneyland del Rock n' Roll. Essenziale il ruolo della torretta del mixer per evitare insolazioni, divertente notare come la gente lì sotto si sposti di minuto in minuto con il traslare dell'ombra.

 

Main Stage, A38 Stage, centro dell'isola e residui boschivi. L'articolo doveva inizialmente intitolarsi "Un volo sullo Sziget con un trabiccolo a motore e uno smartphone".

 

Con il passare dei lustri Sziget è diventato Sziget, ed è imploso. Aumentano i partecipanti, i contenuti, gli spazi. Sebbene gli artisti in cartellone siano, a fasi alterne, sempre gli stessi, i vacanzieri di Obuda continuano a popolare l'isola in quantità sempre maggiori. L'edizione del 2012 – ufficialmente la ventesima del format Sziget – segna l'inizio di un trend valorizzato al massimo sino ad oggi, e destinato a crescere ancora. Ma perché altrove nel mondo Robbie Williams non fa 80.000 ingressi in una sola sera? Perché gli artisti vengono qui in vacanza più giorni prima di esibirsi su uno dei vari palchi? Perché quando piove durante i concerti la gente è felice da farsi la doccia nelle arene?

 

È chiaro come il sole sempre presente quest'anno che la musica a Sziget è solo una scusa. Ed è paradossale, perché non è sempre stato così. Ma da quando si è cominciato a vedere ogni centimetro quadrato dell'isola come potenziale base per workshop, attività, mostra, stand o tende, l'Europa ha risposto alla grande. È questa risposta a scalfire le timide opposizioni del governo. Pensare che dalle poltrone parlamentari si sono sempre indignati riguardo la manifestazione. Oggi le frontiere sono spalancate a chiunque, anche alle scomode Pussy Riot, ospitate al festival con tanto di conferenza stampa e tendone dedicato. Dar da mangiare a mezzo milione di giovani dà da mangiare ad altrettante famiglie, e sebbene Budapest sia ancora considerata la Vienna dell'est, l'economia locale necessita al massimo di questo festival. Anche perché, senza le folle di turisti, se fosse rimasto un festival circoscritto alla nazione non sarebbe durato un quarto di secolo.

 

Protagonisti del festival sono stati i festoni delle 19.00: color party, bolle di sapone, coriandoli, maracas, bandiere e palloncini. Per la promozione delle prossime edizioni basterà diffondere le foto della massa davanti al Main Stage e tutti accorreranno da ogni parte del mondo (ancora).

 

Per gentile concessione del team di Rockstar Photographers, mattatori d'immagine sull'isola e possessori di una flotta di droni.

 

"Ad esclusione dello staff, ormai gli ungheresi qui non vengono più – ci dicono dall'ufficio stampa la maggior parte dei giornalisti locali – perché i prezzi sono divenuti inaccessibili agli stipendi medi del paese. Qui i padroni sono olandesi, italiani, tedeschi. Ci sono importanti presenze nord e sudamericane e neozelandesi. È una meta turistica impreziosita dai concerti". Ma senza i concerti la gente verrebbe comunque. È il concetto di isola, di agosto, di est Europa ancora selvaggio e per questo sereno. A fare la differenza, oltre alla geografia e al territorio, è l'organizzazione (che solo per fortune metereologiche non affronta la prova del maltempo). Sziget (dove più che arrivare per la prima volta, ci si torna) è un festival per giovani – off limits ai trentenni se non ai più nostalgici – in mano ai giovani. Il nucleo operativo ungherese è coordinato dal management di Károly Gerendai (Founder e Managing Director), Tamás Kádár (CEO), Jozsef Kardos (Program Director), Andras Berta (International Relations Director).

 

"Aspettiamo qualche giorno per avere i dati ufficiali alla mano, ma possiamo affermare da subito che questa edizione è stata un successo incredibile. Abbiamo puntato tutto sui contenuti" – spiega Gerendai – "e abbiamo capito che non ci serve un cartellone spaziale per richiamare a Budapest così tanta gente. L'invito era quello di non fermarsi al Main o all'A38 Stage, ma di esplorare l'isola e rendersi partecipi di ogni iniziativa. Siamo orgogliosi che gli Szitizens abbiano accolto questa occasione". Altre novità introdotte quest'anno sono le esibizioni di 80 band in streaming, la app ufficiale dell'evento (valorizzata rispetto lo scorso anno da 70.000 download) e la promozione turistica della nazione: Balaton Sound, Volt Festival e B.my.lake sono infatti produzioni associate allo Sziget Cultural Management.

 

"Consuma come una vecchia Cadillac che scala il Gran Canyon". Uno scatto rassicurante dopo le dichiarazioni del pilota in ungherese stretto: "Tranquilli, se si rompe qualcosa, da qualche parte atterriamo".

 

Lo Hungaroring a Mogyoród (25 km dal festival). Qui hanno trionfato Senna, Schumacher, Häkkinen, Alonso, Hamilton, Vettel e molti campioni di Formula1. Sziget Festival 2016 prenderà vita dal 10 al 17 agosto, da mercoledì a mercoledì, proprio dopo il GP d'Ungheria.

La fortuna premia i puri e ha già premiato chi in quest'isola ha visto il parco dei divertimenti musicale più attrattivo del secolo, la Disneyland del Rock n' Roll dove tutto è facile e luminoso. Sziget non è un festival ma un'esperienza e una prova di libertà e serenità – per quanta se ne possa trovare su di un'isola che spara musica da ogni angolo dalle 10 di mattina alle 4 dell'alba – che a Budapest dura tutto l'anno e che Budapest si tiene ben stretta. Dove si fa amicizia e si parla con tutti – ma non con gli armadi della security, a cui piace il metal ma che la lingua inglese proprio non la tollerano – in modo automatico, dove chi entra riceve un passaporto con la missione di timbrare ogni pagina, dove la mappa nello stesso passaporto è relativa perché in un modo o nell'altro ci si perde per forza. E a proposito di lingua, Sziget non ha lingua. Ha orecchie curiose e occhi sempre pieni di delirante follia e di immagini che parlano.

 

Un saluto a tutti i lettori da Marghe Gualino e Francesco De Sandre, inviati SpazioRock a Sziget Festival 2015 con le fotogallery e report dal Main Stage, A38 Stage, European Stage a Kasabian, Florence and The Machine, Alt J, The Script, Kings of Leon, e le interviste a The Maccabees, Fast Animals and Slow Kids, The Subways, Enter Shikari e molti altri artisti.

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