AvantasiaHereBeDragon
NUOVE USCITERECENSIONI

Avantasia – Here Be Dragons

Associare una figura come quella del drago – ormai divenuta un archetipo sfruttato da innumerevoli band – al nome Avantasia potrebbe sembrare inusuale. Non che gli album precedenti non abbiano abbracciato elementi fantastici, ma Tobias Sammet ci ha sempre sorpreso con proposte che vanno ben oltre i cliché. “Here Be Dragons”, in realtà, richiama un’antica espressione medievale usata per indicare terre inesplorate e potenzialmente pericolose. Ma questi territori sono soltanto metaforici, confinati al significato delle canzoni, o testimoniano che l’artista ha davvero saputo infondere nuova linfa nella sua musica?

Il viaggio inizia con “Creepshow”, una breve hit diretta e senza fronzoli, con il retrogusto degli Edguy più recenti, che accende l’ascoltatore fin dalle prime note. Dall’immediatezza di questo pezzo si passa alla title track, un brano lungo e ambizioso in cui Sammet, insieme a Geoff Tate, ci guida attraverso un percorso fatto di inganni e illusioni. Nei nove minuti si alternano malinconia e tensione, costruendo un’atmosfera che si svela poco alla volta. Due ritornelli diversi si intrecciano, aggiungendo ulteriore profondità a una traccia che non si lascia afferrare subito, ma che con il tempo sa emozionare e svelare tutta la cura e la precisione con cui è stata concepita. Subito dopo, “The Moorlands At Twilight” si distingue per la sua vivacità, grazie all’immancabile Michael Kiske. La leggendaria voce degli Helloween si destreggia tra i suoi caratteristici acuti, ricalcando la tradizione dei duetti che Sammet ama confezionare per il suo storico amico. La quarta traccia, “The Witch”, invece, porta con sé un’aura oscura, insinuandosi nella tracklist con la sua presenza sinistra, intensificata ancora di più dalla voce di Tommy Karevik dei Kamelot. Segue “Phantasmagoria” che si presenta come un concentrato di energia: la potente e graffiante voce di Ronnie Atkins dei Pretty Maids arricchisce un brano diretto e orecchiabile.

Potrebbe mai mancare Bob Catley in un capitolo del mondo Avantasia? Ovviamente no. Ecco una perla in pieno stile Magnum, con un ritmo incalzante e un ritornello meraviglioso, perfettamente valorizzato dalla splendida voce di Catley. “Bring On The Night” è una hit venuta dal passato, e il fatto che sia un tributo al compianto Tony Clarkin, fondatore della storica band britannica, la rende ancora più speciale. Da solo invece si scatena Sammet in “Unleash The Kraken”, brano veloce che sa essere aggressivo e melodico allo stesso tempo, con il cantante che spreme ogni nota per dimostrare la sua ancora vivace potenza vocale. Malgrado l’intensità e la grinta, tuttavia, il pezzo non riesce a incidere veramente. Discorso diverso per “Avalon”, una delle tracce meglio riuscita dell’album. Il brano evoca un’atmosfera d’avventura, con un sound intriso di vibrazioni celtiche e un’orchestrazione che si fonde perfettamente con le chitarre di Sascha Paeth. A completare il quadro, la performance di Adrienne Cowan, finalmente protagonista in un album degli Avantasia dopo essersi unita alla famiglia per il tour del 2019. E poi, poteva forse mancare un brano intitolato “Avalon” nella discografia?

Le tempeste sono una costante nei testi di Sammet e, ancora una volta, il cantante di Fulda si trova ad andare contro vento. In “Against the Wind”, il percorso tempestoso viene affrontato con l’energia di Kenny Leckremo degli H.E.A.T, in un classico ed efficace pezzo power metal. Il finale dell’album è affidato a una toccante power ballad che avvolge dolcemente l’ascoltatore. La malinconia di “Everybody’s Here Until The End” viene ulteriormente esaltata dalla voce evocativa di Roy Khan, ex Kamelot. Un brano intriso di nostalgia, che trae ispirazione dai pezzi degli iconici gruppi degli anni ’80.

A fine del viaggio, è difficile affermare che Sammet abbia intrapreso una vera esplorazione di nuovi territori musicali: permangono elementi del suo passato e chiari riferimenti ai suoi beniamini. Tuttavia, il fatto di non aver optato per un concept album e di aver limitato le collaborazioni a un solo ospite per traccia segna quasi una svolta. In ogni caso, “Here Be Dragons” si inserisce con autorevolezza in una discografia già ricca di capolavori, dimostrando che, dopo oltre tre decenni di carriera, l’artista tedesco continua a produrre opere di altissimo livello. Giù il cappello a Tobias Sammet!

Tracklist

01. Creepshow
02. Here Be Dragons
03. The Moorlands At Twilight
04. The Witch
05. Phantasmagoria
06. Bring On The Night
07. Unleash The Kraken
08. Avalon
09. Against The Wind
10. Everybody’s Here Until The End