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RECENSIONI

Beth Hart / Joe Bonamassa – Black Coffee

Se Jessica Rabbit avesse saputo cantare "Why Don't You Do Right" come viene interpretata nell'album e se fosse stata accompagnata dalla chitarra di Bonamassa allora avrebbe spezzato molti più cuori! Possiamo affermarlo con la sicurezza di chi sa di avere ragione.

 

Black Coffee è il terzo lavoro della coppia Hart e Bonamassa ed è un disco che miscela la potente voce soul di Beth con la chitarra infuocata del Titano del blues; i due sono anime gemelle unite dalla musica e la loro chimica è indubbia, lo sanno, se ne compiacciono ma non si adagiano sugli allori e così non cambiano le carte in tavola e come al solito rivisitano in maniera del tutto personale e appropriata canzoni provenienti dal jazz e dal blues.

 

L'album si apre con "Give It Everything You Got" dove la chitarra di Bonamassa vibra di heavy blues e decide subito di mettere le cose in chiaro e di far capire che sarà Lei la vera protagonista dell'album. Bonamassa è Bonamassa e da lui non potremmo aspettarci altro che l'eccellenza chitarristica ma la Hart non si fa mettere in ombra e la sua voce, mai come questa volta, accarezza l'ascoltatore intonata, grintosa e sensuale quando necessario, passando con disinvoltura tra le sonorità di Ella Fitzgerald, Nina Simone, Janis Joplin e Etta James senza perdere la propria unicità.

 

Procedendo all'ascolto "Joy" brilla come un diamante grezzo, ruvida e accattivante come la voce della Hart, tentatrice come la chitarra psichedelica di Joe; "Soul On Fire" ha groove, ha swing e possiede il potere d'irretire l'ascoltatore, abbracciarlo e portarlo a ballare, cullarlo con la carezzevole alchimia tra voce e chitarra. La title track ha una sola protagonista e questa è Beth che emerge prepotentemente grazie anche a linee melodiche volutamente in secondo piano. In questa canzone la sua potente voce si scatena e graffia come una tigre e sebbene si regga quasi esclusivamente su due parole, "Black Coffee", vorresti sentirgliele ripetere ancora e ancora! 

 

Questo album diretto e mixato dal produttore Kevin Shirley, uomo di fiducia del nostro bluesman, non lascia nulla al caso, è un'opera perfettamente centrata che in più o meno quarantacinque minuti incanta l'ascoltatore trasportandolo in un mondo sonoro dal quale risulta difficile staccarsi.

 

Anche se quanto detto è vero e anche se nessuna traccia delude è "Lullabye Of The Leaves" a raccogliere il palmarès di migliore interpretazione del duo. Beth Hart ricopre la propria voce di sensualità e miele e accompagnata da un piano suonato con perizia, dall'ormai inseparabile sodale di Joe Reese Wynans, dà vita a un sensuale swing che sarebbe stato perfetto in un fumoso locale jazz degli anni '30, anche se bisogna essere sinceri: negli anni Trenta sarebbe stato impossibile in un locale jazz ascoltare una chitarra rock blues scatenarsi così! Joe è perfetto, la doma e la tiene a bada come un cavaliere sa tenere testa al proprio purosangue che morde il freno, ma è impossibile non notarne la potenza e la bellezza.

 

Questo è un album da avere, e conservare gelosamente, perfetto per gli amanti della buona musica.

Tracklist

01. Give It Everything You Got
02. Damn Your Eyes
03. Black Coffee
04. Lullabye Of The Leaves
05. Why Don't You Do Right
06. Saved
07. Sittin' On Top Of The World
08. Joy
09. Soul On Fire
10. Addicted