biffy
RECENSIONI

Biffy Clyro – Similarities

L’anno scorso, “Opposites” li aveva riportati prepotentemente sotto gli occhi di tutti nella scena alternative, con la sua giusta dose di atmosfere oscure e di momenti più luminosi e positivi, espressione musicale del difficile periodo trascorso dopo il lungo tour internazionale, tra l’incapacità di ritornare alla routine quotidiana e l’alienazione che ne deriva. Ora, il viaggio intrapreso dagli scozzesi Biffy Clyro continua nel nuovo “Similarities”, a partire dal concept. Se il tema che reggeva l’intero “Opposites” erano le tinte contrastanti che caratterizzavano i due album della release, mostrandoci –appunto – i lati opposti della band, “Similarities” è una raccolta quasi speculare di brani che, come suggerisce il titolo, non molto distanti dalla release precedente.
E c’è un motivo, perché le “nuove”, quattordici tracce di “Similarities” sono per la maggior parte B-side tratti da ogni singolo estratto da “Opposites”. In un’era ormai dominata dal digitale e dal download selvaggio, in cui il mercato dei singoli ha praticamente perso su tutti i fronti, questi brani sarebbero probabilmente rimasti appannaggio solo dei fan più accaniti se il quintetto non avesse deciso di raccoglierli tutti insieme in un unico album.
Chiamiamoli scemi: tralasciando le questioni economiche che possono nascondersi dietro ad una release del genere, questi sono B-side che… non dovrebbero essere B-side. Non nel senso stretto del termine, almeno, abituati come siamo a considerare un b-side come una canzone cui manca quel qualcosa che l’avrebbe fatta finire a pieno titolo con le altre, nella vera e propria tracklist del CD. Queste canzoni meritano una luce puntata su di loro, eclettiche e sature della stessa vena creativa di cui è imbevuto “Opposites”, a dimostrare che sono proprio i periodi più difficili ad agire come benzina sul fuoco, quando si tratta di arte, ispirando a più non posso.

Anche questa volta, i Biffy Clyro dimostrano di saper giocare con atmosfere e toni l’uno l’antitesi dell’altro, intrecciandoli tra di loro e poi separandoli nuovamente: l’iniziale dolcezza dell’opener “The Rain” scivola nel tono amaro di “Thundermonster”, un equilibrio instabile che si rompe del tutto nella parte centrale dell’album, quando i riff ossessivi e il ritmo frammentato prendono il sopravvento (“City Of Dreadful Night”, “Sorry And Thanks”, “Wooden Souvenir”, “Children Limbs”, l’unico inedito presente nell’album). Il predecessore è stato un disco ricco di sperimentazioni e “Milky” non fa che confermarlo con il suo sound hard rock, con delle venature anni ’70, così come l’intro quasi funk  di “Feverish”. Tra un riff aggressivo e l’altro, rimane anche spazio per un momento radio-friendly, “Fingers And Toes”, in cui le sonorità si fanno meno aggressive e più orecchiabili, quasi a ricordare quel sound tipicamente “americano” che contraddistingue parecchie band d’oltreoceano (Green Day in primis).

Come già detto, “Similarities” non è un vero passo in avanti rispetto all’album precedente. Se mai ne è il lavoro complementare, che porta l’ascoltatore più a fondo in quell’oppressione che ha generato “Opposities” e anche nel processo creativo, a scoprire quanto si può comporre nello spazio di pochi mesi e quanto possa essere complicato dover incanalare tanta creatività nei limiti imposti per convenzione dal mercato musicale e decidere cosa tenere e cosa –magari a malincuore –scartare. Gli scozzesi hanno tagliato la testa al toro inventandosi una nuova release per dare a questi B-side l’attenzione che meritano e ci hanno visto giusto.

Tracklist

01.The Rain

02.Thundermonster

03.Milky

04.Fingerhut

05 .Watch

06.Euphoria

07.City of Dreadful Night

08.Sorry and Thanks

09.A Tragic World Record

10.Wooden Souvenir

11.Feverish

12.A Lonely Crowd

13.Fingers and Toes

14.No I’m Not Down

15.Break a Butterfly On a Wheel

16.Children’s Limbs