“Ragazzi tutti pazzi” per i Foo Fighters – In 65.000 all’Ippodromo La Maura al cospetto della band di Dave Grohl
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È il 1989 quando un Dave Grohl appena ventenne arriva a Bologna. Quella che doveva essere solamente una tappa del tour degli Scream, la sua band hardcore punk dei tempi, si trasforma in un soggiorno di qualche mese nella città emiliana, che diventa per un po’ la sua casa per ragioni amorose, gettando le basi di un rapporto speciale con il nostro paese.
Il frontman dei Foo Fighters ricorda questo spaccato di vita proprio questa sera dal palco degli I-Days Milano Coca-Cola all’Ippodromo La Maura, il che spiega come abbia fatto a imparare l’italiano, o meglio, quelle poche frasi che ripete ridendo nelle pause tra una canzone e l’altra mentre riprende fiato. Tra un “grazie” e un “baci”, è “ragazzi tutti pazzi” l’appellativo preferito da Dave Grohl per rivolgersi alla distesa di fan che ha di fronte sull’enorme prato della venue milanese. La folla è effettivamente su di giri, ma come ci si può aspettare qualcosa di diverso quando i Foo Fighters si ripresentano su un palco italiano dopo 8 anni – l’ultima apparizione risale al Firenze Rocks 2018 – aprendo lo show con “All My life”, “The Pretender” e “Times Like These”, che da sole fanno pensare che abbiano già dato tutto? Si tratta solo di un’ingenua impressione: la serata è ancora lunga e Dave ce lo assicura dai primi minuti di quelle che diventeranno tre ore di concerto, promettendoci di avere tantissime canzoni da suonare per noi stasera.

Il pomeriggio di questa giornata di I-Days ci tiene impegnati con l’apertura di Fat Dog e Idles. Dopo la pubblicazione nel 2004 del debutto “WOOF” ed essersi fatti le ossa tra un palco e l’altro negli ultimi anni, i Fat Dog tornano in Italia davanti a un pubblico nettamente più grande, portando anche alcuni brani dal disco in uscita a ottobre “Cancel Me (I’m Tired)”, in un mix irresistibile di caos, eclettismo ed energia, gli elementi portanti di questo live.
Il palco è poi degli Idles, che travolgono l’Ippodromo con la loro festa punk sovversiva. Chi ha già visto la band di Bristol dal vivo avrà notato lo scollamento con il pubblico del La Maura, che non risponde con l’entusiasmo che si sarebbero meritati. La vena politica intrinseca alla band emerge come sempre senza freni, tra gli stage diving dei chitarristi Mark Bowen e Lee Kiernan e i balletti scatenati del frontman Joe Talbot, che non smette di mostrare riconoscenza nei confronti del pubblico. Il set scivola via in un soffio, con un veloce “Bella Ciao”, un ringraziamento speciale all’ossobuco italiano e una sorprendente cover di “All I want for Christmas is you”.

Ci sono diversi elementi che rendono questo show dei Foo Fighters così atteso ed emozionante: si tratta del primo show italiano senza Taylor Hawkins – omaggiato con “Aurora” – e li rivediamo dopo un periodo di forte difficoltà, non solo interno alla band, ma dovuto anche alle vicissitudini personali di Dave. Il Take Cover Tour non ha uno scopo promozionale, nonostante sia appena uscito il nuovo “Your Favourite Toy” dopo un periodo di blocco creativo, ma sembra proprio essere un momento per centrarsi, per ricordare a noi e a loro stessi da dove arrivano e riconnettersi festeggiando i 31 anni di carriera della band. La setlist è infatti un “best of” che non può lasciare scontento il pubblico, ma è evidente che anche la band se la goda davvero mentre la suona, con tanto di cover di “Ace Of Spades”.
Come tante band che abitano l’Olimpo del rock, i Foos sono una di quelle istituzioni che sembra siano sempre state lì, rischiando quasi di farcene dimenticare la storia, dagli Scream ai Nirvana, che per molti di noi sono solo leggenda. Ce ne rendiamo conto anche nel momento della presentazione dei musicisti sul palco, quando ognuno suona un estratto di un brano della propria band di origine, trasformando il tutto in una piccola lezione di storia del rock, o quando Dave introduce “Marigold”, b-side del singolo dei Nirvana “Heart-Shaped Box”.

L’unicità dei Foo Fighters, allora, è quella di essere mastodontici, ma al tempo stesso di riuscire a creare una connessione autentica con le persone, e non solo per la musica. Dave è l’amico che controlla che non ti sia fatto male nel pogo, quello che ti ha spinto a prendere in mano la chitarra un po’ per gioco, che ti ha insegnato a suonare le prime note e i primi accordi facendoti sentire una rockstar nella tua cameretta, come quando lui stesso assemblava una batteria fatta di cuscini per esercitarsi nella sua casa d’infanzia in Virginia, in un tempo in cui i Foo Fighters o i Nirvana non esistevano neanche lontanamente.
Tra i successi e le avversità, i Foos rimangono un concentrato di amore per la musica, gli amici con cui condividere gioie, dolori e festa. A proposito, occhi aperti per chi sarà all’Ippodromo questa sera, Dave ha promesso di ritrovarci nel pubblico per sentirci Queens of The Stone Age e System Of A Down insieme.
Setlist Foo Fighters I-Days Milano
All My Life
The Pretender
Times Like These
Rope
Stacked Actors
My Hero
Learn to Fly
These Days
Walk
This Is a Call
No Son of Mine
Wheels
Marigold
Big Me
La Dee Da
Run
Invincible / Seven / One Headlight / Manimal / Tap Dancing in a Minefield
Monkey Wrench
Breakout
The Sky Is a Neighborhood
Aurora
Encore:
Best of You
Exhausted
Everlong





