“3” deve essere un numero decisamene karmico per la cantautrice californiana Joanna Newsom, che, a ridosso dei 30 anni, partorisce questo terzo album in studio costituito non da uno, non da due, ma bensì da 3 cd, per un totale di due ore nette di musica.
Prima di passare all’analisi dell’opera, vorrei introdurre un attimo, per chi non la conoscesse, la figura di Joanna Newsom, classica polistrumentista – ma con la sua arpa perennemente nel cuore – il cui tradizionale nucleo compositivo è localizzato in un femmineo in tempesta che la porta a scrivere intensissime ballate di lunga durata (6 minuti la media, 8 minuti la regola) dallo stile totalmente personale, visto che stiamo sì parlando di chamber pop, ma imbastardito da una forte connotazione country sudista, vena ibrida magnificamente coadiuvata dalla voce di Joanna, una sorta di Kate Bush bambina e capricciosa.
Non fa eccezione la musica proposta in questo “Have One On Me”, e basta ascoltare la titletrack per rendersi conto di questo intreccio di violini e banjo in salsa Saloon, con una Joanna volutamente sgraziata ed una coda di cori leggiadri d’altri tempi, piuttosto che il lavoro di controcanto svolto su “Good Intentions Paving Company”, che richiama direttamente il Bepop anni ’40, oppure “Baby Birch” che parte come un canto funebre degli schiavi d’America, diviene progressivamente jazz, salvo concludersi nuovamente nei campi assolati del Sud.
Vi sarete accorti che sto descrivendo unicamente le canzoni del primo disco… Già, è chiaro che la domanda-chiave di questa recensione è: “Ma queste due ore di musica, poi, sono tutte eccezionali?”. La risposta è: decisamente no.
Se il primo disco è una sequela di autentici capolavori, gli altri due vedono azzerarsi completamente la sezione ritmica (comunque già scarsamente rappresentata sul primo cd), e prodursi unicamente in ballate per arpa e voce dai chiari intenti umorali, altrettanto vagamente criptici e, sinceramente, un poco pesanti.
Sia chiaro: il talento della Newsom non si mette affatto in discussione, tuttavia è innegabile che la saggezza popolare ci viene decisamente in aiuto proponendoci il vecchio adagio che “il troppo stroppia”, e non si possono attendere oltre 8 minuti per vedere un’interessante evoluzione su una canzone che, di minuti, ne dura 9 (ogni riferimento a “Kingfisher” è puramente intenzionale).
La press note parla di questo lavoro come di “un album del futuro”, affermando che “al termine del primo disco la nostra relazione amorosa con l’artista è appena cominciata”.
Vorrei fare due riflessioni.
La prima consiste nell’affermare che, per quanto Joanna dica di andarci piano nell’incipit di “Easy” (con tanto di arpa zittita, quasi a voler essere l’introduzione più leggera possibile per uno sforzo di concentrazione che ci verrà successivamente richiesto), alla fine il prodotto risulta sbilanciato, per cui personalmente posso dire che la scintilla è sì scoccata sul primo disco, salvo affievolirsi progressivamente ma inesorabilmente man mano scorrevano le tracce (ed i dischi).
La seconda riflessione consiste nell’affermare che questo triplo album apre una nuova frontiera nella valutazione delle opere discografiche, visto che la maggiorazione di cd non incide affatto sul prezzo, quindi in un certo senso potremmo considerare questo album un capolavoro, ma con l’aggiunta di due dischi bonus trascurabili.
Io, da bravo sostenitore del motto che ci ricorda che “la verità sta nel mezzo”, opto per una valutazione globale del lavoro nella sua interezza, e concludo invitando chiunque si senta affascinato dall’arpa, uno strumento forse troppo a lungo relegato ai margini del folk e della classica, e dalle cantautrici tormentate a dare una possibilità anche a questa ragazza… Fermandosi magari, se se ne avverte la necessità, un poco prima della fine dell’opera nella sua tripla globalità.
Tracklist
CD 1
01. Easy
02. Have One On Me
03. ‘81
04. Good Intentions Paving Company
05. No Provenance
06. Baby Byrch
CD 2
07. On A Good Day
08. You And Me, Bess
09. In California
10. Jackrabbits
11. Go long
12. Occident
CD 3
13. Soft As Chalk
14. Esme
15. Autumn
16. Ribbon Bows
17. Kingfisher
18. Does Not Suffice
















