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I 10 video più creepy dei Korn

Korn band Tim Saccenti

Manca davvero pochissimo all’uscita dell’attesissimo album dei Korn “Requiem” e stiamo tutti aspettando con impazienza il 4 febbraio. La band ci ha concesso un assaggio con il singolo “Start The Healing”, pubblicato lo scorso novembre. Nel video diretto da Tim Saccenti (Flying Lotus, Run The Jewels, Depeche Mode) vediamo un Johnathan Davis che non sembra subire gli effetti del tempo, sempre animato dalle consuete forze oscure in un setting creepy al punto giusto. Ed è proprio questo il focus che accomuna questa lista dei 10 video più creepy dei Korn.

RIGHT NOW

Il video del secondo singolo tratto dall’album “Take a Look in the Mirror” (2003) ha una storia particolare: tramite un concorso online rivolto a fan e registi indipendenti, i Korn hanno scovato una perla di disagio che incarna perfettamente lo spirito con cui Davis ha scritto il brano: “Si tratta fondamentalmente di me che mi sveglio incazzato con il mondo, odiando tutti e tutto intorno a me.” Il videoclip creato dall’utente Junoon è interamente animato, aggiudicandosi un primato nella videografia dei Korn, e mostra un losco figuro particolarmente intento a praticare dell’autolesionismo come forma di appagamento sensoriale. Arrivare alla fine del clip è impresa ardua!

BLACK IS THE SOUL

Nel video dedicato al terzo singolo tratto da “The Serenity Of Suffering” (2016), i Korn vogliono raffigurare cosa significhi smarrirsi e navigare tra emozioni contrastanti. E ci riescono benissimo a giudicare dalle inquietanti sequenze della donna senza volto che guada fra un ammasso di manichini senza vita. Video creepy, ma con nota di speranza finale.

ROTTING IN VAIN

Sempre tratto dall’album “The Serenity Of Suffering” (2016), il video dedicato a “Rotting In Vain” ci trasporta in un casolare abbandonato, potenziale tappa Urbex, colmo di esseri striscianti e cimeli vittoriani. A questo video diretto da Dean Karr (regista fra le altre cose di “Noone Knows” dei Queens of The Stone Age) partecipa anche l’attore Tommy Flanagan (Sons of Anarchy, Guardiani della Galassia Vol. 2), impegnato ad inebriarsi con ingenti dosi di gas.

INSANE

Non c’è due senza tre: anche “Insane”, tratto da “The Serenity Of Suffering”, attinge dall’estetica goth e fonda le sue radici sul concept del memento mori. Morti che tornano in vita, apparecchi fotografici del passato e così via. A proposito del brano, Davis dichiara: “Sono arrivato al punto che non mi relaziono più con nessuno che sia normale. Riesco a relazionarmi solo con persone che […] hanno qualcosa che non va.” Livello creepyness: 7.

CLOWN

Il quarto singolo dall’album del debutto “Korn” (1994) è tutto un programma, a giudicare da come lo racconta Davis: “Ho scritto una canzone su un tizio a San Diego che mi ha aggredito. Era tutto un ‘Vaffanculo! Tornatene a Bakersfield!’ Beh, non lo stavo capendo, così mi sono chinato verso di lui e ha cercato di colpirmi. Il nostro road manager Jeff gli ha fatto il culo e così è nata Clown.” Il video mostra la band suonare fra i corridoi bui di una tipica High School americana, animata da personaggi altrettanto tipici (cheerleader e giocatori di football) e contiene qualche rappresentazione di atti di bullismo, probabilmente ispirati alle esperienze personali di Davis.

MAKE ME BAD

Il singolo è tratto dal fortunatissimo album “Issues” (1999) e risale ai tempi d’oro dei videoclip, quando le band sperperavano ancora i milioni per un prodotto che potesse rappresentarli a rotazione su MTV. Il video è infatti uno dei più costosi mai realizzati dai Korn e annovera diversi attori, fra cui Udo Kier e Brigitte Nielsen (entrambi presenti nel film Doomsdayer), Tatjana Patitz e Shannyn Sossamon. Martin Weisz dirige un folto manipolo di personaggi che si aggirano in una sorta di cyber-nosocomio con sostanze aliene che fuoriescono dal corpo del povero Davis. Chi ama il gore, si sentirà a casa.

FALLING AWAY FROM ME

A “Issues” dobbiamo anche questa perla, vero culmine di popolarità del nu metal. Il video è un pugno allo stomaco perché tematizza l’abuso sui minori, ma include un happy ending che soddisfa il nostro senso di rivalsa. Si tratta di uno dei video di maggior successo dei Korn con cui hanno dominato sulla programmazione di Total Request Live su MTV.

A.D.I.D.A.S.

Questo è l’unico video ufficiale tratto dall’album “Life Is Peachy” (1996), che di peachy ha ben poco. Il regista Joseph Kahn (Eminem, Jennifer Lopez) dirige i Korn, vittime nel video di un incidente stradale causato da un gruppo di prostitute e il loro protettore. Ma è solo morte apparente, come suggerisce il finale.

THOUGHTLESS

Nel video per il singolo tratto da “Untouchables” (2002), i Korn tornano sul tema bullismo e High School: sfigurato dai continui soprusi dei suoi bulli, un giovanissimo Aaron Paul (Jesse Pinkman in Breaking Bad) si vendica sul finale con una sonora scarica di vomito che innaffia tutti i presenti al ballo di fine anno. In tutto ciò, i Korn si trovano all’interno della sua mente, facendo ogni tanto capolino in stile Alien da varie parti del corpo.

A DIFFERENT WORLD

Concludiamo questa lista con l’ennesimo brano tratto “The Serenity Of Suffering” (2016), perché i Korn erano particolarmente fecondi di idee creepy in quel periodo. Un featuring succoso con Corey Taylor (Slipknot/Stone Sour) che duetta con Davis, creando la giusta atmosfera per il video diretto da Luis Téllez. La testa di un individuo dalle dubbie sembianze adulte viene montato su uno sgorbio bionico con cui attraversa i corridoi di un mondo oscuro. Una creepiness di livello.

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