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Intervista – Ghost (Tobias Forge)

Pubblicato il nuovo album “Impera”, i Ghost possono finalmente tornare in tour in Europa. Qualche ora prima della data al Forum di Assago di ieri sera, abbiamo incontrato Tobias Forge, con cui abbiamo parlato del ritorno in scena, della sua concezione di potere, di Bono e di Putin, di come anche una lasagna può rivivere ciclicamente e di come questo sia rappresentativo di una concezione del tempo malsana delle società occidentali.

Ciao Tobias, è un piacere ritrovarti, bentornato su SpazioRock. Come stai?

Sto molto bene, sono molto contento di essere tornato qui. Questo tour, soprattutto il tour europeo, ha un significato particolare. Per due anni si è parlato solo dello stato del mondo, “è tutto finito”, “tutti gli stati stanno chiudendo i confini per sempre”, “tutti i business stanno fallendo”, “ è una catastrofe totale, tutto sta fallendo e si sta distruggendo”. E poi quando abbiamo iniziato il tour ci siamo detti “è ancora tutto allo stesso posto!”. Non sto dicendo che il mondo non porti le ferite di questi eventi, o che stia bene, è solo davvero rinvigorente vedere le persone fuori, le persone vive, Milano che esiste ancora. Per anni ci siamo sentiti dire che no, era tutto finito, il turismo non si sarebbe mai più ripreso, che il rock era morto, che non avremmo più fatto tour… e invece siamo qui. Siamo in tour. Sono davvero felice di questo.

Come sta andando il tour? La produzione di questo show è incredibile. Com’è tornare in tour dopo due anni ed esibirsi in un teatro così mastodontico? Com’è suonare “Impera” dal vivo?

Tornare in tour è stato strano all’inizio, quando abbiamo iniziato a gennaio, è passato un po’ ormai. Poi ti riabitui abbastanza facilmente, se ti piace stare sul palco, se ti piace stare in tour, se ti piace esibirti, è un po’ come andare in bicicletta. Sai cosa devi fare, l’unica cosa che richiede un po’ più di tempo, ma è perché siamo molti, siamo in 9 sul palco, ma la crew che fa sì che lo show avvenga è composta da 40 persone, e la cosa difficile è trovare la sintonia tra tutti, cosa che non è sempre facile. È questo insieme di persone che permette allo show di essere perfetto in ogni minimo dettaglio, è per questo che facciamo lo stesso set tutte le sere. Incoraggiamo le persone a venire a vedersi lo show, e non a guardarlo online, perché è qualcosa da vedere dal vivo. Se non vuoi venire e vuoi vedertelo online, non c’è problema, ma lo show migliora ogni giorno, è molto meglio che all’inizio. Ora ce lo godiamo tutto. Portare al pubblico le canzoni di “Impera” è davvero bello, non stiamo facendo tutte le canzoni che vorremmo, anche stasera non ne suoneremo alcune, ma lo faremo prima o poi. È sempre davvero una boccata d’aria suonare canzoni nuove, a volte è anche un po’ strano perché non sai ancora bene com’è stato recepito il disco. Ci vuole un po’ di tempo. È come avere un ristorante e mettere un piatto nuovo nel menù, non sai cosa ne penserà la gente finché non lo avrà mangiato un po’ di volte. Allora, lì saprai quante volte quel piatto è stato ordinato. Funziona così anche con le canzoni. Suoni le canzoni che al pubblico piacciono. Poi puoi variare, devi essere bravo a trovare quel terreno comune in cui il pubblico è sempre ricettivo e coinvolto. So che ci sono alcuni brani molto belli del nuovo album come “Watcher In The Sky”, o “Respite On The Spital Fields”, o “Twenties”, è un gran pezzo, ma vogliamo aspettare il momento migliore per farle.

Vorrei andare un po’ più nel dettaglio di “Impera”, il vostro ultimo album. Innanzitutto, l’ultima volta che abbiamo parlato, hai detto di voler innalzare lo status dei Ghost nel mondo del rock a un nuovo livello. Credi di avercela fatta?

In quel periodo avevamo fatto alcuni grandi passi avanti. Ovviamente la grande differenza tra noi e le altre band è che noi siamo in tour ora. Questo è un grande passo. Molte band sono a casa aspettando che si allineino i pianeti, aspettando che tutto sia normale. Ma anche noi abbiamo dovuto ripensare la nostra realtà. Abbiamo fatto un gran disco – questa è un’ottima cosa – siamo in tour – bellissimo – ma ovviamente ci sono delle criticità. Quest’estate e questo autunno ogni band del pianeta sarà in tour, quindi dobbiamo capire delle cose. Siamo sulla strada giusta per diventare una grande band, ma è una strada irta ed è per questo che sono così felice di avere un nuovo album e di essere in tour: l’unico modo per diventare una grande band è fare dischi e suonare davanti alle persone. Fine. È l’unico modo in cui si può raggiungere questo obiettivo. Siamo felicemente sulla strada per diventare una band ancora più grande, ma ci vorrà un po’ più di tempo, e forse è più difficile di quanto pensassi quando ho detto quelle parole quattro anni fa, ma non è un problema. Avevo una band prima che non aveva nessun seguito. Quello sì che era un problema.

Il disco affronta i temi della nascita e della caduta di grandi imperi, e dunque, il concetto del potere. Cosa significa per te “essere potente”?

Un grande esempio dell’”essere potente” è quando c’è una sola persona che, solo perché gli va, causa la crisi enorme che stiamo vivendo ora. Non la crisi Covid. Ma quasi tutte le altre sono causate da questa stessa persona che la maggior parte della gente ora vuole morta. Ma non è possibile. Perché le persone che sono davvero vicine a lui, che sono le uniche che potrebbero farlo, sono o in galera, oppure non osano nemmeno pensare a come ucciderlo. Credo che questa sia una delle versioni più classiche del potere. Non è una novità. Quel tipo di tiranni ci sono sempre stati. È solo che non siamo più così abituati al giorno d’oggi. Abbiamo sempre pensato a questi grandi tiranni o personaggi hitleriani come a qualcosa che appartiene al passato. Questa credo che sia una cosa che le persone abbiano pensato davvero fino ad ora, qui in Occidente, ovvero di aver raggiunto un nuovo plateau. Pensavamo che la storia fosse qualcosa del passato: ora abbiamo Instagram, Twitter, abbiamo tutti questi gadget, tutte quelle storie vecchie ora sono inconcepibili, non ce le aspettiamo più. Ma ora sappiamo che sia le epidemie e le pandemie sono qualcosa anche del nostro tempo, e che possiamo assistere agli eventi causati da un nuovo Hitler. Non so se ho risposto alla tua domanda, ma il potere è quando hai questa sorta di campo magnetico che continua a far muovere intorno a te queste statuine. È potente quando è Bono a farlo, qui (al Forum, ndr), a far cantare a tutti “Sunday Bloody Sunday”, ma fa davvero paura quando lo fa questo pazzo di 75 anni che ha semplicemente deciso che vuole distruggere il mondo. Ma un giorno finirà, questi giorni sono contati ovviamente, e molto probabilmente la maggior parte di noi non morirà prima di assistere a questo momento. Un giorno non sarà più al mondo e potremo andare avanti.

A un certo punto riusciamo a sbarazzarci di questi personaggi, ma credi che saremo mai in grado di liberarci della dinamica di per sé?

No. È una cosa che bisogna capire, sull’umanità e su come funziona il mondo. Tutto è circolare. Nel mondo Occidentale e nel Medio Oriente abbiamo questo problema. Anche se non sei un fedele, hai una concezione lineare del sistema. I grandi sistemi della fede cristiana, ebrea e islamica è basata su un modo di pensare lineare. Nasci, muori e poi vai in Paradiso o all’Inferno. C’è un inizio, una fine, e poi una nuova fase. Il mondo, Madre Natura, è circolare. Shintoismo, Induismo, Buddismo, sono tutti circolari. Si basano sul rispetto del fatto che se hai mangiato le lasagne un giorno, e hai deciso di buttarne i resti nel tuo giardino, diventeranno terra. E su quel suolo tu potrai farci crescere delle patate, delle carote. Quindi ci potrai fare una pasta al ragù con gli gnocchi. Non è una lasagna, ma quasi. E poi puoi ributtarla di nuovo nel giardino, e diventerà qualcos’altro. Crescerà qualcos’altro. Tutte le altre concezioni sono circolari. Il sistema di pensiero lineare è una cavolata. Ha distrutto completamente il nostro modo di concepire il tempo. Noi non lo capiamo il tempo. Pensiamo che il tempo finisca, e questo è un grande problema per noi, perché pensiamo che se sradichiamo questo dittatore, poi non ce ne sarà un altro. E invece ce ne sarà sempre un altro, solo in una forma nuova. Allo stesso modo hanno pensato che non avremmo mai più visto un Hitler. No, solo non sarà più un ometto con i baffi, ma sarà qualcun altro. La prossima volta sarà semplicemente qualcun altro. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di mantenere l’equilibrio in modo che non accada troppo spesso e in modo troppo potente. Ma questo tizio è diventato così potente perché ha preso il potere molto tempo fa e ha costruito il suo sistema contro l’Occidente, e contro il suo stesso popolo. E per lui è stata solo una grande conquista poter avere il controllo di chi sedeva nella Casa Bianca. È stata una grande perdita per il mondo Occidentale, mentre lui ne godeva. La persona che ha goduto di più della vittoria di Trump è stato Vladimir Putin.

Pensi che ci sia un margine entro cui l’individuo possa svincolarsi da tutto questo? In una visione che riguarda il proprio personale modo di vivere, intendo, non macroscopicamente. Pensi che l’esoterico, l’oscuro, possano avere un ruolo in questo?

Penso che il povero piccolo essere umano potrebbe trarre vantaggio dall’accettare certe cose e smettere di provare a cambiare delle cose che non può cambiare, e accettarle. E cercare di cambiare le cose che invece puoi cambiare. È importante capire la differenza tra queste cose. Perché molte persone nel mondo, soprattutto nel mondo Occidentale, con tutte le libertà che abbiamo, e tutte le possibilità che i nostri telefoni ci dicono che sono dietro l’angolo, è una cosa negativa, perché dà alle persone delle brutte idee. “Magari sono nel posto sbagliato”, “Magari sono infelice perché non ho tutto ciò che voglio”. Questa anche non è una cosa positiva. Credo che un modo per raggiungere la felicità e le persone felici a loro volta trasmetteranno forza vitale positiva e questa è una positività davvero contagiosa. Credo che l’accettazione sia una grande cosa. Io per primo non sono molto bravo in questo. Tutto ciò che ho sempre voluto nella mia vita era scappare e andare via. Ora, solo perché sono riuscito ad ottenere tante di quelle cose che volevo, sto migliorando nell’abbracciare il momento presente. Ma il mio cervello lavora costantemente, pensando e sognando ad altri posti, sempre a pianificare, sempre a pensare al futuro. Ma questo è perché sono una persona disturbata. Ma sto lavorando per imparare ad essere più nel presente. Tutto ciò che volevo l’ho ottenuto. Quello che ho sempre voluto è essere un musicista che non deve andare a fare un lavoro di merda tutti i giorni,  il giorno in cui la mia vita è letteralmente cambiata è stato quando mia moglie mi ha detto “Perchè non molli il lavoro? Perché mi sembra che questa cosa della band stia andando bene, stia funzionando, quindi perché non molli e basta?”. E io ho risposto “Ehm, sì. Perché no”. E ho mollato il lavoro. Per i primi mesi vivevo con questo pensiero: “sto davvero facendo questa cosa che voglio fare da quando sono al liceo?”. Pensi sempre che tutto ti arriverà come un fottutissimo grande pacco regalo, con una bella torta e i fuochi d’artificio che ti dicono “Sei libero ora!”. E poi entri in una fase successiva. Ecco, il pensiero lineare: la vita fa schifo e poi… whoop, fai un passo avanti e tutto ciò che ti lasci alle spalle lo spazzi via. Non funziona così. Ti ritrovi solo in una nuova posizione. Se me l’avessero chiesto all’epoca, “sei contento della tua vita?”, avrei risposto di sì. “Vorresti di più?”, “Sì”. Ma va benissimo. E bisogna provare a crearsi quei momenti in cui ti fermi e vedi che sei contento, che hai una tua posizione, che sei contento di dove ti trovi in quel momento, ti senti bene con il lavoro che fai. Come i cani, quindi se fai la quantità giusta di movimento, vieni nutrito, conosci il posto dove ti trovi, sai quali sono i ruoli. Queste sono le cose più importanti. Per i cani. E per gli umani. E quando non hanno queste cose, impazziscono. Come i cani. Ed è in quel momento che iniziano a mordere. Ed è in quel momento che li devi fare uscire. Per capire il mondo devi riabbracciare una concezione circolare fatta di creature canine. È molto semplice, le persone hanno bisogni molto semplici, e anche io.

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