“Siamo tornati per restare”
Le parole di David Moretti sembrano rassicurare i fan, promettendo che non si tratta dell’ennesima reunion intrisa di nostalgia e destinata a spegnersi in fretta. Intendiamoci, la nostalgia c’è eccome questa sera in Santeria Toscana 31. Così come l’ultima volta che ci eravamo recati insieme in questo locale, fa sempre un certo effetto assistere all’incontro tra la clientela habitué – per chi non lo sapesse, ci troviamo di fronte alla Bocconi – e i pellegrini giunti qua unicamente per assistere al concerto della serata. L’altra volta questi ultimi erano emo, a questo giro rockers degli anni ’90.
Inutile dire che il pubblico presente nella sala concerti non è giovanissimo: la media è tra i 40 e i 50 anni, fatta eccezione per qualche bambino, che probabilmente avrà maledetto i genitori per averlo costretto a venire ad ascoltare urla e casino. Da ventenne, ammetto di essermi sentito osservato parecchio. Probabilmente non ci si aspetta che i giovani d’oggi vadano a recuperare un gruppo di 30 anni prima, che non è tornato in voga grazie a qualche canzone in classifica o tendenze simili (il macro-trend delle reunion lasciamolo lì da parte): i Karma sono tornati solo per il gusto di farlo. Non c’è posto per poser o fan dell’ultima ora grazie a Tiktok, qui c’è solo chi li conosce davvero. Non mancano nemmeno dei volti noti, come Giorgio Prette e Xabier Iriondo degli Afterhours, che però non attirano l’attenzione proprio poiché quasi tutti qui fanno parte di quella scena milanese, in cui non c’erano barriere tra gli artisti e i fan.
Lo show è sold out e molto atteso, non solo per via del rinvio avvenuto a novembre e non solo poiché qui la band è a casa, ma anche per via dell’artista in apertura, un’altra vecchia gloria di quegli anni: Andrea Scaglia, chitarra e voce dei Ritmo Tribale. Non sono poche le magliette sfoggiate di questa band, che forse si potrebbe considerare apripista di quella scena menzionata poco fa. Scaglia suona per una mezz’ora alcuni brani del suo gruppo in acustico, ogni tanto si accompagna anche con un piccolo synth. In molti sono estasiati a vedere che uno dei due frontmen, a contrario dell’altro, continua a portare avanti il Verbo.

Alle 21:30 la Santeria è piena e sul palco viene proiettata la grafica di una montagna, elemento al centro del nuovo album, ispirato dal romanzo incompiuto di René Daumal. L’intro omonima del disco stabilisce le atmosfere generali della serata: tribalismo, oscurità, psichedelia. Come già constatato dall’ascolto di “K3”, i Karma sono tornati senza tentare di ripetersi o, peggio, di emulare qualcosa che non esiste più, bensì si sono evoluti in una creatura molto affine ai generi post, e dal vivo, molto più che in studio, strizzano l’occhiolino ai Tool.
Le capacità tecniche dei musicisti sono notevoli, e non si parla solamente di Ralph Salati – che sostituisce (per ora?) Andrea Bacchini alla chitarra –, già noto per essere un mostro delle sei corde, anche Diego Besozzi regge ritmi complessi molto bene e Moretti si destreggia abilmente tra la chitarra ritmica e la voce (per questa, aiutato da Salati e dal bassista Andrea Viti). I lati negativi del concerto riguardano proprio Viti e il percussionista Alessandro “Pacho” Rossi: i suoni, sicuramente complessi da gestire, non hanno reso loro giustizia. Ammirare Viti suonare un basso a 12 corde dal vivo e non poterlo sentire è davvero un colpo all’anima; al contrario, i variegatissimi strumenti adoperati da Pacho risuonano quasi assordanti, coprendo spesso tante dinamiche dei suoi compagni – e facendolo quasi sembrare uno dei picchiabidoni degli Slipknot.
La scaletta è giustamente dedicata a “K3”, che viene suonato per intero, anche se non in ordine, ma la folla desidera riascoltare e cantare i brani degli anni ’90, e viene ovviamente accontentata, spaziando abbastanza bene tra “Karma” (1994) e “Astronotus” (1996). Uno show solido, ma che poteva essere ancora più magico con due semplici accorgimenti, o meglio, due caratteristiche che in molti si aspettavano: la prima, la cover di “Teardrop” dei Massive Attack, scomparsa dalla scaletta; la seconda, la mancanza di ospiti. Se al Bloom, nel 2023, c’era Manuel Agnelli, e al Druso qualche mese fa Scaglia ha cantato insieme a Moretti, potevano sicuramente studiare qualcosa di carino per questo home show – soprattutto data la presenza già assodata di Scaglia.
I Karma chiudono così il “K3 Tour”. Cosa accadrà ora?
Setlist
K3
Avorio
Abbandonati a me
Neri relitti
Cosa resta
Luce esatta
Atlante
Jaisalmer
3° millennio
Ophelia
Il monte analogo
Eterna
Goliath
Corda di parole
La terra
Nascondimi
Il cielo





