Parlare di sperimentazione rivolta a una band partorita nei e per gli anni '90 pare utopia. Ma il mondo della musica è entità veloce e sagace, per cui mai dire mai. Concluso il ciclo da Boy Band matura e sapiente, i Lifehouse si affacciano alla seconda metà del nuovo decennio levigando ed ottimizzando un progetto che ha già macinato 15 milioni di vendite, corrispondenti ad altrettanti milioni di cuoricini aperti. "Out of the Wasteland", un concept facilmente assimilabile al risorgimento artistico di Jason Wade e soci, non è un distacco diretto da quanto confezionato nel passato glorioso, bensì l'adeguamento, l'ammodernamento delle solite sonorità, melodiche come sempre ma impreziosite da elettronica cristallina atta a valorizzare la calda voce del frontman. Fino a "Firing Squad" è vecchia scuola e maestria. Dopo un ponte di intermezzo, è nostalgia ed entusiasmo di chi suona col sorriso perché non potrebbe fare altrimenti. Eppure continuano, e negli States chi viaggia verso i trenta sa già come riscoprirsi ragazzino. The Calling, e voi dove siete finiti?
Tracklist
01. Hurricane
02. One For The Pain
03. Flight
04. Runaways
05. Firing Squad
06. Wish
07. Stardust
08. Alien
09. Central Park
10. Hurt This Way
11. Yesterday's Son
12. Hourglass

















