A volte ritornano, è proprio vero! Dopo ben 8 anni di silenzio gli Opprobrium lanciano sul mercato discografico il loro nuovo full-length “Mandatory Evac” attraverso la Metal Mind Productions, e le mie aspettative di un zozzo e ruvido thrash metal non sono di certo state sfatate, perché è proprio di questo che si tratta: un marcissimo, sudicio, minimale e grezzo thrash/death di scuola americana… Ma cos’è che manca in quest’album? Cos’è che lo pone ad anni luce di distanza da un “Bonded by Blood” o da un “Seven Churches”?
Facciamo un rapido salto nel passato dei fratelli Howard, verso la fine degli anni ’80, quando diedero vita a due album di spicco del thrash americano con il nome di Incubus: “Serpent Temptation” e “Beyond The Unknown” sono infatti due dischi di tutto rispetto, suonati come si suonava il thrash negli anni ‘80, inseriti in un contesto e in una scena all’epoca vigorosa ma ormai morta e sepolta. Nel 2000 gli Incubus cambiano nome in Opprobrium a causa dei diritti sul monicker, tuttora posseduti dall’omonima e famosa rock band californiana, e fanno uscire il loro “terzo” album sotto Nuclear Blast, “Discerning Forces”, che però non riscuote un grande successo. Novembre 2008: “Mandatory Evac” sembra essere uscito dalla DeLorean del professor Doc Brown, praticamente come se i pezzi fossero stati scritti nel 1986, però totalmente privi di carica, di spirito, un thrash lurido e fine a se stesso in cui la non più giovane età dei fratelli Howard pesa sia nelle parti vocali che sulla struttura ritmica, soprattutto nella batteria.
In quest’album manca l’aggressività che si richiede a questo genere di musica, c’è solo quello spirito di marciume e acciaio che una volta si respirava in ogni nota, in ogni passaggio e che associato ad una grande carica musicale non ti faceva smettere di scapocciare! Invece qui arrivare fino all’ultima traccia è quasi un’impresa, i pezzi sono sì thrash, ma non mi coinvolgono, mi passano nelle orecchie senza impressionarmi, mi lasciano dentro quello stesso vuoto lasciato dalla morte del thrash/death californiano. In definitiva posso concludere, affermando che quest’album è un pallido tentativo di rappresentare un genere musicale e uno stile di vita che non è possibile far rivivere nel 2009, qualcuno di noi potrà chiudere gli occhi e ricordarselo mentre si ascolta un grande classico, tutti gli altri me compreso possono solo immaginarselo, ma con questo "Mandatory Evac" se chiudi gli occhi ti addormenti! Consigliato ai cultori del thrash metal e ai collezionisti facoltosi.
Tracklist
01.Dark Science
02.Never Found
03.No One At My Funeral
04.Incident
05.Mandatory Evac
06.Fake
07.Sports Of Danger
08.Daily Stress
09.In The Shadows
10.Compulsive Worrier
11.Ignorance
12.Sick Of This




















