“One Assassination Under God – Chapter 1” segna l’attesissimo ritorno di Marilyn Manson sulla scena musicale. L’ultimo “We are Chaos”, del 2020, è stato un lavoro per certi versi brillante, piaciuto particolarmente ai non fans di Manson, un album bowieniano, più delicato e più rock, con alcuni brani ispirati e di ottima fattura, ma da allora ne sono successe di tutti i colori, un vero caos, però rimaniamo in ambito musicale, il resto sarà solo compito dei giudici. Dopo un periodo ricco di silenzi, in qualche modo Brian Warner si è rimesso in sesto sia fisicamente che emotivamente, probabilmente grazie alla nuova moglie fotografa Lindsay Elizabeth. Abbandonato dalle major, Manson riverserà in musica e parole tutta la sua voglia di rivalsa e la rabbia accumulata grazie alla Nuclear Blast, che lo accoglierà, fiutando l’affare, nella sua scuderia. Probabilmente, sarà ricordato proprio così questo disco o meglio il ringhio di una delle ultime icone del rock, uno showman controverso, ma artista a tutto tondo, di sua mano anche l’artwork in copertina.
La title-track con la sua intro sinistra e malinconica e un bel tocco industrial ricorda un po’ la celebre “Coma White” e non sarà l’unica composizione a riprenderne andamento e spunto. “No Funeral Without Applause” è più intima e moderata, ma il reverendo si riaccende con “Nod If You Understand”, una track vecchio stile, decisamente cattiva e aggressiva che esplode nel finale col doppio pedale pronto a spazzare via tutto, un pezzo che non sfigurerebbe in “Portrait of an American Family”. “As Sick As The Secrets Within” e il suo refrain ossessivo hanno ampiamente giustificato la scelta di farla uscire come singolo, suona molto da “Mechanical Animals”.
“Sacrilegious”, oltre la voce modernamente effettata, mette il ritmo in primo piano, particolare che fu l’arma vincente del primo Manson, il quale proponeva una musica molto percussiva e diretta, qui possiamo sentire riecheggiare pure le sonorità di “Holy Wood”, Marylin Manson is coming back, Baby! In “Death Is Not A Costume” affiorano ottimi spunti darkwave, poi man mano che il brano sale d’intensità c’è tempo per un piccolo assolo di chitarra, cosa rara nelle sue produzioni, ma in questo disco la sei corde trova più spazio che in passato, sarebbe stato bello, all’epoca, concederne di più anche quel mostro di John 5.
“Meet Me In Purgatory” trasmette l’idea una cavalcata verso il nulla tra elettronica e distorsioni, con finale in crescendo verso lo schianto, da vita al massimo, in perfetto stile rock star nichilista. “Raise The Red Flag” è industrial ed elegantemente oscura al tempo stesso, soprattutto è molto potente come nello stile di tutto “Antichrist Superstar”, con pause, giuste dinamiche e corposi riffoni droppati. La piacevole ballata rock acusticheggiante “Sacrifice Of The Mass” chiude l’album offrendoci un’ottima prova canora di Manson per un pezzo ben fatto dove la chitarra si concede un assolo melodico e urlante per un’esecuzione convincente.
Suoni e produzione sono davvero ok, il giusto mix tra metal ed elettronica per rimarcare un passato glorioso da primatista. Un lavoro che rispecchia perfettamente l’immagine attuale dell’artista: più sobrio, più maturo, non nostalgico, forse sofferente, ma ancora incazzato e feroce. Poi diciamocela tutta, dopo di lui chi ha saputo incarnare l’immagine della rock star provocatrice e trasgressiva, sempre pronta a dare scandalo e a sorprendere? Marilyn Manson c’è e abbiamo ancora bisogno di lui, anche solo per polemizzare tra noi amanti di musica dura. Questo disco ci voleva proprio. Adesso attendiamo una riconferma, così autorevole, nel secondo capitolo.
Marilyn Manson sarà in Italia per una data già sold out il prossimo 11 febbraio 2025 all’Alcatraz di Milano organizzata da MC2 Live.
Tracklist
01. One Assassination Under God
02. No Funeral Without Applause
03. Nod If You Understand
04. As Sick As the Secrets Within
05. Sacrilegious
06. Death Is Not a Costume
07. Meet Me in Purgatory
08. Raise the Red Flag
09. Sacrifice of the Mass


















