Il celebre collettivo trip-hop britannico Massive Attack è stato bandito da Singapore, una delle tappe del loro tour, subito dopo la loro esibizione avvenuta il 29 luglio 2026 allo Star Theatre. Durante il concerto, i membri fondatori Robert “3D” Del Naja e Grant “Daddy G” Marshall hanno sventolato sul palco una bandiera palestinese urlando, insieme al pubblico, lo slogan “Free Palestine” e questo non è particolarmente piaciuto alle autorità locali.
Singapore applica leggi molto severe che vietano l’esposizione pubblica di qualsiasi emblema o bandiera straniera senza permesso. Di conseguenza, l’azione ha portato a un’indagine della Singapore Police Force e della Infocomm Media Development Authority (IMDA), a seguito della quale i due membri del gruppo hanno ricevuto ammonimenti severi per aver violato il Foreign National Emblems Act e il Public Order Act.
In una dichiarazione postata sui social, i Massive Attack hanno descritto l’accaduto come un’esperienza surreale. La band ha descritto come l’intero gruppo in tournée è stato detenuto dalla polizia, con i membri isolati e interrogati separatamente. Alcuni di loro hanno subito perquisizioni nelle stanze d’albergo e il temporaneo sequestro dei passaporti. La band ha difeso il proprio gesto sottolineando come la Palestina sia uno stato sovrano riconosciuto da 157 Paesi e lodando il coraggio del pubblico di Singapore che ha manifestato solidarietà nonostante le leggi locali.
L’incidente di Singapore non è il primo scontro con la legge per la band nel 2026. Lo scorso 14 aprile Robert Del Naja era stato arrestato a Londra durante una manifestazione contro la messa al bando del gruppo attivista Palestine Action. Al momento del fermo, il musicista teneva in mano un cartello con la scritta: “I oppose genocide, I support Palestine Action”.
Le sanzioni imposte da Singapore sono definitive:
- Robert Del Naja e Grant Marshall sono stati banditi dal Paese e non potranno più rientrarvi.
- L’IMDA ha annunciato che non approverà alcuna futura richiesta di esibizione per la band a Singapore.
- Le autorità hanno ribadito che non tollereranno l’importazione di “politiche straniere” che possano minare la coesione sociale e lo stato di diritto.
Nonostante le pesanti restrizioni, la band ha concluso la propria dichiarazione ufficiale con un messaggio di sfida:
Come stavamo dicendo… Free Palestine





