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Come può un concerto in un grande palazzetto risultare intimo come uno show in un piccolo locale davanti a una manciata di persone? É l’impresa che portano in scena i Mumford & Sons a Bologna, in una fredda sera di novembre e con un’Unipol Arena gremita.

Dopo pochi mesi dalla data dell’arena di Verona, i britannici sono già di ritorno nel nostro paese per due date nei palasport (l’altra all’Unipol Forum di Milano), ma mancavano dai palchi bolognesi da ben 15 anni, come ha ricordato il cantante Marcus Mumford. Ed evidentemente sono mancati molto al pubblico di Bologna, vista l’ampia affluenza che ha riempito in un baleno il palazzetto felsineo.

TheVaccinesBologna2025
The Vaccines

Anticipati dagli ottimi connazionali The Vaccines, i Mumford & Sons si presentano sul palco puntualissimi e pronti a uno show carico di emozione: su un palco semicircolare e circondato da luci calde, luminarie e file di lampadine, si crea subito un’atmosfera positiva, raccolta, come se band e pubblico si stringessero in un unico abbraccio per celebrare il proprio sodalizio, basato sia sui grandi successi della band che sui nuovi brani tratti da “Rushmere”, l’ultimo disco uscito a inizio 2025.

A partire dai primi pezzi, come “Run Together” e “Rubber Band Man”, i Mumford & Sons dimostrano pienamente la propria capacità innata di coinvolgere lo spettatore, dal fan sfegatato all’avventore casuale in ultima fila,  con il loro folk rock energico e perfettamente eseguito, spalleggiati da un nutrito gruppo di fiati e strumentisti. La carriera quasi ventennale della band inglese viene ripercorsa in lungo e in largo, per la gioia di tutti, ma la cosa che colpisce è la coesione che unisce band e pubblico, la partecipazione, la sensazione di essere in un club a vedere un gruppo di amici suonare solo le nostre canzoni preferite. Mentre si susseguono brani vecchi e nuovi, la prima parte del concerto vola via in un soffio. È tempo di cambiare scenario e i soli tre musicisti, ben seguiti dai bodyguard, saltano giù dal palco per salire su un minuscolo stage quadrato, posto alle spalle del mixer per eseguire un trittico di brani in semi acustico, in particolare “Ghost We Knew” e “Caroline” in una prospettiva diversa e inedita. L’Unipol Arena si stringe ancora di più attorno alla band britannica, Marcus Mumford ne approfitta per far salire dal parterre una giovane fan che gli faccia da interprete per mandare a Bologna il suo messaggio, ricordando i tempi delle sue vacanze da adolescente festaiolo nella città emiliana. Il suo italiano non è buono come invece quello del tastierista Ben Lovett, che si rivolge invece al pubblico direttamente nella nostra lingua per ringraziare della grande affluenza e della passione che i fan italiani della band dimostrano anno dopo anno.

Mumford&Sons 19.11.2025 UnipolArena 28
Mumford & Sons

Si ritorna sullo stage principale per brani iconici come “The Cave” o “Ditmas”, che segna un altro momento topico dello show: Mumford si lancia a cantare tra il pubblico percorrendo tutto il parterre in lungo e in largo, mantenendo però perfetta l’esecuzione di un brano così intenso. Sono questi tocchi che rendono i Mumford & Sons tra le band migliori della loro generazione, forti della loro esperienza ma comunque mai sazi della soddisfazione dei loro fan, decisi a spingere sempre un po’ di più per regalare a tutti una performance degna di nota. Anche l’encore regala perle: “Awake My Soul” è sentitissima dal pubblico bolognese, come anche “I Will Wait” e la conclusiva “Conversation With My Son”, una chiusura perfetta per una serata che sicuramente anche i più scettici ricorderanno per sentimento e magia.

La commistione di folk e rock, l’avvicendarsi di momenti elettrici ed acustici e il supporto di ottimi strumentisti, rendono la performance dei Mumford & Sons un’esperienza musicale e visiva di grande impatto: possiamo tornare a casa col sorriso sulle labbra e il cuore un po’ più pieno.

Mumford&Sons 19.11.2025 UnipolArena 24
Mumford & Sons

Setlist Mumford & Sons

Run Together
Babel
Rubber Band Man
Little Lion Man
Hopeless Wanderer
Lover of the Light
Believe
Truth
Here

Where It Belongs
Ghosts That We Knew
Caroline (acustica)
White Blank Page
Ditmas
The Cave
Roll Away Your Stone
Delta
The Wolf

Timshel
Rushmere
Awake My Soul
I Will Wait
Conversation With My Son (Gangsters & Angels)

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