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NUOVE USCITERECENSIONI

Novembre – Words Of Indigo

Dopo un’attività in studio svoltasi con frequenza regolare sino al 2007, i Novembre hanno dilatato i propri ritmi di rilascio, prendendosi delle pause pressoché decennali. Se consideriamo le abitudini frenetiche dell’attuale mercato discografico, interruzioni tanto corpose appaiono un’eternità, tramutandosi invece in una benedizione nel caso del gruppo capitolino, passato incolume da periodi di forte crisi interna e capace di risorgere dalle ceneri come un’araba fenice. Il doloroso addio del fratello e producer Giuseppe Orlando, oggi batterista a tempo pieno dei The Foreshadowing, poi l’azzeramento della formazione, infine la recente separazione dal fedele chitarrista Massimiliano Pagliuso: vicende spiacevoli in grado di abbattere chiunque, ma non il singer, ascia, tastierista e principale compositore della band Carmelo Orlando, prode nel chiamare a sé dei nuovi musicisti e così ricominciare a scrivere del materiale originale. In tale contesto nasce “Words Of Indigo”, un LP enigmatico, mutevole, prismatico, ancora una volta sottoposto all’amorevole gestione architettonica di Dan Swanö e a quelle estetiche di Travis Smith, autore di una cover che sembra quasi una versione in dissolvenza dell’artwork di “The Blue”, di mano dello stesso artista di San Diego.

La comparazione non risulta casuale né confinata all’esclusivo ambito visivo, visto che il nono lavoro sulla lunga distanza del quintetto si muove su quei medesimi binari progressive metal intrisi di un blend di gothic e death-doom che caratterizzava lo splendido opus del 2007, mentre si consolida ulteriormente la ricerca di melodie lineari e un po’ meno oblique del consueto già alla base dello scorso “Ursa” (2016), per un viaggio onirico e chiaroscurale nel quale il mastermind veste il ruolo di autunnale traghettatore vocale senza saturare  troppo lo spazio sonoro generale, alternando clean nebbiosi ed evocativi a un growling tanto rabbioso quanto carico di malinconica decadenza. Le liriche, aperte alla libera interpretazione e intercalate da qualche passaggio in lingua madre, aggiungono ulteriore profondità alla tracklist, suggerendo sensazioni materiche più che precisi agganci narrativi.

Una produzione ricca di stratificazioni e cosparsa di granulose screpolature diventa l’abito perfetto per dei brani di ampio respiro che, specialmente durante la prima sezione abbondante della tracklist, stuzzicano il giusto appetito uditivo grazie a un irresistibile equilibrio fra complessità e una vena orecchiabile e accattivante. Un aspetto, quest’ultimo, assistito da arrangiamenti e riff di matrice AOR e pop rock dal retrogusto ottantiano che riescono a mettere le ali all’algida tristezza di “Sun Magenta”, al prog atmosferico di “Brontide”, all’anima gotica di “Your Holocene”.

Laddove “Statua”’ rivela influenze dei Katatonia dell’età di mezzo e “House Of Rain”, sottilmente orchestrale, si avvale dell’ugola magica di Ann-Mari Edvardsen dei The 3rd & The Mortal, “Neptunian Hearts” affonda le radici nel metallo della morte europeo di inizio ’90, sciorinando una splendida parte centrale la cui impalcatura dark non può non ricordare i migliori The Cure. Certo, durante la seconda parte del lotto i pezzi, pur conservando classe ed eleganza da vendere, smarriscono un pizzico di compattezza, disperdendosi in fughe epico/eteree (“Chiesa Dell’Alba”, “Post Poetic”) e trasognate suggestioni psych dal taglio Seventies (“Ipernotte”). La durezza e l’impetuosa emotività di fondo, d’altro canto, non vengono mai meno, conseguendo l’obiettivo di mettere ordine alle sfilacciature figlie di un approccio sperimentale dal taglio post, con la diafana “Onde” a chiudere un lavoro raffinatissimo e curato al millesimo.

Ogni full-length dei Novembre è unico e perfettamente riconoscibile e “Words Of Indigo non fa eccezione, restituendo alla scena un gruppo in ottima forma che, nonostante break e problemi vari, continua a declinare i generi in maniera ricercata e del tutto personale. E rischiando anche qualcosa per evolvere.

Tracklist

01. Sun Magenta
02. Statua
03. Neptunian Hearts
04. House Of Rain
05. Brontide
06. Intervallo
07. Your Holocene
08. Chiesa Dell’Alba
09. Ipernotte
10. Post Poetic
11. Onde