Ciao ragazzi! Comincierei a chiedervi del titolo dell'album. Perché "Senontipiacefalostesso"? E' un modo per mettere le mani avanti o è una conseguenza dell'ermetismo dei vostri testi?
In realtà Senontipiacefalostesso è il titolo di una canzone, e i dischi (Senontipiacefalostesso Uno e il nuovo album, Senontipiacefalostesso Due) prendono il nome da quella. Non v'è alcun doppio senso. le mani servono per fare altre cose…
Sempre parlando dei vostri testi, da un lato è affascinante e appagante quando si riconoscono immagini di scorci milanesi, dall'altro però non credete che essere così ermetici vi renda poco accessibili?
Le risposte stanno nella testa e negli occhi. non credo di parlare arabo. Se non si riesce a capire, significa che ci sono dei limiti. Come se fosse stata tracciata una stupida linea da seguire, da non oltrepassare o cambiare. Non sono fedele alle linee.
Se mi chiedi se ritengo che le persone capiscano tutto quello che dico nelle mie canzoni, rispondo: "Nei limiti in cui è possibile capire il prodotto dell'anima e del cervello di un proprio simile. Non è mai una comprensione puntuale, non si può capire una mia canzone come si capisce un’ equazione" (cit.)
Le tante ragazze disagiate (Agatha, Anna, Charlotte…) esistono davvero?
Sono spiriti, eroine alcoliste che incarnano le canzoni. Sono per lo più saffiche, tossicomani, randagie. Mitologiche, respirano negli spazi vuoti.
Tutto il disagio che cantate è uno stato personale o è il riflesso di quello che in realtà vedete intorno a voi?
Entrambi. Io credo nel Romanticismo.Intorno c'è un deserto grigio. Dentro al cuore molta luce scura. Le persone sono sempre più stupide e si nutrono di cose sempre più inutili.
E' incredibile quanto la moda fotta il cervello di questa nuova società. Sono molto amareggiato. Spero in una catastrofe ambientale o nell'estinzione dell'elettricità. Cervelli azzerati.
I significati e le immagini dei testi vengono spiegati al resto della band o vi concentrate sul musicarli e rimangono un mistero anche per voi?
Ognuno capisce quello che è in grado di capire. Nessuno potrà mai vedere come vede chi ha scritto. Si chiamano punti di vista. I testi hanno mille sfaccettature e mille scorci. Io so il codice dei miei sentieri. Ma mica li svelo.
Esiste anche il mistero sapete. Bisogna de-pensare. Estraniarsi. Alienarsi. Essere i monaci. Avete capito? Borderline.
Come si inserisce il progetto da solista di Francesco De Leo nella storia dell'Officina? Come è nato?
E’ nato tra la primavera e l'estate. Nel caos, molto semplice. Non è nulla di studiato. Ho fatto solo quello che mi andava di fare. E l'ho fatto. Spontaneo.
Più che progetto lo chiamerei archivio. Io lo vedo come un grande magazzino stracarico di immagini e atmosfere che ho vissuto ed ho riconsegnato in termini musical-deliranti. E' solo il prodotto del mio cranio. Uscire dai binari.
Per il futuro, il progetto da solista rimarrà una parentesi o verrà portato avanti parallelamente ai futuri lavori dell'Officina?
Credo che prima o poi porterò in giro anche quello che faccio da solo, non so quando… sotto forma di spettacoli disturbati… chissà, sicuramente farò altri dischi da solo. Sono esigenze.
Questo non vuol dire che io voglia abbandonare od oscurare l'Officina della Camomilla. Anzi, ho in mente già il terzo disco. Completamente un nuovo universo. Non è colpa mia, sorry.
In una famiglia stretta come la Garrincha come influisce il rapporto con le altre band dell'etichetta?
Stimo molto Giovanni Imparato e tutti i Chewingum, Checco e Lodo dello Stato Sociale. Anche con Matteo Romagnoli umanamente c'è un bel rapporto.
Negli ultimi tempi state avendo sempre più seguito, quindi per i prossimi lavori cercherete di modificare la vostra proposta muovendovi verso le aspettative del pubblico, o dobbiamo aspettarci un senontipiacefalostesso tre?
Vedremo. L'obiettivo è andare oltre questa fase.
Un po' di tempo fa, prima dell'uscita dell'ultimo album, avevate promesso che non avreste più bevuto prima di suonare. Ci state riuscendo?
(risate)
Grazie mille! Vorreste lasciare un messaggio ai vostri fan per chiudere l'intervista?
Grazie a voi! E ragazzi venite ai nostri concerti e drogatevi tanto (in senso metaforico ovviamente…)











