“Ordo Ab Chao”. Ordine e caos. Il percorso interiore che il novizio deve affrontare per raggiungere l'ordine assoluto partendo però dalla caoticità naturale. Considerando il titolo e i riferimenti massonici sparsi per la copertina dell'album, pare che i canadesi The Android Meme la sappiano lunga, e pare che vogliano mettere da subito in chiaro i propri intenti: differenziarsi dalla moltitudine di band che nelle atmosfere darkeggianti cercano di nascondere inconsistenza e mancanza di originalità.
Non mancano episodi dove la struttura ritmica cerca di essere più aperta e meno claustrofobica grazie anche all'uso di cori e dell'apporto di programmazioni e tastiere di Matthew Von Wagner (“Sigma”), ma in generale possiamo dire che il sound che il quartetto d'oltreoceano costruisce è oscuro, opprimente, sempre piuttosto robusto e compatto, come nel caso di “Sumii” e della title track. Nonostante siano dotati di una discreta tecnica, i The Android Meme si dimostrano più capaci nella stesura dei testi, incentrati sul concetto del New World Order e della necessità di epurare il mondo dalla corruzione e dal caos sociale: è un aspetto da non sottovalutare, dato che i riferimenti ai vari cardini della massoneria sono precisi e presenti non solo nelle liriche ben cantate da Stefano S. Amelio (i simboli sulla cover dell'album non sono stati selezionati per pura estetica, ma assieme formano le caratteristiche fondamentali che deve avere un buon massone per aspirare all'ascesa verso la perfezione interiore).
Tornando a concentrarci sull'aspetto prettamente musicale, i Nostri non se la cavano male: alcuni momenti, come la strofa di “Left Right Parasite” o l'interludio di “Esoterika” potrebbero piacere a Maynard James Keenan e, come già detto, riescono a produrre un muro sonoro di tutto rispetto, anche se qualche si nota qualche crepa, anche se non grave, soprattutto in alcuni ricami chitarristici che si presentano piuttosto macchinosi (“The Machine Stops”) o un po' banali (“Spook”); nulla da eccepire invece sul batterista Jake Hamilton, che con colpi precisi ed energici regge egregiamente il lavoro ritmico assieme al basso. Nota di merito anche per gli elementi d'elettronica e le ottime tastiere che arricchiscono non poco l'atmosfera generale.
“Orbo Ab Chao” è più di quanto apparentemente si possa credere ad un primo ascolto, ma guai a parlare di debutto entusiasmante ed eccezionale. I The Android Meme si dimostrano buoni songwriter a livello testuale, ma gli spunti musicali più interessanti devono esser maggiormente approfonditi e sviluppati affinché il quartetto canadese possa percorrere al meglio la buona strada già intrapresa.
Tracklist
01. The Machine Stops
02. Sumii
03. Polar Rose
04. Sigma
05. Ordo Ab Chao
06. Left Right Parasite
07. Esoterika
08. Spook
09. Whistleblower
10. Stranger

















