I Privilege Of Approval sono austriaci e in questo 2010 danno alle stampe il loro primo EP autoprodotto. Questi ragazzi sono incensatissimi in patria, ma ad ascoltarli bene la loro proposta non è chissà quale grande novità. I Nostri ci propongono in questa demo cinque pezzi, dei quali tre sono realmente giudicabili, dal momento che la prima e la quinta traccia sono un’intro e un’outro strumentali sicuramente d’atmosfera, ma tutto sommato poco attinenti alla parte centrale dell’album. Il combo esprime la propria potenza di fuoco attraverso un death brutale e veloce, che può richiamare la scuola floridiana e i Cannibal Corpse, senza per questo disdegnare aperture verso il thrash. Tutto qui è spinto a gran velocità, dalle chitarre schiacciasassi alla sessione ritmica incessante e martellante, sino al growl profondissimo del cantante che a tratti può sfumare verso uno scream più acido.
Le tre canzoni “vere e proprie” contenute nell’EP (vale a dire “One Day Left”, “H.U.I.B.U.” e “Now We Are Really In The Soup”) evidenziano sicuramente la grande abilità dei Nostri (di fatto, se non hai un certo livello tecnico con uno strumento, non puoi sperare di ottenere buoni risultati suonando questo genere di musica), ma allo stesso tempo filano via senza sussulti o senza emozionare più di tanto. Ad onor del vero non c’è un passaggio, non un riff, non una strofa che non sappia, tutto sommato, di già sentito. E questo è in sostanza il difetto che taglia le gambe a tutto l’EP: puoi essere bravo quanto vuoi, ma senza originalità, senza emozionare, non arrivi da nessuna parte.
Credo che i Privilege Of Approval abbiano cercato un approccio al genere il più intransigente possibile, evitando orpelli melodici e accattivanti, ma così facendo hanno sfornato una proposta che oltre all’essere, come già detto, tutto sommato anonima, può essere apprezzata e goduta solo dai fan del genere, senza molte possibilità di espandersi oltre una certa nicchia. E’ sempre un peccato quando ti trovi tra le mani i dischi di gruppi dalle grandi potenzialità ma senza grossa originalità, poiché vedi svanire (momentaneamente, ovvio) la possibilità di portare una ventata d’aria fresca in un genere che ne ha viste di cotte e di crude. Rimandati alla prossima, quindi, con la speranza che, con il tempo, questi ragazzi abbinino una maggiore personalità alla già ottima tecnica.
Tracklist
01. Intro
02. One Day left
03. H.U.I.B.U.
04. Now We Are Really In The Soup
05. Outro
















