ARTWORK Radiohead Hail To The Thief Live Recordings 2003 2009
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Radiohead – Hail To The Thief (Live Recordings 2003-2009)

Ho sempre pensato che le cose più belle fossero quelle inaspettate, un po’ come quando esci a fare un aperitivo non programmato e ti ritrovi alle 2 di notte a bere tequila, tra risate genuine e una serenità adolescenziale. Inaspettata è stata anche la scelta dei Radiohead, che senza preavviso e senza il cerimoniale della promozione, pubblicano “Hail To The Thief” (Live Recordings 2003-2009).
Mixato da Ben Baptie e masterizzato da Matt Colton, l’album contiene 12 dei 14 brani del sesto lavoro della band, eseguiti live tra il 2003 e il 2009 a Londra, Amsterdam, Buenos Aires e Dublino, in un’atmosfera mistica e psichedelica come solo la band dell’Oxfordshire sa ricreare.

Thom Yorke ha dichiarato di aver riconsiderato queste registrazioni dal vivo durante la preparazione di Hamlet Hail to the Thief, una produzione della Royal Shakespeare Company della tragedia classica, affermando di aver riconosciuto una magia ed energia particolare nel modo di suonare di quel periodo. E ha perfettamente ragione, perché di energia ce n’è davvero tanta.

Sono 47 minuti intrisi di sofferenti vibrazioni elettroniche unite a prepotenti chitarre elettriche e linee di basso drammatiche, che accompagnano testi terribilmente eclettici e vari e caotici, ma estremamente coesi se letti nel loro insieme.

EDP378 012 credit Tom Sheehan

Come dei moderni fratelli Grimm, i cinque musicisti raccontano la crisi climatica, la guerra, l’angoscia di un padre nei confronti di un mondo disordinato, ingiusto, violento, che irrimediabilmente impatterà sul futuro del figlio. Il tutto rappresentato in chiave grottesca e oscura, mettendo in scena un’inquietante quiete dannatamente realistica.

Interessante il fatto che sia stato riproposto il più controverso tra gli album dei Radiohead e forse il più politico. Inevitabile il parallelismo tra quanto accadeva allora e quanto accade oggi. Palpabile la vena malinconica e a tratti pessimistica esaltata dall’espressività passionale del frontman e dagli arrangiamenti così dettagliatamente studiati e perfezionati sulla realtà di ciascun brano da sembrare surreali.  

Professionista delle sonorità più intricate, Jonny Greenwood riesce abilmente a giocare con tutti i suoni a sua disposizione, creando la perfetta base su cui far rimbalzare la voce del cantante, spaziando dal sapiente uso del sintetizzatore, al vigore dei riff di chitarra capaci di eccitare la platea.  

Trascinante la partecipazione del pubblico nelle registrazioni dal vivo, che batte le mani a tempo in “We Suck Young Blood” o intona cori appassionati in “There, There“. Un tangibile entusiasmo contagia in “2 + 2 = 5”, e se “I Will” commuove, “Myxomatosis”, subisce un restyling selvaggio, pronta per essere ascoltata a tutto volume.
In sottofondo, si percepisce la folla attiva, consapevole del significato di ogni parola, che si lascia avvolgere da quella vena di malinconia profonda che aleggia nell’aria e che condivide la condanna nei confronti di tutto ciò che è insensato, che è sbagliato.

“Hail To The Thief (Live Recordings 2003-2009)” è cupo, utopistico, cinico, non fornisce soluzioni, non invita all’azione, non addolcisce alcun dolore, fa pensare, fa piangere, fa arrabbiare, fa scatenare.
È un album che fa male per quanto brutalmente carico di umanità.

I Radiohead hanno riservato grande attenzione a quest’ultima uscita, curando ogni dettaglio e caricando ciascun brano di particolare intensità emotiva nella quale sguazzare come bimbi, in attesa, impaziente e trepidante, di Bologna.

Tracklist

01. 2 + 2 = 5 – Live 
02. Sit Down. Stand Up – Live 
03. Sail To The Moon – Live 
04. Go To Sleep – Live 
05. Where I End and You Begin – Live 
06. We Suck Young Blood – Live 
07. The Gloaming – Live 
08. There, There – Live 
09. I Will – Live 
10. Myxomatosis – Live 
11. Scatterbrain – Live 
12. A Wolf At the Door – Live