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Schiuma – Ossa

Schiuma, alias Susanna Trevisani, è una giovane cantautrice vicentina classe 2000, che si affaccia sul panorama musicale con “Ossa“, disco di esordio che avrà la capacità di lasciare il segno. Il tema dei giovani in questi anni è fonte di un acceso dibattito, soprattutto sul valore e sui valori che hanno in questo tempo fatto di contrasti, di velocità e talvolta di superficialità. Ma chi può sapere cosa vuol dire davvero avere vent’anni oggi, se non loro? “Ossa” sa contrastare tanti stereotipi di oggi, sottolineando in parole e musica la necessità quasi viscerale, di prendersi il proprio tempo e il proprio posto in un mondo alienante che tende quotidianamente ad inglobarti. Essere protagonisti attivi della propria vita, delle proprie emozioni, dei propri sogni. Soprattutto con il coraggio di scelte controcorrente, lontano da comfort zone banali, ma tenendo stretto quel talento che ognuno di noi ha dentro, pronto a sbocciare se lo si ascolta, e lo si lascia uscire, in parole e musica.

Il disco comincia con “Che amarezza”, voce e chitarra per un brano che parte sussurrato e poi acquista incisività e consapevolezza, strutturato ed ancorato ad un testo profondo. La dolcezza e la delicatezza di “Sei Ovunque Chiamo Il Tuo Nome” sono tangibili, e sono perfettamente in contrasto con la scanzonata “Il Cadavere Di Un Fiore”, che gioca perfettamente tra cambi di ritmo all’interno di un’amara ma pur sempre ironica riflessione in musica sui rapporti e sul romanticismo, perfettamente identificata all’interno del titolo.”C’est La Vie (Susanna)” è forse la canzone più rappresentativa dell’album, parentesi totalmente personale dove Susanna mette a nudo la difficoltà di ogni scelta quando si hanno 20 anni, un’età bellissima ma complicata. Affascinante, ma allo stesso tempo inglobata di stereotipi, di obblighi morali e sociali e dove il dubbio o le incertezze vengono visti malgiudicando quel legittimo desiderio di non voler essere come tutti gli altri, ma a volte semplicemente e solamente se stessi o del voler rincorrere i propri sogni anche quando essi sono incerti e indefiniti. Tutta la potenza di questa riflessione è ricamata in questo brano intimo ma allo stesso aperto, dove ognuno di noi si può identificare – “Vorresti dirmi che non è normale, guardare il cielo e volersi specchiare?“.

“Frammento” è una dolcissima carezza poggiata sulla dolce melodia del piano, perfettamente in contrasto con la successiva “Grido”, graffiante e potente, che urla rabbia su una melodia che nel suo crescendo sfiora atmosfere pop punk, donando una sferzata di energia ed incisività ad un disco finora rimasto molto più su binari intimi e più delicati. Queste atmosfere musicalmente più “dure” si sviluppano in questa seconda parte del disco anche nella bellissima “Freddocane”, che cresce in maniera diretta partendo come una ballata che sa entrarti dentro e nella successiva “Danni”, capace di giocare tra cambi di ritmo e un songwriting profondo e personale in cui la vocalità di Susanna traccia solchi definiti e definitivi. “Ti Sento Le Ossa” ci riporta ad inizio disco: un brano dolce e minimale voce e chitarra, che chiude questo viaggio sonoro in punta di piedi.

Nove tracce profonde, personali, incisive. Un album che musicalmente trova una distinzione abbastanza rilevante. Una prima parte più dolce, morbida e sussurrata, che richiama pensieri confusi e sottolinea la difficoltà di percorrere alcune scelte. Brani anche a volte minimali, ma con una profondità intrinseca che colpisce. La seconda parte, guidata da sentimenti di rabbia e frustrazione, si sviluppa su un sound a tratti più vario ed aggressivo, senza aver timore di sperimentare. È un dualismo importante che sottolinea la maturità di una cantautrice seppur giovane, ben consapevole del proprio talento, che mischia a piacimento episodi più radi e melodie più ricercate. Aspetti questi, che vengono manifestati con una rilevante padronanza dei propri mezzi, con la necessità, la voglia e la possibilità di raccontare i propri pensieri senza filtri, e soprattutto il talento e la profondità di esprimerlo nel modo più giusto, vocalmente e musicalmente. Tra cantautorato moderno e di spessore, ed un pop alternativo e poliedrico, Schiuma confeziona un piccolo gioiello: “Ossa” è profondo, spensierato, incisivo.

Tracklist

01. Che Amarezza
02. Sei Ovunque Chiamo Il Tuo Nome
03. Il Cadavere Di Un Fiore
04. C’est La Vie (Susanna)
05. Frammento
06. Grido
07. Freddocane
08. Danni
09. Ti Sento Le Ossa