Si può dipingere il buio?
Sethu dimostra di sì. E lo fa con un paradosso bellissimo: scegliendo colori chiari, pastello, tenui e sfumati.
Il buio è la condizione in cui l’illuminamento è prossimo allo zero, nella quale il flusso di fotoni per unità di superficie, l’intensità luminosa, è così bassa da risultare impercettibile. Non è una grandezza fisica ma una condizione. Uno stato, un insieme di circostanze, una situazione in cui la luce è così bassa da poter essere rilevata. E in quel chiarore sbiadito, prende forma Marco De Lauri, l’uomo dietro Sethu.
Classe 1997, immatricolato 17100 ma radicato 20100, torna insieme al fratello Jiz – gemello, produttore e metà inscindibile – con un progetto che non solo racconta un’evoluzione ma la incarna. Dopo la partecipazione alla 73esima edizione di Sanremo con “Cause Perse”, il nuovo EP arriva proprio il giorno del compleanno dei due, come se fosse un autoritratto donato al mondo, un piccolo rito di passaggio.
Questo progetto è “In Fiore”, un germoglio che sboccia: apre i petali lentamente lasciando intravedere una nuova maturità. Non c’è più il ragazzino che urla contro il mondo, ma c’è un giovane adulto che lo osserva, che si osserva con uno sguardo intenso, vulnerabile e intimamente umano. I testi rimangono pesanti, pieni di tagli interni, di lati oscuri che non vengono nascosti ma appaiono in penombra, rischiarati da sonorità luminose. Non c’è più lo scream, non ci sono più le chitarre distorte né l’estetica rock degli esordi. Sethu si spoglia di ciò che era comodo, abituale, e si addentra in un territorio nuovo, ancora non del tutto mappato per lui: un genere più morbido, sperimentale, che però gli aderisce addosso come una seconda pelle.
È una raccolta che ti mette a nudo mentre lui si mette a nudo.
Sono brani da ascoltare con gli occhi chiusi, la schiena appoggiata al muro, con lo sguardo perso nel vuoto e la mente che vaga lasciandosi trascinare in quel silenzio assordante. È questa l’abilità di Sethu: una penna che sa entrare dentro, che sa passare attraverso e rendere vulnerabili, mostrando anche parti di te che non avevi mai osato guardare. È l’aspetto più sincero di un ragazzo che si racconta senza filtri, con un’umiltà che colpisce e affonda. In questa fragilità ci si riconosce: Marco siamo tutti noi, con le nostre crepe, i pezzi mancanti, gli angoli bui.
La presentazione live del 27 novembre all’Apollo di Milano per Spaghetti Unplugged ne è stata la prova: un evento intimo, raccolto, ma con una risposta del pubblico sorprendentemente calda. Prossima tappa, lo Spazio Terra alla stazione Lancetti il 3 dicembre — e l’attesa di un tour vero e proprio cresce, insieme al desiderio di ritrovarsi circondati da persone che vibrano all’unisono.
“In Fiore” fa male, ma in quel dolore c’è una luce nuova.
Forse è proprio così che si dipinge il buio.
Con un colore che non ti aspetti.
Tracklist
01. Scacciapensieri
02. Come ti apre
03. Forte e chiaro
04. Astrologia
05. Marco
06. Si balla
07. Fino all’osso
08. La ballata dei fiori













