Everybody Scream Artwork
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Florence + The Machine – Everybody Scream

Un organo leggero, il canto delle sirene, quasi angelico, la spirale mistica tra suoni e grida in lontananza di una folla chiaramente tutta al femminile, per niente tranquilla, ma tumultuosa e agitata. In un crescendo emotivo, su un ritmo più martellante, la voce corposa di Florence Welch ci accoglie sul palco, nell’unico posto nel quale può essere totalmente se stessa, dove il dolore non fa male e l’amore si trasforma in venerazione. È un luogo dal quale non è consentito il distacco; la stessa forza magnetica che la fa stare bene la trattiene a sè, spingendola a esibirsi in uno spettacolo dietro l’altro, in un loop tormentato, fino ad avvicinarla alla morte.

Con la narrazione del legame intimo, intenso e, a tratti, malsano tra la cantante e il palco, si apre il sesto album di Florence + The Machine, che spalanca le porte di un mondo magico, dove, tra sentieri poco battuti e mostri leggendari, inizierà il viaggio nell’abisso dell’animo umano. È un’avventura alla ricerca del senso più profondo delle cose, nella speranza di trovare sollievo.

Se non siete pronti ad affrontare questo viaggio e ad immergervi appieno nelle viscere del disco, fermatevi alla sua superficie, limitatevi ad apprezzare le sonorità drammatiche, i riff di chitarra usciti dal passato di “Perfume and Milk”, il country di “Music by Man” o le atmosfere magiche create da archi, pianoforte ed effetti perfettamente inseriti nel contesto in “And Love”. Divertitevi a riconoscere nei testi tutti quei riferimenti alla stregoneria e al paganesimo in “Kraken”, accendete qualche candela e fingete pure che la raccolta dei 12 brani sia un grimorio pieno di incantesimi con “The Old Religion”. Raccontate “Drink Deep” come una semplice fiaba di fate, senza considerare la metafora che paragona l’essere rapiti dai personaggi del Piccolo Mondo al togliere il tempo alla propria vita per dedicarsi al lavoro.

Ma se, al contrario, non avete paura di affrontare il mostro, andate oltre le apparenze. Assimilate in “One of the Greats” il risentimento di chi, solo perché appartenente al sesso debole, ha dovuto combattere il doppio, il triplo, per riuscire ad ottenere il meritato compenso. Cogliete l’angoscia di chi ha conosciuto la morte da vicino e ha visto spazzati via i progetti di una nuova vita in uno schiocco di dita, quando in “With Dance” l’artista appare irrequieta e piange per ciò che è stato perso, ma non smette di lottare per ciò che ancora potrà essere. La stretta al cuore di “You Can Have It All” che raccoglie l’inquietudine in ogni nota suonata, la pena nel cuore (“Am I a woman now?”), il dubbio che aleggia di non essere stata abbastanza nel riuscire nella missione che per natura le era stata attribuita, l’oppressione che si spezza nel ritornello. Sentite la rabbia rivolta al proprio corpo, che si fatica a riconoscere, quasi come se fosse di qualcun altro e infine liberatevi dalle paure e rinascete con “Sympathy Magic” che esplode luminosa, trasmettendo positività nell’andare avanti con determinazione.

“Everybody Scream” nasce dalla sofferenza e dal bisogno intrinseco di capire. Particolarmente evocativo, racconta di femminilità, crescita, morte, successo, usando melodie che stanno tra l’inquietante e il mistico, tra la calma e il tormento, cercando di mettere in luce il lato più inspiegabile e oscuro della vita, ma anche l’eterna bellezza dell’esistenza stessa. Il caos come unico elemento per creare meraviglia. La magia come unico strumento per capirla.

Tracklist

01. Everybody Scream
02. One of the Greats
03. Witch Dance
04. Sympathy Magic
05. Perfume and Milk
06. Buckle
07. Kraken
08. The Old Religion
09. Drink Deep
10. Music by Men
11. You Can Have It All
12. And Love