Fermi tutti! Prendetevi una pausa dalla frenesia dei regali di Natale, dall’addobbo ossessivo compulsivo e dall’organizzazione di feste alla maniera di Bridgerton. Lasciate ancora un po’ Michael Bublè e la sua voce rotonda nel congelatore e aspettate un attimo a svegliare Mariah-acuti che spaccano i vetri-Carey, perché ho qualcosa di diverso che vi aiuterà a risvegliare quell’istinto ribelle dentro di voi che in questo periodo di luci e cioccolata calda si assopisce ingiustificatamente.
È arrivato un bastimento carico carico di suoni irriverenti e testi sarcasticamente punk. Un’effervescente novità che riuscirà ad allietare anche il più insofferente e annoiato Grinch. Il suo nome? “BULLUM”, il primo EP autoprodotto dei Manifesti, registrato e mixato da Luca Bossi, masterizzato da Andrea De Bernardi. Dopo 3 anni di duro lavoro, tra scrittura di testi non convenzionali, creazione di musica affascinante e arrangiamenti interessanti, Nigel, Otto, Red e Bullum hanno fatto confluire tutta la propria preparazione musicale e tutte le proprie esperienze di vita, vissute o immaginarie, in un album rumoroso e divertente.
Una botta di energia vi travolgerà fin dalla prima traccia, nella quale un’irruente batteria trascina in un delirante caos rockeggiante duro e tagliente, con un susseguirsi di immagini un po’ splatter, un po’ violente, richiamando il pubblico ad un’immediata presa di coscienza antifascista. “Ballata In Fa” è un brano che ti entra subito in testa, forse per le parole, forse per le sonorità, ma ti ritrovi in un attimo a cantarla a squarciagola ed ascoltarla in loop. E se anche voi cadete in trance su linee di basso sincere e profonde, adorerete “Piripi, Agente del Caos”, dove il punk si mescola con la psichedelia e il racconto in chiave ironica di un amico molto poco affidabile riporta alla mente tutte quelle situazioni in qui Piripi siete stati voi.
E quanto è bello l’intermezzo della scenetta etnica, apparentemente insensata, nel rock di “Estætica”, colorato da una spruzzata di pacato metal e che si conclude con un intero minuto di vaffanculo generalizzato e liberatorio rivolto indiscriminatamente a tutto.
Ma non c’è solo cazzeggio e strafottenza, perché con “La Sindrome” la band del Monferrato affronta anche tematiche importanti, su una ballata melodica e impegnata, senza però scadere nella tragedia di un pop scontato e già sentito.
La mia preferita? Quella che è già entrata di diritto nella mia playlist e che mi da gioia ad ogni ascolto? “Filastrocca”. Due minuti di traccia che da lontano ricorda lo stile di “Lasciami leccare l’adrenalina” degli Afterhours, ma da vicino permette di godere di riff di chitarra potenti e collocati proprio lì dove serve, nel punto giusto per creare la tensione. C’è la velocità che permette di scatenarsi liberamente, c’è quell’impertinenza che si riesce ad apprezzare in pieno solo se non ci si prende troppo sul serio, ma soprattutto c’è la perfetta follia espressa dal cantante, la cui voce si adatta meravigliosamente al contesto. Attenzione alla bonus track, che arriva a sorpresa proprio quando pensi che il CD sia finito, offrendo una versione nuova di un vecchio brano anni ‘80, che cambia lingua, ma ne mantiene rispettosamente il significato.
I trenta minuti dell’EP dei Manifesti mostrano una band appassionata, capace e ironica, con la classica insolenza che contraddistingue chi è invaso dallo spirito punk. Con “BULLUM” si tira un sospiro di sollievo dalla banalità dilagante che ci circonda e già iniziamo a voler bene ai 4 musicisti.
Tracklist:
01. Ballata in Fa (Sospeso)
02. Piripi, Agente del Caos
03. Vannacci Pride
04. Filastrocca
05. La Sindrome
06. Estætica
07. Mercoledì



















