Prima o poi doveva succedere. Senza giri di parole, i Nevermore hanno fallito, e mi sentirei di aggiungere anche abbastanza clamorosamente. Che gli interpreti di una delle formazioni più influenti degli ultimi quindici anni di metallo non fossero proprio in uno stato di grazia, lo si era capito dai progetti solisti delle due colonne portanti, Jeff Loomis e Warrel Dane. Il primo uno scialbo album con vocazione da guitar hero, tecnicamente ineccepibile ma “vuoto”, il secondo un buon disco, ma niente di clamoroso.
La speranza però che sotto il prestigioso monicker tutto ricominciasse a filare liscio era comunque viva, dal momento che il periodo di difficoltà del cantante sembrava definitivamente alle spalle e la band aveva ricominciato a girare alla perfezione. Il monumentale “This Godless Endeavor” e le ottime prove live, erano la prova provata che i Nevermore c'erano eccome. Cinque anni non sono pochi, anche se si è cercato di colmare il vuoto, e l'attesa per “The Obsidian Conspiracy” cresceva esponenzialmente col passare dei giorni. Fino a quando appaiono in rete le prime preview, sample sparsi da prendere con le pinze, ma già indicativi. Sensazioni non proprio positive, annullate dalla fiducia riposta in musicisti capaci di album eccezionali a ripetizione.
Purtroppo ora dobbiamo affrontare la dura realtà e asserire che “The Obsidian Conspiracy” è una delusione. Un disco dimesso, quasi composto alla rinfusa, senza la proverbiale profondità insita nei Nevermore. Risulta davvero difficile immaginare una band con così tanto tempo a disposizione dall'ultimo lavoro (almeno sulla carta), presentare un lotto di canzoni che, nel peggiore dei casi, fanno del male a chi ha sempre adorato gli americani di Seattle. Una mancanza di ispirazione evidente rende quest'ultima fatica una specie di zibaldone di scarti di “This Godless Endeavor”, con riff e stacchi ripresi quasi immutati, come in Moonrise (Through Mirrors of Death), chiaro esempio di auto plagio imbarazzante. Non sarebbe comunque il problema più grave questo, quello che manca è proprio l'insieme delle caratteristiche che hanno reso unici i Nevermore.
Personalmente ho sempre considerato i nostri la risposta vivente alla domanda: “Che cosa è l'heavy metal di oggi?”. Potenza, melodie, sentimento, headbanging, assoli da lasciare attoniti, trasporto, voce inconfondibile, insomma tutto quello che si dovrebbe richiedere a un disco. “The Obsidian Conspiracy” lascia a desiderare pesantemente in ognuno di questi punti, quasi fosse svuotato, un insieme di canzoni composte forzatamente e senza troppe idee. Avendo ancora nelle orecchie i Nevermore di cinque anni fa, risultano sconcertanti brani come “The Termination Proclamation”, senza uno svolgimento ben definito, o “Your Poison Throne”, probabilmente il peggior pezzo mai composto dai nostri. Dove sono gli assoli memorabili di Loomis? Le sfuriate e le aperture melodiche? Dove sono le canzoni? Purtroppo con il passare dei minuti le cose non migliorano… Dopo la sufficiente “Moonrise (Through Mirrors of Death)”, arrivano “And the Maiden Spoke”, salvata in corner solo da un bel ritornello melodico, e le due ballad “Emptiness Unobstructed”, che impallidisce al cospetto delle migliori ballate dei nostri, e “The Blue Marble and the New Soul”, un piccolo miglioramento. La sensazione però è che tutto sia forzato, dalle melodie spesso scontate, alla prova vocale di Dane, impegnato anche in regimi più bassi del solito; una mancanza di freschezza che pesa come un macigno. Specialmente se aggiungiamo un songwriting scolastico, in cui il lavoro di Loomis si fa apprezzare solo in rari momenti, come “She Comes in Colors” o la bella conclusiva “The Obsidian Conspiracy”, l'unica capace di riportare un sorriso sul volto degli ascoltatori.
Nonostante una leggera ripresa sul finale, “The Obsidian Conspiracy” è probabilmente il peggior album dei Nevermore di sempre, un disco che scivola veloce senza mai entusiasmare. Qualche buono spunto c'è sempre e tanto basterà ai fan più umorali per farselo piacere (nonostante tutto), ma cercando di essere più neutrali possibili, non si può non sottolinearne i pesanti limiti. Vuoto, dimesso, scolastico e, cosa ancor più grave, verrà presto dimenticato. Peccato.
Tracklist
01.The Termination Proclamation
02.Your Poison Throne
03.Moonrise (Through Mirrors of Death)
04.And the Maiden Spoke
05.Emptiness Unobstructed
06.The Blue Marble and the New Soul
07.Without Morals
08.The Day You Built the Wall
09.She Comes in Colors
10.The Obsidian Conspiracy



















