Partirà domani sera (ore 21.15 su Rai 2) la quarta edizione di uno dei talent show più seguiti in Italia: The Voice of Italy. Il format, ricordiamo, nasce nel lontano 2010 nei Paesi Bassi, dalla mente brillante che partorì anche il Grande Fratello, e si è diffuso a macchia d'olio in tutto il mondo (sì, non è un'esagerazione) fino ad arrivare alla nostra bella Italia nel 2013.
Tantissime novità ringiovaniscono il programma, a partire dai coach che siederanno nelle quattro famose poltrone rosse fino ad arrivare alla struttura del gioco. Rispetto alle scorse edizioni, l'unica sopravvissuta è Raffaella Carrà (aka Raffaellona Nazionale, il caschetto più sistemato, biondo e ben strutturato di tutto il Bel Paese) che durante la conferenza stampa di presentazione del talent ha rivelato: "Non volevo fare televisione quest'anno, ma ho un debole per The Voice: sono nata con lei e mi piacerebbe avere la soddisfazione di vedere anche solo un ragazzo -non per forza della mia squadra- arrivare al successo, magari anche non subito. Mi piacerebbe contribuire alla nascita della carriera di un talento". Un po' un mettere le mani avanti, considerando che ad oggi, effettivamente (a parte Suor Cristina che è diventata una specie di James Hetfield delle parrocchie italiane) nessuno ricordi il nome di un vincitore di The Voice of Italy? Ma va bene, mai perdere la speranza, diamo tempo al tempo.
Ad accompagnare Raffaella, ci saranno l'idolo delle masse degli anni Novanta Max Pezzali, la bella Dolcenera -appena reduce dalla Sanremo Experience- e il giovane rapper Emis Killa. Durante la conferenza stampa, ognuno di loro ha palesato la propria felicità dell'essere accompagnato dagli altri coach in questa esperienza ed il loro entusiasmo di essere stati chiamati al rapporto in questo ruolo.
Il mito degli attuali trentenni (parliamo di Max, chiaramente), ad esempio, si è dimostrato particolarmente coinvolto in questa esperienza televisiva, una cosa totalmente nuova per l'ex leader degli 883: "La dinamica di The Voice è pazzesca: devi essere rapido nel giudizio, sai di avere una responsabilità e sai che devi avere degli obiettivi nel gioco. E' tutto molto stimolante".
Dolcenera, dal suo canto, con sincerità ha ammesso: "Quando ho saputo i nomi dei miei compagni di viaggio, mi sono tranquillizzata molto. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di fare The Voice". Non si sa cosa le abbiano detto sulla dinamica del gioco che l'abbia spaventata tanto inizialmente, ma la cantante nel suo giubbino di pelle rossa è sembrata molto determinata a giocare il suo ruolo di coach nel modo più grintoso possibile. Continua poi con "Credo che se uscirà un vero talento da The Voice questo dipenderà molto anche da noi, da quello che possiamo dare noi fuori dal programma a quella voce che ci avrà particolarmente colpito" accollandosi un po' la responsabilità (vedi sopra) dei fortunati sconosciuti che hanno vinto The Voice e che sono giusto un po' finiti del dimenticatoio. Ma ancora una volta: mai perdere la speranza, diamo tempo al tempo.
Anche Emis Killa ha espresso il suo entusiasmo per questa "chiamata": "Non avrei mai detto che un giorno mi sarei trovato in un contesto del genere. Mi butterò appieno in questa nuova avventura: oltre alla musica, mi piace molto anche la televisione. Così prendo due piccioni con una fava". E qui commentiamo con un: ok. Poi però anche lui torna sul discorso dei vincitori sconosciuti dicendo "Gran parte di quello che ho fatto, l'ho fatto da solo, perchè ci ho creduto io in primis. Di conseguenza non mi sento di dare la colpa a The Voice se finora non è uscita nessuna star della musica. Se uno avrà la forza di camminare con le sue gambe, lo farà una volta uscito". E qui commentiamo con un altro: ok.
Ad ogni modo, altra cosa nuova per questa edizione di The Voice of Italy sono le regole del ballo.
Le danze a questo giro sono un po' diverse rispetto agli scorsi anni: le Blind Audition (ossia le scelte al buio grazie alle quali i coach comporranno i loro team di 21 talenti basandosi solo sulla voce, insomma: la parte dove premono il bottone e girano la poltrona) da cinque diventano sei; le Battle (la parte in cui componenti della stessa squadra si affrontano sul "ring", che detta così sembra davvero un'emozionante scazzottata) includeranno non più due, ma tre cantanti. Alla fine delle mazzate, solo uno sopravviverà (anche se, attenzione a quel diabolico marchingegno dello Steal che permette ad uno dei perdenti di essere riscattato da un altro coach) e passerà alla fase successiva dello Knockout, dove due componenti dello stesso team si affrontano a colpi di cavallo di battaglia. Chi perde qui, perde per sempre: addio sogni di gloria. Insomma, alla fine, si arriva alla fase del "Live Show" con 4 cantanti, uno per team, che si affrontano un'ultima volta fino a che un vincitore non viene nominato. Fine degli Hunger Games.
Quindi, ricapitolando, da domani sera, per 14 puntate, su Rai2, alle 21.15, The Voice of Italy. A condurre sarà l'ormai confermato e straconfermato Federico Russo, accompagnato da una certa Angelina che dirigerà la parte social. Si parte alla "ricerca del talento", dicono.
Magari è la volta buona che si sforni un nuovo Marco Mengoni, o un Lorenzo Fragola, o una Emma… insomma, qualcuno che sia di rilievo nel panorama musicale italiana… Eh, sì.











