I Within Temptation tornano in Italia a due anni di distanza dall’indimenticabile serata al fianco degli Evanescence al Forum di Assago. Questa volta, è l’Alcatraz di Milano a fare da cornice a uno degli appuntamenti più attesi dai fan del symphonic metal.

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BLIND8

Ad aprire la serata, è una performance che più che per la musica in sé lascia il segno per il forte messaggio trasmesso: gli ucraini BLIND8 calamitano l’attenzione del pubblico con un’esibizione carica di significato. Durante il loro breve set, il gruppo ricorda la difficile situazione che l’Ucraina sta affrontando a causa della guerra, portando il palco ben oltre i confini della musica. Tra una canzone e l’altra, i BLIND8 ribadiscono l’importanza di resistere anche quando tutto sembra perduto. Le parole di Ihor e Roman, i due membri della band che hanno vissuto in prima persona la guerra come soldati, commuovono la platea. “Non sappiamo cosa ci aspetterà al nostro ritorno”, confidano, facendo calare un silenzio carico di emozione sull’Alcatraz. In un mondo che nel 2024 dovrebbe essere consapevole delle atrocità della guerra, è quasi surreale sentire questa testimonianza durante un concerto. La musica, da sempre simbolo di unione e speranza, si fa veicolo di una storia vera, cruda, e ancora così vicina. Durante tutta l’esibizione, sullo sfondo del palco, un QR code invita i presenti a donare per sostenere la causa ucraina, ricordando che anche un piccolo gesto può fare la differenza.

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Annisokay

Dopo l’apertura dei BLIND8, è il turno degli Annisokay di salire sul palco. La band tedesca porta un’esplosiva carica di post-hardcore, alternando brani serrati e momenti più melodici che riescono a coinvolgere anche chi non li conosce. La scaletta si apre con “Throne of the Sunset” e “Ultraviolet”, per poi arrivare a uno dei momenti più memorabili della serata: su “Like a Parasite”, l’apparizione a sorpresa di Sharon den Adel scatena in anticipo i fan dei Within Temptation. Un altro highlight arriva con la cover di “One Step Closer” dei Linkin Park. Christoph Wieczorek sottolinea che quella canzone è l’occasione perfetta per far cantare tutto il pubblico, e il risultato è esplosivo – un assaggio che non fa altro che alimentare l’attesa per il ritorno dei Linkin Park a Milano del prossimo giugno. Con brani come “Human”, “Calamity” e il finale al fulmicotone di “STFU”, gli Annisokay dimostrano di avere la stoffa da grande band. La loro energia e il suono coinvolgente preparano il terreno alla perfezione per lo spettacolo dei protagonisti della serata.

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Le luci si spengono, un boato attraversa il pubblico, e sullo schermo appare il logo di Within Temptation, ardente come una brace viva. L’atmosfera si carica di tensione, mentre getti d’aria squarciano l’oscurità, annunciando l’arrivo degli olandesi. Uno a uno, i membri della band prendono posizione, fino a quando l’elegante Sharon den Adel fa il suo ingresso trionfale, avvolta in un lungo abito nero e una appariscente maschera. È sulle note di “We Go To War” che lo spettacolo prende vita, dando inizio a un set che prosegue con altri quattro brani tratti da “Bleed Out”. Già dall’inizio, il nuovo album della band si fa sentire con forza, trattando tematiche potenti e attualissime, come la titletrack, chiaro riferimento alla storia di Mahsa Amini, la giovane donna iraniana che ha perso la vita a causa delle violenze della polizia, diventando simbolo della lotta per i diritti delle donne.

La scaletta, costruita con maestria, alterna classici intramontabili e pezzi più recenti, creando un perfetto equilibrio tra il passato e il presente della band. Uno dei momenti salienti arriva con “A Fool’s Parade”, con la partecipazione del cantante ucraino Alex Yamark. La sua presenza riprende il filo del messaggio lanciato dai BLIND8 durante l’apertura: una riflessione sulla guerra in Ucraina, resa ancora più significativa dalla campagna DRONEFALL per raccogliere fondi destinati a contrastare i droni russi.

In merito ai vecchi brani, quando è arrivato il momento di “The Promise”, il tempo sembra essersi fermato. Sharon, al centro della scena, regala una performance capace di emozionare ogni angolo dell’Alcatraz. Nonostante i suoi 50 anni e oltre 30 date già alle spalle in questo tour, la cantante olandese si dimostra instancabile: la freschezza della sua voce e l’energia travolgente sono una costante dall’inizio alla fine del concerto.

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Questo tour dei Within Temptation è una delle proposte più attuali e rilevanti che il metal può offrire oggi. Non si tratta solo della straordinaria capacità della band di rinnovare il proprio sound, mantenendo un livello qualitativo altissimo, ma anche – e soprattutto – della profondità delle tematiche trattate. Ogni brano, ogni gesto, ogni parola ha contribuito a costruire un’esperienza che va oltre il concerto, affrontando temi globali e urgenti come la guerra e la lotta per i diritti umani. La band olandese ci ha ricordato che la musica può essere una voce per esplorare, comprendere e, talvolta, cambiare il mondo.

Setlist

We Go to War
Bleed Out
Ritual
Don’t Pray for Me
Wireless
The Reckoning
Shot in the Dark
Stand My Ground
A Fool’s Parade
The Promise
Supernova
Angels
Faster
Paradise (What About Us?)
Our Solemn Hour
All I Need
Mother Earth

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