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RECENSIONI

Andrea Carboni – Due []

"Due []": due come il numero di full-length della carriera del giovane artista toscano Andrea Carboni, cresciuto in Svizzera ma tornato nella natia Pisa per fare il suo ingresso nel mondo del cantautorato italiano, con il debutto "La Terapia Dei Sogni" (nel 2010) e con il seguente EP "Sassi". In più due parentesi, a simboleggiare, a detta dello stesso autore, un abbraccio che scacci via le paure, un piccolo rifugio che protegga da tutto ciò che fa male.

Nasce da un'evidente esigenza comunicativa la musica di Andrea Carboni, che ci parla di rabbia e di angoscia, d'amore e di lotta. Pezzi scritti con spontaneità, con urgenza: forse un po' troppa urgenza, visto che la sensazione data è che spesso ci si sia dimenticati di cercare per le canzoni una forma fruibile, piacevole. La cosa risulta evidente dai testi e dalle vocals che ce li raccontano: i primi, non volendo imbrigliare il fluire delle emozioni in rigorose costruzioni metrico-lessicali, finiscono per camminare in precario equilibrio sulla sottile linea di separazione tra l'ermetico e l'incomprensibile ("E se le vie dell'amore finissero così, così non partiremmo… Dai, via, di qui, dai. Non era vero un cazzo, scusami. Io ti vorrei. Quando ti avrò?"). Le seconde, comunque sufficienti nei toni più calmi, vanno a perdersi nelle nevrosi di acuti che sanno d'un Francesco Sarcina un po' meno intonato, o in poco riusciti e inquietantemente asmatici falsetti.

Presentato come "un piccolo scrigno di pietre preziose", "Due []" finisce per regalare i suoi pochi luccichii unicamente grazie al suo lato strumentale. Carboni mostra infatti una discreta perizia nella costruzione degli accompagnamenti musicali, con fondamenta acustiche su cui si inseriscono occasionali chitarre elettriche e arrangiamenti orchestrali d'ottima fattura, che vedono in prima fila un gustoso violino (gentile concessione di Rodrigo D'Erasmo degli Afterhours). Sotto questo punto di vista, e la strumentale "Rango" lo mette bene in evidenza, le cose ingranano davvero bene. Peccato che nelle restanti undici tracce le confuse e spesso sguaiate linee vocali si prendano il centro della scena, rendendo l'ascolto dell'intero disco un'esperienza tutt'altro che soddisfacente. Rimane l'amaro in bocca e un certo rammarico, perché l'impressione è che sarebbe bastata qualche accortezza in più per ottenere un risultato di ben altro spessore.

Tracklist

01. L'amore Dopo Domani
02. Lento
03. Vinceremo Grazie
04. Dove Sarai
05. Mille
06. La Migliore Che Ci Sia
07. Rango
08. Magari
09. Lei Non Sa Chi Sono Io
10. (magari)
11. Il Male Minore
12. BAM